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Rino Gaetano: Montesacro celebra il cantante a 30 anni dalla scomparsa

Ieri la posa di una targa commemorativa sulla Nomentana, mentre il 2 giugno si Ť tenuto a piazza Sempione un grande concerto con tanti artisti, dai TÍtes de Bois a Sergio Cammariere, Ernesto Bassignano, Caludio Santamaria, e tanti amici del cantante.

» Musica Laura Croce - 08/06/2011
Titolo: Il cantautore Rino Gaetano
Fonte: Immagine dal web

Rino Gaetano è nato il 29 ottobre del 1950 a Crotone, in Calabria, in quel Meridione poi celebrato nei suoi valori popolari in tanti brani memorabili. Ma è a Roma, nel cuore del quartiere di Montesacro, che il cantautore visse la sua esperienza artistica, fino a quel tragico 2 giugno del 1981, in cui trovò la morte in un incidente automobilistico all'incrocio tra via Nomentana e viale XXI Aprile. A 30 anni dalla scomparsa la sua memoria resta più accesa che mai, non solo nel calore con cui viene seguito dalle nuove generazioni ma anche nel territorio che ha visto nascere il suo mito. 

Per questo il IV Municipio di Roma ha deciso di celebrarlo nell'anniversario della sua scomparsa con due notevoli eventi, approvati una volta tanto in modo del tutto bipartisan. Il primo è il piccolo grande concerto 'Ma il cielo è sempre più blu', che si è tenuto la sera della Festa della Repubblica nell'insolita e perfetta cornice di piazza Sempione, mentre il secondo consiste in una targa commemorativa che ieri sera è stata apposta in via Nomentana Nuova 53, nei pressi dell'abitazione in cui il cantante ha vissuto.

Non è facile vedere iniziative come questa fuori dal centro capitolino: uno spazio pittoresco, come quello occupato dalla sede della quarta circoscrizione e dalla monumentale Chiesa dei Santi Angeli Custodi, invaso dalla musica e dai testi ironici e dissacranti di un personaggio fuori da ogni schema, così come è raro che una zona ad alta densità abitativa si apra a un momento collettivo così pieno di allegria ma anche affollato e rumoroso. Rino Gaetano, però, riesce ancora in questo e altro, compresa la possibilità di riunire intorno alla propria figura gli artisti in teoria più disparati, come appare evidente anche dalla scaletta della manifestazione.

Il concerto in Piazza Sempione, quartiere Montesacro, Roma
Il concerto in Piazza Sempione nel quartiere Montesacro di Roma - fotografia: Francesco Amorosino

Il 2 giugno, sotto il cielo sempre più blu di piazza Sempione, si è esibita prima di tutto la Rino Gaetano Band, con la voce di Marco Morandi, figlio di Gianni e ormai cantante di lunga data. Accanto a loro, le incursioni di altri interpreti e musicisti molto diversi, a partire dal critico e cantautore Ernesto Bassignano, che con Rino Gaetano ha condiviso gli inizi di carriera al leggendario Folkstudio, con Venditti e De Gregori. Ed è stato proprio Bassignano a ricordare l'attualità dei testi apparentemente naif ma in realtà sferzanti di Rino, che alla militanza ideologica tout court preferiva il finto disimpegno del nonsense. L'amico musicista ha poi rievocato il debutto in sordina del cantante presso l'etichetta indipendente di Vincenzo Micocci, destinata a diventare invece il suo trampolino proprio con il lancio della folgorante hit da cui ha preso il nome il concerto di piazza Sempione.

Nel vasto repertorio di Gaetano, riproposto con generosità nel corso dell'evento dalla sua tribute band, Bassignano ha però scelto di interpretare senza troppi fronzoli, quasi all'impronta, 'Agapito Malteni Il Ferroviere', quasi un pegno pagato alla scarsa attenzione concessa al lato sociale e civile delle canzoni di Rino mentre era in vita. Ha scelto invece 'I tuoi occhi sono pieni di sale' il compositore jazz Sergio Cammariere, che ha voluto omaggiare le origini meridionali del cantante con cui può vantare uno stretto grado di parentela. Intensa, inoltre, l'interpretazione di 'Ad esempio a me piace il Sud' offerta dai Têtes de Bois, mentre Caludio Santamaria, che ha vestito i panni di Rino Gaetano nella famosa fiction televisiva a lui dedicata, si è confermato anche un ottimo interprete musicale. L'attore ha riproposto 'Nuntereggae Più', una delle canzoni con meno peli sulla lingua dell'intera storia canora italiana, che non a caso oggi è tornata a impazzare grazie all'aggiornamento creato da Roy Paci, sempre in occasione del trentennale della scomparsa. Una versione che in realtà presenta pochissime modifiche: segno che basta cambiare qualche sigla partitica per ritrovare la stessa identica Italietta malconcia della Prima Repubblica.

Come hanno ricordato d'altra parte gli artisti della Rino Gaetano Band sul palco, è stato lo stesso cantautore ad affermare "ho l'impressione che, in futuro, le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni". E di sicuro non si sbagliava, come hanno testimoniato le persone accorse quasi in massa a piazza Sempione, secondo le stime non ufficiali delle forze dell'ordine riferite alla platea direttamente dai Têtes de Bois: "Ci siamo stupiti. Ma come, proprio voi ci dite che siamo migliaia? Non che siamo qualche sparuto centinaio? E invece no, ci dicono proprio che siamo 10mila!".

Ovviamente la cifra non è da prendere alla lettera, ma la folla era consistente e comprendeva anche molti altri personaggi vicini a Rino: dalla sorella Anna a uno dei cantanti dei Pandemonium che gli fecero da coro a Sanremo quando presentò la sua 'Gianna', e soprattutto Bruno Franceschelli, uno degli amici più stretti che gli fu sempre vicino con i suoi consigli, e che oggi sembra aver preso sotto la sua ala un altro giovane cantautore, Andrea Rivera.

Noto più che altro per le interviste al citofono nella trasmissione 'Parla con me' di Serena Dandini, Rivera è anche un attore teatrale e autore di canzoni dal forte contenuto sociale e per questo spesso relegate alle manifestazioni di piazza. I suoi testi, in realtà, esprimono sì una forte verve critica e un chiaro intento politico, ma non ciecamente ideologico. Come sanno bene molti artisti indipendenti, è però difficile riuscire a non farsi classificare, pratica contro cui lottò sempre e con estrema fatica lo stesso Gaetano. E proprio di quell'ironia non inquadrata né inquadrabile si sente un po' erede questo ragazzo romano: "Sono di Montesacro, ho conosciuto Bruno Franceschelli durante un'intervista realizzata in seguito al premio Gaber che ho vinto nel 2004, e posso dire con certezza che in questo quartiere si respira ancora l'aria di Rino Gaetano oltre che, naturalmente, l'aria 'fumosa' di Franceschelli".

Presente al concerto di piazza Sempione con una poesia giocosa costruita sui pezzi più popolari del cantante, Rivera ci confessa di essersi un po' allontanato dal cuore della Roma di Rino, abitando adesso nella più alternativa San Lorenzo. "Ho scritto una canzone che probabilmente avrebbe scritto anche lui se si fosse trasferito - scherza l'attore - e che si intitola 'San Lorenzo, t'abito ma nun te penso' ".  A dire il vero, alla sua città caotica e troppo degradata l'ex montesacrino ci pensa eccome, e denuncia l'incuria della famosa piazzetta e zone limitrofe: "Quel posto è diventato un delirio, ed è un peccato. Un bellissimo quartiere rovinato dallo spaccio, ma ancor di più dall'ignoranza dei giovani di oggi. Noto bottiglie buttate per strada, in luoghi dove, giocando, i bambini si possono ferire con i vetri. Non si pensa a chi passerà lungo le strade dopo di noi, mentre è questa la cosa importante: ricordarsi di chi verrà dopo di noi".

Rivera ha qualcosa da dire anche sul IV Municipio, dove forse ci sono meno 'cocci' per terra ma sempre più in frantumi rischia di diventare la coesione civile, con gli scontri tra i centri sociali che "fanno solo il gioco dei politici, mentre loro stanno sulle poltrone e se la ridono". Di sicuro questa Capitale non offre lo stesso humus culturale in cui ebbe origine il talento di Gaetano, anche se per sua fortuna conserva in seno personaggi come Bruno Franceschelli: "Vengo sempre a fargli leggere i miei testi perché è stato molto amico di Rino, forse l'unico amico che non ci ha mai mangiato sopra. Anche perché mangiavano in osteria".

Franceschelli, da parte sua, non ha dubbi: "Qualcuno storcerà il naso a sentirlo, ma Andrea è il vero erede di Rino Gaetano. Lo dico perché, essendo stato molto amico di Rino e vedendo come nascevano le sue canzoni, posso affermare che Andrea condivide la stessa rabbia e lo stesso modo di affrontare nei testi quei problemi sociali purtroppo ancora irrisolti".

Il paragone è di sicuro molto forte, sopratutto nella misura in cui Rivera continua ad avere anche un altro tipo di rabbia, cioè quella di non riuscire a far pubblicare i suo dischi, di "non poter far capire questi temi alla gente perché le radio non passano mai le mie canzoni. La rabbia è che voi mi conoscete solo per i citofoni". La sfida è quindi essere riconosciuto come un cantautore, ma "non con il cappello in testa, perché con Bruno abbiamo deciso che non basta quello per essere un vero artista. Rino Gaetano se lo poteva permettere, ora invece vedo troppi cappelli e poche idee sotto".

Anche perché, conferma Franceschelli, quando il cantante andò a Sanremo, "portò un'aria nuova ed ebbe il coraggio di dissacrare quel sacro suolo pieno di ipocrisia". Oggi questa possibilità sembra sempre più rara, e il cantautorato resta spesso vittima dell'omologazione e delle pressioni del mercato. Oltre che di quelle più anomale per cui è tristemente noto il nostro Paese: "Oggi Sanremo è solo politica - conclude con amarezza Rivera - ci vai solo se hai un amico politico. Io spero allora di non andarci mai".