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Lavoro minorile, quando l'infanzia diventa un lusso

Su 215 milioni di bambini lavoratori in tutto il mondo, 115 milioni svolgono lavori pericolosi per la loro salute e vita. L'agricoltura, il settore più rischioso, mentre l'Africa è il continente più colpito. Il 60% dei minori coinvolti è maschio.

» Africa Silvia D'Ambrosi - 15/06/2011
Titolo: Album di 'vipez'
Fonte: Flickr Common License

Lavorano maggiormente nell'agricoltura, spesso a contatto con pesticidi, e nell'edilizia dove impastano mattoni anche per 12 ore la giorno, costretti dai grandi e in cambio di una misera paga. Ma vengono impiegati anche nei lavori in miniera e nella vendita ambulante. Anche se la maggior parte sono adolescenti, tra loro ci sono anche bimbi piccolissimi, lavoratori già a 5 anni. Dovrebbero andare tutti a scuola, invece sono vittime, loro malgrado, della sopravvivenza familiare: per andare avanti devono lavorare.

Sono 215 milioni i bambini sotto padrone nel mondo, in Asia soprattutto, ma anche nell'Africa sub-sahariana e in Italia dove ci sono circa 500mila minori, in buona parte maschi e stranieri che danno una mano nei bar e nelle attività artigianali. Un fenomeno sommerso che nasce certo dall'aumento della povertà ma anche dall'aumento, su scala mondiale, dei prezzi del cibo. 
 
IL FENOMENO IN GENERALE. L'allarme è arrivato dal nuovo dossier 'Children in hazardous work: what we know, what we need to do' (I minori nel lavoro pericoloso: ciò che sappiamo e ciò che dobbiamo fare) dell'International Labour Organization (ILO), l'Organizzazione Internazionale del lavoro delle Nazioni Unite, presentato in occasione della Giornata mondiale contro il lavoro minorile, il 12 giugno scorso. Un documento che punta il dito sulla pericolosità dei lavori svolti dai minori: su 215 milioni, infatti, 115 milioni di piccoli lavoratori svolgono attività pericolose per la salute e la vita in generale. 

L'esposizione a rischi può avere conseguenze particolarmente gravi sui minori, il cui fisico e la cui mente sono ancora in piena fase di sviluppo anche alla fine dell'adolescenza. Da una serie di studi realizzati nei paesi industrializzati e nei paesi in via di sviluppo emerge, inoltre, che ogni minuto, in qualche parte del mondo, un minore che lavora è vittima di un incidente, di una malattia o di un trauma psicologico legato alla sua attività svolta. Dal Rapporto, inoltre, emerge come nel periodo 2004-2008, sia diminuito il numero totale di minori tra i 5 ed i 17 anni che svolgono attività lavorative pericolose, ma aumenta del 20 per cento nello stesso periodo il numero dei ragazzi (tra i 15 ed i 17 anni) che svolgono queste stesse attività, passando da 52 a 62 milioni.

NON SOLO PAESI IN VIA DI SVILUPPO: IL CASO ITALIA. Il problema dei minori che svolgono lavori pericolosi si estende, secondo il dossier, a paesi altamente industrializzati come Stati Uniti e alcuni paesi europei, tra cui anche l'Italia, dove esiste una forte vulnerabilità dei giovani agli incidenti sul lavoro. Nel Bel Paese sono circa 500mila i minori che lavorano, reclutati, spesso, tra i bambini stranieri che arrivano da soli in Italia, spesso dopo aver contratto un debito pesante con i trafficanti. Ma fenomeno dello sfruttamento sul lavoro dei minori non è tuttavia esclusivo dei bimbi stranieri. 

Le ricerche condotte in merito, hanno rilevato anche la presenza di numerosi minori di origine italiana, in particolare nel sud Italia ma non solo. Sono per la maggior parte maschi, vivono, spesso, in una famiglia mono-genitoriale o in un nucleo familiare con più minori e risiedono in un territorio con un alto tasso di disoccupazione, appartenenti a famiglie monoreddito o con un reddito inferiore al 50% della media nazionale. Il 7 giugno 2000 l'Italia si è aggiunta ai Paesi che hanno ratificato la Convenzione n.182 del 1999 dell'ILO sulle peggiori forme di lavoro minorile e secondo l'Organizzazione Internazionale del lavoro delle Nazioni Unite, sono attualmente173 su 183 gli Stati membri che hanno ratificato la Convenzione. 

L'IMPEGNO DEI GOVERNI CONTRO IL LAVORO MINORILE. Il rapporto relativo allo scorso anno, metteva in guardia contro la riduzione degli sforzi messi in campo per eliminare le peggiori forme di lavoro minorile ed esprimeva preoccupazione circa il fatto che la crisi economica in corso avrebbe messo in pericolo i progressi ottenuti per raggiungere l'obiettivo dell'abolizione delle peggiori forme di lavoro minorile fissato per il 2016. A distanza di un anno, l'Organizzazione continua ad esprimere forti preoccupazioni circa l'impatto della crisi sui minori. Per questo motivo il direttore generale dell'ILO, Juan Somavia, ha sollecitato governi, datori di lavoro e lavoratori a collaborare nella definizione e nell'applicazione delle misure necessarie per mettere fine al lavoro minorile, poiché "la sua persistenza - ha detto - mette chiaramente in discussione il modello di crescita predominante. Combattere le forme di lavoro che mettono in pericolo la sicurezza, la salute o la moralità dei bambini deve essere la priorità per tutti noi".

LE RICHIESTE DELL'ILO AI GOVERNI. Per combattere efficacemente la piaga del lavoro minorile, in particolare quello pericoloso, l'ILO ha stilato una serie di richieste nei confronti di governi, organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori nonché degli ispettorati del lavoro. Innanzitutto la scuola dell'obbligo. Il rapporto richiede, infatti, di rinnovare gli sforzi affinché ogni bambino possa frequentare la scuola almeno fino al raggiungimento dell'età minima legale per lavorare (tra i 14 e i 16 anni, a seconda delle legislazioni nazionali). Inoltre vengono sollecitate misure per contrastare il fenomeno dei minori che, pur avendo raggiunto l'età minima per lavorare, si trovano ad affrontare dei rischi sul proprio posto di lavoro. Ogni Paese poi è invitato a fornire un elenco delle tipologie di lavoro pericoloso così come richiesto dalle convenzioni dell'ILO sul lavoro minorile. Anche la formazione è ritenuta uno strumento da mettere in campo in favore dei giovani lavoratori che hanno raggiunto l'età lavorativa minima per accrescere la loro consapevolezza dei rischi, ma anche dei propri diritti e delle proprie responsabilità sul posto di lavoro.

LINK

Il Rapporto ILO 'Children in hazardous work: what we know, what we need to do' (inglese)
- Articolo delle Nazioni Unite (inglese)
Giornata Mondiale contro il Lavoro Minorile 2011
La brochure 'Attenzione! Bambini in lavori pericolosi'