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Londra 2012: vedremo una boxe senza caschetti?
Wu Ching-Kuo, presidente Aiba: "Far combattere i pugili senza questo tipo di protezione aumenterebbe la popolaritą del pugilato alle Olimpiadi". Se il Cio darą il via libera, niente pił caschi gią dalle olimpiadi nella capitale inglese.
Titolo: Roberto Cammarelle, oro olimpico ai giochi di Pechino 2008Fonte: Immagine dal web
Pugili con o senza casco alle Olimpiadi di Londra 2012? È una domanda che ricorre frequentemente, di questi tempi. E se non sarà Londra, c'è chi guarda già alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016, che potrebbero essere le prime dell'era moderna senza caschetto protettivo per i boxeurs. A sollevare la questione, qualche tempo fa, è stato Wu Ching-Kuo, presidente dell'International amateur boxing association (Aiba): "Il materiale con cui sono fatti i guantoni si è sviluppato moltissimo, tanto che oggi assorbe gran parte del colpo". I pugili sarebbero felici di non indossare il copricapo protettivo perché, ha aggiunto, "senza i caschi sono più a loro agio".
"Stiamo elaborando un rapporto che una commissione medica presenterà poi al Comitato Olimpico Internazionale (Cio) entro il 2013 - ha spiegato un più cauto presidente della Federazione Pugilistica Italiana, Franco Falcinelli - sulla base dell'esperienza già maturata nelle World Series of Boxing (WSB), che da quest'anno prevedevano proprio l'abolizione dei caschi". Secondo Wu Ching-Kuo, però, sarebbe auspicabile l'abolizione della protezione già in occasione dei Giochi del 2012. "Far salire i pugili sul ring senza casco - ha detto - sarebbe un modo per aumentare la popolarità della boxe olimpica". 
Roberto Cammarelle, Clemente Russo e Vincenzo Picardi: medaglia d'oro, d'argento e di bronzo (pesi mosca) alle Olimpiadi di Pechino 2008
L'ultima parola spetta comunque al Cio, che dovrà studiare e valutare i potenziali rischi prima di modificare il regolamento, e né Wu né Falcinelli sembrano troppo ottimisti. "È ovvio che bisogna minimizzare i rischi di eventuali danni per i pugili - ha puntualizzato il presidente Aiba - e in questo senso saranno molto importanti la figura dell'arbitro e i nuovi materiali per i guantoni". L'abolizione dei caschetti, insomma, appare una faccenda "complicata", anche se l'associazione ha dalla sua 380 incontri delle World Series of Boxing, condotti senza caschetto, in cui nessun pugile ha riportato lesioni.
IL BOTTINO RIPORTATO DA PECHINO...Dalle Olimpiadi cinesi siamo tornati con l'oro di Roberto Cammarelle nei supermassimi, l'argento di Clemente Russo tra i massimi e il bronzo di Picardi tra i pesi mosca. E i mondiali precedenti, ovvero quelli di Chicago 2007, e quelli successivi di Milano 2009, hanno confermato la valenza di una scuola che ha garantito all'Italia 42 podi olimpici. Ora la nuova avventura londinese è tutta da giocare.
...E I FUTURI AVVERSARI DI LONDRA. I nostri pugili si scontreranno sul ring con avversari già conosciuti, russi, cubani, americani, i pugili dell'Est ex-sovietico e i cinesi. Interpellato sulla questione Olimpiadi da Il Sole 24 Ore, il commissario tecnico Francesco Damiani ha fatto notare che "tradizionalmente, nella storia olimpica, ci siamo sempre trovati ad affrontare avversari che, seppur conservando lo status dilettantistico, erano e sono dei veri professionisti della boxe olimpica, mentre i nostri pugili di solito, dopo l'esperienza olimpica, sceglievano il passaggio naturale al professionismo. Stavolta così non è, perché Cammarelle, Russo, Valentino, Picardi, se si qualificheranno, a Londra avranno già una notevole esperienza olimpica. Insomma, siamo diventati un po' come i cubani, con grandi campioni che hanno conservato lo status dilettantistico ma che, in quanto a talento, farebbero la loro figura anche tra i professionisti".
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