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Batterio killer: ISS rassicura, "in Italia nessun caso, ma siamo in allerta"

Salgono a 10 i morti in Germania del nord. E mentre la fonte della contaminazione resta ancora un mistero, precipitano i consumi di frutta e verdura e lo stop alle importazioni si estende anche a Paesi non toccati dal problema, Italia inclusa.

» Europa Aura De Luca - 30/05/2011

Insalata, frutta e verdura rimaste invendute sui banchi dei mercati, caduta libera dei consumi e stop all'import di prodotti provenienti dalla Spagna, ma anche da altri Paesi che, come ad esempio l'Italia, non sono state toccate dal problema. Sono gli effetti devastanti dell'Escherichia Coli, un batterio killer, la cui fonte rimane al momento sconosciuta, che in Germania ha già provocato la morte di dieci persone nel nord del Paese e 60 nuovi casi in pochi giorni con qualche accenno anche in Danimarca, Svezia, Gran Bretagna, Olanda, Austria. Un germe infettivo particolarmente aggressivo quello riscontrato in Germania, resistente a molti antibiotici tanto che in alcuni ospedali si sta sperimentando l'uso di nuovo farmaci. 

LA SITUAZIONE IN ITALIA. Da sabato 28 maggio è attiva la rete di controlli dei Carabinieri dei Nas per verificare l'eventuale presenza dei cetrioli contaminati dal batterio killer. Il comando dell'Arma fa sapere che, al momento, i controlli di laboratorio non hanno evidenziato alcun caso di vegetale contaminato dell'Escherichia Coli sui nostri mercati. Le analisi sono state disposte dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha confermato l'assenza di casi in Italia.

LE RASSICURAZIONI DELL'ISS. "In Italia non ci sono ancora stati casi di infezione da Escherichia Coli del ceppo che sta mietendo vittime in Germania, ma il sistema sanitario è 'allertato' e pronto a registrare eventuali contagi". È quanto affermato Alfredo Caprioli, esperto dell'Istituto Superiore di Sanità, che su incarico del ministero della Salute sta seguendo l'evoluzione dell'epidemia. "Noi siamo il centro di riferimento europeo per l'Escherichia Coli nella veterinaria e negli alimenti - sottolinea Caprioli - già da venerdì 27 abbiamo fornito a tutti i laboratori Ue un nuovo protocollo per l'analisi che consente di trovare il ceppo tedesco con più facilità". "Per il momento posso affermare che in Italia non è stato trovato nessun caso, ma che comunque le società scientifiche di nefrologia sono state allertate e gli ospedali sono pronti a ricevere eventuali pazienti". Capiroli rassicura poi sul rischio infezioni, sottolineando che "le persone che hanno contratto il batterio non sono contagiose come quelle che hanno l'influenza - spiega l'esperto - ma comunque il contagio può avvenire se, ad esempio, si viene in contatto con le feci di un bimbo che si è ammalato". "Per quanto riguarda la verdura – ha poi concluso Capiroli - è sufficiente lavarla bene, anche con la semplice acqua, per limitare i rischi. Nel caso dei cetrioli, che sembrano essere il veicolo del contagio, forse è meglio sbucciarli".

IL CONSUMO ITALIANO DI VERDURA SECONDO COLDIRETTI. L'Associazione degli imprenditori agricoli assicura che i consumi italiani non risentiranno della crisi tedesca. "Con la riapertura dei mercati – fanno sapere dalla Coldiretti - non si è riscontrato nessun effetto sui consumi di cetrioli ed altri tipi di verdure anche grazie alle positive rassicurazioni sul fatto che nessun caso di infezione legato ai cetrioli contaminati arrivati dalla Spagna è stato finora segnalato in Italia e all'avvio di controlli a tappeto sui prodotti importati". Forte preoccupazione dei coltivatori italiani riguarda, invece, la situazione nei mercati esteri come la Germania, appunto, "dove - sottolinea la Coldiretti - si è praticamente dimezzato il consumo di verdure fresche con effetti ingiustificati anche sulle spedizioni di prodotti Made in Italy da primato per qualità e sicurezza alimentare". 

"L'Italia - continua la Coldiretti - è il principale produttore europeo di ortofrutta fresca che esporta in tutto il mondo per un valore di 4,1 miliardi di euro, la principale voce positiva del commercio estero agroalimentare nazionale". "Se all'estero le autorità europee e tedesche devono fare al più presto chiarezza per evitare che si verifichino pesanti effetti sui mercati, in Italia il consiglio della Coldiretti è quello di preferire prodotti Made in Italy che in questa stagione sono peraltro disponibili con grande varietà nel nostro Paese". "Meglio ancora - sottolinea la Coldiretti - è acquistare prodotti a chilometri zero, direttamente dai produttori agricoli o nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica, che non devono percorrere lunghe distanze e subire intermediazioni che potrebbero essere responsabili delle contaminazioni che si sono verificate". 

CIA, "PSICOSI COLLETTIVE GENERANO CALO DEI CONSUMI". "Le nostre produzioni di verdure e ortaggi sono sicure e sono facilmente identificabili dall'etichettatura d'origine che nell'ortofrutta è obbligatoria per legge". È il parere della Cia-Confederazione italiana agricoltori che sottolinea, inoltre, come vadano evitati "ingiustificati allarmismi" che, come già accaduto in altre vicende analoghe, "hanno provocato pesanti conseguenze soprattutto per gli agricoltori". Per la Confederazione italiana è importante mantenere alta l'attenzione, cercando di evitare le psicosi che potrebbero avere come conseguenza sia il calo dei consumi sia i blocchi delle importazioni come già avviene in vari paesi del Nord Europa. A tal proposito la Cia ricorda che gli agricoltori italiani lavorano con grande serietà e producono all'insegna della sicurezza alimentare. "Oltretutto, le nostre produzioni di ortofrutta vengono sottoposte a capillari controlli e sulle tavole arrivano prodotti genuini, di qualità e sicuri".

ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI: "CITTADINI PIU' INFORMATI". "Bene che si facciano vaste verifiche e controlli da parte dei NAS, ma prima di ogni cosa bisogna che l'Istituto Superiore di Sanità dica al più presto, e con certezza e con nettezza, se il batterio killer si annida in superficie ai prodotti o al loro interno. Infatti, la profilassi da seguire sarebbe diversa nei due casi, e quando si è coinvolti in questioni riguardanti l'integrità della persona, cautela e precauzione non sono mai troppe". Lo dichiara Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori. "Innanzitutto quello che consigliamo - aggiunge - è di acquistare prodotti di origine italiana, meglio ancora se acquistati direttamente dai produttori sia sul campo che nei mercati di vendita diretta. Seconda questione, ricordatevi che è obbligatoria l'informazione di provenienza del prodotto che purtroppo molte volte viene disattesa da chi fa mercato sull'ortofrutta".

Non si può trattare con superficialità "una questione che tocca così da vicino la salute dei cittadini, a tal fine se il batterio si annida all'interno, consigliamo sempre e comunque, e soprattutto in una fase come questa di fare qualche lavaggio in più e possibilmente l'aggiunta nel lavaggio stesso di qualche prodotto antisettico". "Qualora il batterio – conclude Trefiletti - fosse all'interno dei prodotti, è chiaro che non sarebbe sufficiente il semplice lavaggio, ecco perché chiediamo da parte delle Istituzioni maggiori chiarezza sui provvedimenti da prendere".

CODACONS, "PIU' CONTROLLI SU VERDURA DIRETTA IN ITALIA". Più rigida invece la posizione del Codacons, che, tramite le parole del presidente Carlo Rienzi, ha dichiarato: "Il ministero della Salute e gli altri organi competenti devono bloccare immediatamente le importazioni di cetrioli e cetriolini provenienti da tutta Europa. Occorre effettuare controlli stringenti su tutta l'ortofrutta diretta in Italia e proveniente dalla Spagna e dall'Olanda". "Queste misure – aggiunge Rienzi - sono necessarie per evitare il diffondersi del pericoloso batterio anche nel nostro Paese. Si invitano i cittadini a verificare con attenzione la provenienza degli alimenti, obbligatoria su tutte le etichette di frutta e verdura".