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Internet: cresce il mobile, le 'app' fanno la guerra al browser

Ricavi sopra i 530 milioni nel 2010 per il surfing da cellulari e smartphone. Contribuisce al fenomeno il boom dei tablet. Bene la pubblicità, calano i contenuti a pagamento. E la rivoluzione delle applicazioni intacca il dominio del web tradizionale.

» Mobile Ulisse Spinnato Vega - 13/05/2011
Fonte: Immagine dal web

Il governo deve ancora assegnare le frequenze per la banda larga mobile, il 'beauty contest' non decolla e le tv private locali chiedono indennizzi equi a fronte dell'abbandono degli spazi che dovrebbero andare agli operatori telefonici. Nel frattempo, però, il web su mobile riprende a crescere e arriva a superare i 530 milioni di euro di giro d'affari.

MENO CONTENUTI A PAGAMENTO E PIÙ PUBBLICITÀ. L'anno scorso il comparto Mobile internet, Content & Apps ha fatto segnare un +7 per cento. Il buon risultato è effetto di tre elementi ben precisi: un forte incremento della connettività da cellulare/smartphone; un'ulteriore riduzione dei Mobile Content & Apps a pagamento; una discreta crescita del Mobile advertising (la raccolta pubblicitaria specifica sul canale mobile) che pure, in termini assoluti, non vale ancora molto. Il risultato di tali dinamiche è che il peso del volume d'affari del Mobile internet arriva al 48 per cento (era il 32 per cento due anni fa), avvicinandosi notevolmente al peso dei Mobile content a pagamento, pari al 49 per cento (era pari al 65 per cento nel 2008).

INTERNET MOBILE, IL GIRO D'AFFARI. L'Osservatorio Mobile Internet, Content & Apps della School of management del Politecnico di Milano da tempo studia con attenzione il fenomeno e ha promosso un'indagine ad hoc in collaborazione con l'Ict Institute e il Mobile entertainment forum (Mef). Concentrando l'interesse sul volume d'affari del Mobile internet, il 2010 ha fatto registrare un incremento del 27 per cento, portandolo a raggiungere appunto i 538 milioni di euro. Cresce fortemente (+43 per cento) la componente dei ricavi derivante dalle tariffe flat, che arriva a pesare il 38 per cento sul mercato complessivo.

IL PROFILO DEL SURFER. Tali tendenze sono confermate dall'impennata del numero di mobile surfer avvenuta l'anno scorso. Il navigatore che predilige il cellulare naviga in media 30 minuti al giorno, si concentra su pochi siti cui è molto fedele e si lamenta soprattutto del forte consumo della batteria del suo dispositivo e del costo del servizio. Va un po' meglio, invece, l'efficienza della navigazione tramite cellulare e la velocità e l'affidabilità della connessione.

LOGHI E SUONERIE IN DISGRAZIA. Prosegue la contrazione del mercato dei Mobile Content & Apps a pagamento. La caduta ha avuto una frenata nel 2010 (-9 per cento contro il -20 per cento nel 2009), ma in due anni si sono comunque volatilizzati 200 milioni di euro. Un cambio di trend è atteso soltanto nel 2012 e le ragioni fondamentali sono due, opposte tra loro: da una parte, il persistente calo dei ricavi derivanti da contenuti più tradizionali (loghi e suonerie, giochi java, sms informativi, dating via Sms, voting televisivo, ecc...), che fa segnare un -13 per cento; dall'altra, la crescita dei contenuti erogati tramite i nuovi canali del Mobile internet e degli Application Store, +113 per cento, anche se in valore assoluto rimangono ancora molto limitati (qualche decina di milioni di euro).

LE APPLICAZIONI PIÙ GETTONATE. Il fenomeno delle App in Italia è ancora limitato, ma a livello mondiale siamo a 700mila contenuti disponibili e 10 miliardi di download l'anno scorso. Entrando maggiormente nel merito, si nota una notevole crescita dei giochi regolamentati con vincita in denaro (in particolare le scommesse sportive), però vanno bene le Applicazioni di giochi in genere e ottengono riscontro pure quelle che erogano servizi più strettamente editoriali, grazie anche all'introduzione dell'in-app billing.

"LA RIVOLUZIONE DEL MOBILE". "Non parlo mai volentieri di rivoluzione – ha commentato Andrea Rangone, responsabile Osservatori Ict del Politecnico di Milano – ma oramai si è attivato un circolo virtuoso che ci induce a parlare effettivamente di Mobile revolution. Perché rivoluzionarie sono le peculiarità del mezzo che possono essere sfruttate: geo-localizzazione, ubiquità, immediatezza d'uso, socialità, interattività. Perché rivoluzionario è, a nostro avviso, l'impatto che il Mobile avrà sul comportamento del consumatore, che utilizza sempre di più il telefono cellulare come canale preferenziale per accedere, sempre e ovunque, a qualsiasi contenuto e servizio digitale. Perché rivoluzionario è l'impatto che avrà pure sulle imprese e sulle pubbliche amministrazioni: mettendo loro a disposizione un nuovo potente canale di gestione della relazione con i propri clienti/utenti".

APP CONTRO BROWSER. Filippo Renga, responsabile della ricerca Mobile Internet, Content & Apps, chiosa: "Il successo dell'iPad e la rapida diffusione dei nuovi tablet, l'introduzione del paradigma delle Applicazioni anche nel mondo dei pc e in quello delle televisioni sono, infatti, la chiara evidenza di come il mobile stia contaminando il mondo dell'internet tradizionale e delle tv digitali". Ma il web come lo conosciamo sta morendo? "È in atto una grande battaglia tra due differenti mondi internet: quello 'nuovo' Application-centrico e quello 'vecchio' Browser-centrico - conclude Rangone -. È una battaglia tra due concetti di Internet completamente diversi tra loro, non solo per l'architettura tecnologica che sottendono ma anche per i principi che li ispirano: il primo, quello App-centrico, si basa su un insieme di Application store, ognuno dei quali rappresenta un walled garden; il secondo, browser-centrico, si basa invece sull'universalità del browser. La battaglia è solo agli inizi".


LINK

- I grafici della ricerca (pdf)
- Tutti gli osservatori della School of management del Politecnico di Milano