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Rai-Santoro, storia di un divorzio annunciato

È ufficiale: il conduttore di Annozero lascia il cavallo di viale Mazzini. Si intensificano le voci di un suo trasloco a La 7 e infuria la polemica politica. Per Orlando (Idv) "vige ancora l'Editto bulgaro". A Giovanardi "non gliene può fregare di meno".

» TV e Radio Paola Alagia - 07/06/2011
Fonte: Immagine dal web

Le voci del divorzio tra Michele Santoro e la Rai, sempre più insistenti negli ultimi giorni, ieri sono diventate certezza. Ormai è ufficiale. Là dove ha fallito Mauro Masi è riuscito il nuovo direttore generale, Lorenza Lei.  

LA NOTA DI VIALE MAZZINI. L'azienda del servizio pubblico e l'anchorman "hanno convenuto di risolvere il rapporto di lavoro, riservandosi di valutare in futuro altre e diverse forme di collaborazione". Poche parole nella nota diffusa da viale Mazzini per spiegare che "Rai e Michele Santoro hanno inteso definire transattivamente il complesso contenzioso - da troppo tempo pendente - altrimenti demandato alla sede giudiziaria. Si è ritenuto infatti di far cessare gli effetti della sentenza del Tribunale di Roma, confermate in appello, in materia di modalità di impiego di Michele Santoro, recuperando così la piena reciproca autonomia decisionale". Il Consiglio d'amministrazione, dedicato alla programmazione della stagione autunnale 2011-2012, ha deciso. Una decisione che, tra l’altro, arriva a poche ore dal verdetto della Cassazione. Sul pronunciamento del giudice del lavoro che vincola Mamma Rai a mandare in onda Annozero in prima serata, infatti, pende ancora la sentenza degli ermellini che dovrebbe arrivare il prossimo 8 giugno.

CORRE VOCE CHE SANTORO TRASLOCHI A LA 7. In attesa del parere della Corte suprema, però, resta il fatto che il giornalista se ne va. E, mentre il suo addio alla Rai è accompagnato da accese polemiche, si intensificano i rumor  su un suo trasloco a La7. Un bel colpaccio per la tv di Telecom Italia che, con l'arrivo di Enrico Mentana alla direzione del tg, ha già fatto una bella scorpacciata di ascolti. 'Chicco', tuttavia, in queste ore di trattative serrate preferisce non sbilanciarsi e con l'Adnkronos parla di "una situazione ancora magmatica e fluida. Questo è il momento in cui bisogna stare tranquilli e cauti ed aspettare". Sempre secondo l'Agenzia di stampa Santoro starebbe trattando con La7 una prima serata e due seconde. Non solo, ma da viale Mazzini non sarebbe arrivato nessun patto di non concorrenza biennale al conduttore di Rai due, auspicato invece dai consiglieri del Cda Rai, Rizzo Nervo e Van Straten, in quota Pd, e De Laurentis, Udc. Già oggi, comunque, il quadro diverrà più chiaro: sarà lo stesso Santoro a svelare quello che ha in mente in un conferenza stampa allo Studio 3 di via Teulada.

L'IDV BASTONA LA RAI. Nel frattempo, l'Italia dei valori picchia duro contro viale Mazzini: "È chiaro a tutti che Michele Santoro va via perché considerato dai vertici Rai come ospite sgradito – incalza il portavoce Leoluca Orlando –  nonostante il suo grande successo del 21 per cento di share fisso in un canale che di media raggiunge l'8. È una scelta suicida che va contro la volontà degli italiani e contro la qualità del servizio pubblico radiotelevisivo". Non solo, ma secondo Orlando "in Rai vige ancora 'l'Editto bulgaro' nei confronti di giornalisti come Santoro e di altre libere trasmissioni". Pancho Pardi, capogruppo dell'Idv in commissione di Vigilanza Rai, rincara la dose e definisce l'addio del giornalista "una bruttissima sconfitta per la Rai. È un peccato grave che il servizio pubblico si faccia scappare professionalità di primissimo ordine come quella di Santoro e della sua redazione e che rinunci a una trasmissione, Annozero, che ha quasi sempre vinto il duello in prima serata con la concorrenza". "Resta un grande rammarico e la certezza - ha concluso - che in questo modo a perderci è solo ed esclusivamente la Rai". 

GIOVANARDI: "ERANO ANNI CHE SANTORO NON FACEVA PIU' SERVIZIO PUBBLICO".  Dello stesso tenore anche le parole di Vincenzo Vita, senatore del Partito democratico, e di Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21: "Quelli che stanno lavorando per mettere in condizione i Fazio e i Santoro ed altri di andarsene dalla Rai scopriranno presto, molto presto, che stanno segando l'albero dove stanno seduti". È di tutt'altro avviso, invece, il sottosegretario Carlo Giovanardi: "Non me ne può fregare di meno - ha commentato ai microfoni di Radio 24 - Oramai erano anni che non faceva più servizio pubblico. Il vero servizio pubblico per me è quello di Vespa a Porta a Porta. Santoro da tempo faceva politica in tv, faceva quello che voleva". Mentre la giornalista Lucia Annunziata considera "uno sbaglio mandare via Santoro dalla Rai,uno sbaglio editoriale e industriale che indebolisce la Rai", Roberto Rao, capogruppo dell'Udc in Commissione di Vigilanza, chiede all'azienda di rendere pubblici i dettagli dell'intesa: "Per rispetto degli italiani che ancora pagano il canone, la Rai deve rendere pubblici tutti i particolari dell'accordo transattivo per permettere a quanti finanziano l'azienda di sapere chi ha guadagnato e chi ha perso in questa operazione. Se poi Santoro passerà alla concorrenza, speriamo che non sia il primo di tanti gioielli di famiglia ad essere svenduto e un'occasione perduta come a suo tempo fu il mancato acquisto di Enrico Mentana, la cui presenza in Rai sarebbe oggi indiscutibilmente molto utile".