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Shopping sul web: nel 2011 atteso un fatturato da 8 miliardi

L'e-commerce italiano crescerà a ritmi quasi doppi rispetto alla media occidentale. Quest'anno i prodotti faranno segnare un +23% e i servizi un +17%. Bene abbigliamento, editoria, elettronica, turismo e assicurazioni.

» Cronaca economica Ulisse Spinnato Vega - 23/05/2011
Fonte: Immagine dal web

Il tunnel è definitivamente alle spalle. Già il 2010 era stato un anno di ripresa per l'e-commerce italiano, ma il 2011 promette ancora meglio e potrebbe condurre a un incremento del giro d'affari complessivo pari al 19 per cento, con volumi vicini agli 8 miliardi di euro (7miliardi e 906 milioni) sui siti web della Penisola. Anche nell'anno in corso dovrebbero crescere più i prodotti (+23 per cento) che i servizi (+17 per cento). Mentre il boom vero e proprio riguarda il numero dei compratori online.

TIRANO ABBIGLIAMENTO ED EDITORIA. Le previsioni arrivano dall'analisi dell'Osservatorio e-commerce B2c Netcomm e della School of Management del Politecnico di Milano. L'incremento su base annua riguarderà quasi  tutte le aree merceologiche. Benissimo l'abbigliamento (+41 per cento), bene anche editoria-musica-audiovisivi (+30 per cento). Mentre l'elettronica di consumo (primo segmento tra i prodotti, con un 10 per cento del volume totale) si piazza al terzo posto e fa segnare un probabile raddoppio del ritmo di crescita, dal +11 per cento del 2010 al +21 per cento dell'anno in corso. Tra i servizi, eccellenti risultati per il turismo (che comunque continua a rappresentare circa la metà del fatturato complessivo) e le assicurazioni, con incrementi su base annua rispettivamente del +13 per cento e +15 per cento.

BOOM DEL SOCIAL SHOPPING. Insomma, l'onda sta montando. Si tratta ancora di un piccolo flutto rispetto ai 'cavalloni' dei principali Paesi occidentali. Però l'Italia sta recuperando terreno e quest'anno il nostro e-commerce dovrebbe salire a un ritmo pressoché doppio rispetto al +13 per cento delle altre potenze mondiali. Il divario nei tassi di crescita tra prodotti e servizi (23 per cento contro 17 per cento, come detto) diventa più evidente (+28 per cento contro +13 per cento), se ci si concentra sui principali comparti tralasciando per un attimo i settori inclusi nell'aggregato 'Altro'. Tra questi ultimi, gli 'Altri servizi' dovrebbero registrare un'impennata del 49 per cento spinti dal social e-commerce e dal fenomeno gruppi d'acquisto in genere. Bene anche gli 'Altri prodotti' con una crescita dell'11 per cento.

"I WEB SHOPPER SFONDERANNO A BREVE QUOTA 10 MILIONI". Roberto Liscia, presidente di Netcomm, inquadra i termini del fenomeno: "Con 25 milioni di internet users di età compresa tra i 18 e i 64 anni e una percentuale di web shoppers intorno al 35 per cento, l'Italia è ancora lontana in termini assoluti dai ricavi del comparto nei principali mercati occidentali", tuttavia "cresce di quasi un milione di unità la popolazione italiana che acquista online, secondo una rilevazione periodica che condurremo a partire dal prossimo mese con Human Highway, per misurare l'indice di apprezzamento del settore da parte dei consumatori italiani. Quello che colpisce ancor di più – aggiunge Liscia – è il fatto che sono oltre 1,3 milioni i non acquirenti che hanno manifestato l'intenzione di acquistare online nei prossimi tre mesi, numero che andrà a sommarsi agli 8,8 milioni rilevati da inizio anno, con un ritmo di crescita mai misurato prima con tale intensità".

LA RETE FA BENE ANCHE ALL'EXPORT. Con l'e-commerce, però, migliora anche l'export, trainato da turismo (60 per cento) e abbigliamento (33 per cento), per un fatturato complessivo di 1,3 miliardi di euro. Tra i sistemi di pagamento più utilizzati si conferma la carta di credito (72 per cento), seguita da Paypal (14 per cento), bonifico bancario (7 per cento) e contrassegno (4 per cento). Pagamento bancario, vaglia postale e finanziamento non riscuotono grande consenso. Per quanto riguarda lo scontrino medio, non si assisterà nel 2011 a variazioni rilevanti: +4 per cento la crescita prevista su quelli emessi per servizi, -3 per cento il calo che si registrerà su quelli emessi per l'acquisto di prodotti.

"AMAZON NON HA UCCISO IL MERCATO". "Un dato particolarmente evidente è la crescita per il secondo anno consecutivo dei prodotti a un ritmo più elevato di quella dei servizi – osserva Alessandro Perego, responsabile scientifico Osservatorio B2c Netcomm-Politecnico di Milano –. Risultati interessanti, se si tiene conto dell'ingresso nel nostro Paese di un player come Amazon che, come avevamo previsto, non sta cannibalizzando gli altri operatori, ma sta invece contribuendo allo sviluppo del mercato".


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