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Batterio killer: "Attenzione alta, ma nessun allarme per l'Italia"

Le raccomandazioni dei pediatri della Sipps dopo i nuovi casi di Escherichia Coli dei 7 bambini in Francia. Il ministro Fazio: "I consumatori stiano tranquilli. Abbiamo effettuato un sequestro preventivo di una partita di hamburger della stessa ditta".

» Europa Aura De Luca - 17/06/2011
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"Attenzione, ma nessun allarmismo per l'Italia rispetto all'epidemia di Escherichia Coli 0104:H4": questa la posizione del dottor Giuseppe Di Mauro, presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps), che ribadisce come nessun caso sia stato ancora segnalato in Italia. Rassicurazioni che arrivano dopo i nuovi casi di Escherichia Coli riscontrati in sette bambini francesi dopo aver mangiato degli hamburger contaminati di una nota catena di supermercati. Il ministero della Salute e delle autorità sanitarie francesi fa comunque sapere che questi casi di batterio killer non appartengono allo stesso ceppo virulento che ha ucciso 37 persone in Germania.

I pediatri della Sipps rassicurano tutti i genitori precisando che "il ceppo batterico che sta preoccupando l'Europa ha finora colpito, nel 90 per cento dei casi, adulti in età superiore ai 20 anni. La terribile complicanza – aggiungono -  rappresentata dalla Sindrome Uremico-Emolitica, ha coinvolto soltanto eccezionalmente soggetti in età infantile, contrariamente a tutta la casistica riportata nella letteratura, dove si dimostra come i più colpiti da patologie analoghe siano generalmente i bambini di età inferiore ai 5 anni". "A tutt'oggi – dicono - è stato registrato un solo caso letale, che ha riguardato un bambino di 2 anni d'età".

"Per gli adulti colpiti da Sindrome uremico-emolitica, a livello ospedaliero – ha spiegato il dottor Angelo Milazzo, pediatra direttivo regionale Sipps – già da tempo sono stati adottati trattamenti appropriati, sebbene in molti casi la causa della malattia fosse sconosciuta; in questo modo è stato possibile contenere la mortalità al di sotto dell'1 per cento e fronteggiare adeguatamente questa terribile patologia".

Nel frattempo, in riferimento ai casi dei bambini francesi, il ministro della Salute Ferruccio Fazio, intervistato questa mattina da Radio 24, ha esortato i consumatori italiani a "stare tranquilli". "Abbiamo effettuato – ha detto - un sequestro preventivo in Italia di una partita di hamburger della stessa ditta produttrice degli hamburger ritenuti sospetti come veicolo di infezione in Francia". Ma, ha aggiunto Fazio, "dopo i controlli, la carne verrà dissequestrata. Non c'è - ha quindi ribadito il ministro - nessun problema per i consumatori", data anche la collaborazione con le autorità della stessa ditta produttrice della carne. Il ministro Fazio è stato comunque cauto nell'attribuire la causa dell'Escherichia Coli: "Non si sa – ha detto - se il batterio venga proprio dalla carne o dalla filiera", spiegando ai cittadini che la carne già acquistata può essere consumata senza problemi se ben cotta a 70-80 gradi. 

La mancata identificazione del focolaio di infezione impone, quindi, il rispetto stretto di alcune importanti misure di sicurezza e di corretta igiene, precauzioni comuni per la prevenzione di tutte le forme di contagio batterico derivate da alimenti e da trasmissioni oro-fecali. Le principali accortezze da adottare secondo i pediatri della Sipps sono: 

- Lavarsi bene le mani con detergenti idonei prima di toccare i cibi; 

- Prestare attenzione all'acquisto degli alimenti, preferendo quelli con etichettatura e soggetti ai controlli sanitari; 

- Proteggere i cibi da mosche o da altri insetti, coprendo gli alimenti o chiudendoli in contenitori; 

- Consumare latte pastorizzato o trattato ad alte temperature e cibi ben cotti, soprattutto nel caso di pesce, carne, latte e uova; lavare molto bene la verdura e sbucciare la frutta; 

- Bere solo acqua sicuramente potabile.
 
Per quanto riguarda i neonati è di assoluta importanza eliminare subito pannolini sporchi di feci e lavare a temperature superiori a 65° gli indumenti e la biancheria contaminata con le feci, usando anche disinfettanti quali ipoclorito di sodio o equivalenti. I pediatri della Sipps ribadiscono e raccomandano a tutte le famiglie, infine, di non fare uso di antibiotici senza una precisa prescrizione del pediatra, poiché in caso di enteriti emorragiche si aumenterebbe di ben 17 volte il rischio di Sindrome uremico-emolitico.