Scienze e Tecnologie » Tecnologie informatiche » Ict

Apple: iCloud e iTune Match, finisce l'era del pc e inizia l'era della nuvola

Accedere ai dati da qualunque luogo, in qualsiasi momento, senza dispositivo USB. La societā di Cupertino si prepara alla rivoluzione con la funzione che permetterā di scaricare musica attraverso server virtuali dicendo addio agli Mp3 pirata.

» Ict Redazione/TB - 08/06/2011

L'annuncio è arrivato a sorpresa a fine conferenza stampa, il 6 giugno scorso, uno dei tanti colpi di scena ai quali Steve Jobs ha abituato il suo pubblico. Il progetto, che si presenta come la vera rivoluzione in casa Apple, riguarda la nuova versione di iTunes,'‘iTunes Match', basata iCloud, il servizio di cloud computing della società di Cupertino, che permetterà agli utenti di scaricare una grande quantità di musica, che non risiederà più nei computer di casa, ma altrove, in uno spazio virtuale chiamato 'cloud', che in inglese significa proprio 'nuvola'.

Così, a partire dal prossimo autunno la società della Mela permetterà ai suoi utenti di accedere, con 25 dollari l'anno, a brani scaricati direttamente dalla nuvola, di alta qualità e soprattutto legali grazie all'accordo con alcune case discografiche, alle quali sembra che Apple abbia versato 150 milioni di dollari.

Una rivoluzione, quella dell'iCloud, che cambierà la fruizione della tecnologia che sarà disponibile da qualsiasi luogo e da qualsiasi supporto, dicendo così addio alla sincronizzazione di più dispositivi per accedere a uno stesso dato: volete ascoltare le canzoni che vi piacciono ma che non avete copiato nel iPhone? Niente paura, sarà il 'cloud' a scaricarle per voi, rendendo disponibili quegli stessi brani anche sull'iPad e sull'iPod Touch. Così sarà anche per tanti altri dati: film, video, foto, e-book, testi di scrittura, ect. "La sincronizzazione di tutti questi dispositivi ci ha fatto impazzire - ha detto Steve Jobs in conferenza stampa - ma abbiamo imparato dai nostri errori".



Il cloud comupting, dunque, come  nuova frontiera dell'intrattenimento domestico a cui si connetteranno tutti i dispositivi della Apple, e per chi utilizzerà un gadget della Mela i servizi base saranno gratuiti e comprensivi di 5 GB di spazio per i dati, a differenza di Amazon, che ha speso 50 dollari per 50 GB. Secondo quanto spiegato da Jobs, iCloud verrà eseguito con l'applicazione per l'ufficio iWork, ma per utilizzare al meglio le funzioni della nuvola, computer e dispositivi mobili dovranno essere aggiornati con i nuovi sistemi operativi presentati anteprima durante la conferenza stampa, iOS 5 per iPhone, iPod Touch, iPad e Lion per i computer con oltre 250 nuove funzioni, molte delle quali derivate proprio dall'iPhone. 

Ora non rimane che affrontare il problema più importante, anche per Apple, relativo alla privacy e al trattamento dei dati personali. Utilizzare il cloud computing, infatti, significa immettere anche i propri contenuti in un server virtuale al quale tutti hanno accesso. Così, se da una parte il la nuvola offre una certa convenienza di utilizzo, dall'altra la stessa tecnologia, dicono gli analisti, genera dubbi sulla sicurezza. A questo proposito, durante la conferenza, Steve Jobs ha sottolineato come "la maggior parte dei consumatori utilizza già la nube, che lo sappiano o no, tramite Gmail, Facebook, il Kindle, o la condivisione di foto Flickr sito web". Gli ha fatto eco Chris Calabrese dell'American Civil Liberties Union, specificando che "le leggi sulla privacy che si applicano al cloud computing non sono aggiornate".
 
Comunque sia, secondo quanto riportato dal quotidiano Washington Post, nonostante i dubbi legati alla privacy alcune agenzie governative utilizzano già il cloud computing, mentre altre accederanno alla nuvola entro l'anno. Tra queste anche il Dipartimento di Giustizia che, a detta dell'amministratore delegato di Quest Software Paul Garver, si starebbe muovendo verso servizi cloud dedicati alla gestione delle e-mail. Ma il dubbio resta, tanto che, come dimostrato da un recente sondaggio proprio della società Quest Software, oltre il 90% delle agenzie federali che già utilizzano il cloud sostengono di non sapere come rimuovere i loro dati qualora dovessero manifestarsi dei problemi.

Insomma, per quanto affascinante e utile, il cloud computing porta con sé una serie di problemi dadi cui tenere conto relativi alla privacy, alle responsabilità dei soggetti che interagiscono all'interno del servizio cloud e alla possibile perdita dei dati. Ma alla società di Cupertino sono ottimisti anche da questo punto di vista e fanno sapere che "tutti i problemi saranno risolti", perché, in fondo, "il cloud computing è destinato a diventare onnipresente. Anche se i consumatori non lo sanno".

[Fonte: Washington Post]