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Giro d'Italia 2011, tra prestigio e ritorno economico

Partita la 94esima edizione della competizione ciclistica, l'Istituto Nielsen pubblica alcune cifre sul giro d'affari generato dalla corsa rosa durante lo scorso anno. Solo le prime tre tappe del 2010 hanno fatturato 7,4 mln di euro.

» Ciclismo Redazione/TB - 13/05/2011
Fonte: www.gazzetta.it

"La Corsa più dura del mondo nel Paese più bello del mondo": non un semplice slogan ma un'affermazione supportata da fatti e dati concreti. A cominciare dal titolo di 'Corsa a Tappe dell'Anno', attribuitole nel 2010 da fan e giornalisti di tutto il mondo attraverso l'annuale concorso di Cyclingnews.com, il sito più autorevole nell'universo del ciclismo.

Il Giro d'Italia, organizzato da RCS Sport-La Gazzetta dello Sport e giunto quest'anno alla sua 94esima edizione, è senza dubbio l'evento sportivo più radicato nella storia del Paese. Per questo motivo, la 'Corsa Rosa', che toccherà quest'anno 17 regioni italiane su 20, oltre 60 provincie su 110 e 550 comuni, è stata proclamata evento ufficiale nell'ambito delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità nazionale. Un riconoscimento che testimonia come la manifestazione sia soprattutto storia e cultura del nostro Paese. Oltre all'impegno sportivo che mette alla prova il coraggio e la resistenza dei corridori, infatti, questa competizione ciclistica è un evento globale, che vanta un seguito di milioni di appassionati in 167 paesi nei 5 continenti.

        

Secondo le stime dell'Istituto Nielsen, nel 2010 la il Giro d'Italia ha avuto un seguito sulle strade di oltre 10,5 milioni di persone assiepate lungo il percorso e cirac 350 milioni di telespettatori in tutto il mondo. Ha inoltre potuto contare su una community di 50mila 'seguaci' sui social network e oltre 1 milione di pagine visitate sul sito dedicato alla corsa che, per la prima volta nella storia dei grandi eventi internazionali, ha visto la trasmissione in contemporanea sulle piattaforme analogiche, digitali e web. 

Un successo mediatico che l’organizzatore RCS Sport condivide con il territorio ospitante, garantendo un servizio di logistica altamente professionale e offrendo la possibilità di ottenere positivi riscontri in ambito economico, turistico, ambientale, socio-culturale e politico, quantificabili in rendimenti compresi tra il 3,65% e il 10,25% dell'investimento. Secondo le stime di Nielsen, infatti, le prime tre tappe del 2010 ad Amsterdam e nei Paesi Bassi hanno generato un fatturato complessivo di 7,4 milioni di euro così suddiviso: il 49% è rappresentato da spettatori alloggiati presso le strutture ricettive, il 27% da spettatori "a corto raggio" e il 24% dalla Carovana del Giro.

      
   
Ma il Giro d'Italia, che è una macchina organizzativa di duemila persone impiegate per tre settimane di gara, ha anche molteplici aspetti di business riassumibili in una cifra: 500 milioni di euro. Questo infatti è il valore dell'indotto che ogni anno genera la Corsa Rosa.

     
 
Il valore del Giro d’Italia, dunque, non è solo quantificabile in termini economici ma anche in termini di visibilità e prestigio che nascono dalla popolarità e dalla tradizione dell'evento stesso. Per questo il Giro può vantare partnership aziendali di lunga durata. Prima fra tutte quella con Ferrero che quest'anno non solo ha confermato per il 15° anno consecutivo la presenza del marchio EstaThé a fianco del Giro, nell'emblema della Maglia Rosa, ma ha raddoppiato l'impegno con il marchio emergente Grand Soleil. Oltre a Ferrero, Skoda, Banca Mediolanum, Saint Gobain e Adecco, che figurano fra i top sponsor, sono circa 50 le Aziende che con ruoli diversi hanno deciso di legare il proprio nome a quello del Giro contribuendo in maniera significativa alla crescita della corsa e sviluppando nel contempo una straordinaria azione di crescita del proprio business.