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Istat, libri: giovani e giovanissimi li 'divorano' con gusto

Il 46,8% della popolazione dai 6 anni in su dichiara di aver letto, per motivi non strettamente scolastici o professionali, almeno un volume nell'ultimo anno.

» Cronaca Libri Redazione - 12/05/2011
Fonte: Immagine dal web

Italiani lettori 'forti'? Solitamente le statistiche rivelano il contrario, eppure un'indagine Istat ha registrato una crescita dei lettori nel 2010 rispetto all'anno precedente. Nella Penisola insomma, ci si dedica un po' di più alla lettura e a sfogliare libri sono principalmente giovani e giovanissimi. Secondo lo studio il 46,8 per cento della popolazione dai 6 anni in su (26 milioni e 448mila persone) dichiara di aver letto, per motivi che esulano dallo studio o dalla professione, almeno un libro nei 12 mesi precedenti l'intervista. La crescita dei lettori di libri è dell'1,7 per cento rispetto al 2009, quando il dato si attestatava sul 45,1 per cento. 

L'Istat ha tracciato, come di consueto, l'dentikit del lettore medio italiano: si tratta di una donna (anche se l'ultima crescita ha visto protagonisti soprattutto gli uomini), è del Nord Italia e del Centro, meno del Sud e delle Isole, studentessa o laureata. Tra i lavoratori prevalgono dirigenti, quadri, liberi professionisti. Inoltre, il 44,3 per cento della popolazione ha dichiarato di aver letto fino a tre libri nell'ultimo anno, e soltanto il 15,1 per cento ne ha letti dodici o più. Nel 2010 il 90,1 per cento delle famiglie dichiara di avere libri in casa: il 62 per cento ne possiede al massimo un centinaio, il 12,2 per cento da 101 a 200 e il 15,9 per cento oltre 200. E il 9,6 per cento, ovvero 2 milioni e 338mila famiglie, dichiara di non possedere alcun libro.

LA NUOVA LEVA DEI LETTORI FORTI. Ad amare maggiormente la lettura sono i giovani e i giovanissimi. Secondo l'Istat, infatti, la quota più alta di lettori si riscontra tra la popolazione di 11-17 anni (oltre il 59 per cento), con un picco tra gli 11 e i 14 anni (65,4 per cento), e diminuisce all'aumentare dell'età. Già a partire dai 35 anni la quota di lettori si colloca intorno al 50 per cento, per diminuire drasticamente dai 65 anni in su e raggiungere il valore più basso tra la popolazione di ultra settantacinquenni (22,9 per cento). Nel 2010 il 58,2 per cento dei bambini e ragazzi di 6-14 anni dichiara di aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l'intervista. L'interesse verso la lettura di libri è maggiore tra le femmine (il 63 per cento delle bambine e delle ragazze di 6-14 anni rispetto al 53,8 per cento dei coetanei maschi). Secondo il rapporto Istat, tra gli elementi che possono influire sulle abitudini di lettura dei bambini e dei ragazzi, un ruolo importante lo riveste il numero di libri presenti in casa e il comportamento di lettura dei genitori. I dati evidenziano un significativo incremento della quota di giovani lettori in quelle famiglie in cui i libri sono presenti e, in particolare, in quelle dove la biblioteca domestica è più consistente ed è consultata anche dai genitori.

AI PRIMI POSTI LAUREATI E IMPIEGATI. Il titolo di studio influisce pesantemente sui livelli di lettura: si va da un massimo dell'80,8 per cento tra i laureati a un minimo del 28,9 per cento tra chi possiede la licenza elementare o nessun titolo. Per quanto riguarda la condizione professionale, leggono maggiormente quadri e impiegati (69,2 per cento), seguono a ruota dirigenti, imprenditori e liberi professionisti (67,3 per cento) e per finire gli studenti (66 per cento). Al contrario, leggono molto poco gli operai (31,7 per cento), i ritirati dal lavoro (35,3 per cento) e le casalinghe (36,1 per cento).

DIFFERENZE TERRITORIALI. Quanto all'indagine in rapporto al territorio, sono ancora il Nord con un 54 per cento, e il Centro con un 50,6 per cento, le zone d'Italia in cui le persone hanno letto almeno un libro nell'ultimo anno. Nel Sud e nelle Isole la quota di lettori diminuisce rispettivamente al 34,5 per cento e al 36,9 per cento. Emergono forti differenze territoriali anche nei comportamenti di lettura, dichiara di leggere il 68,7 per cento dei bambini e ragazzi di 6-14 anni residenti nel Nord a fronte di un 63,7 per cento nel Centro e a un 44 per cento nel Mezzogiorno.