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Decreto legge Sviluppo: 'frustatina' o 'pizzicotto' all'economia?
Il governo tenta una sferzata a costo zero che, secondo i piani, dovrebbe fruttare mezzo punto di PIL. Molte semplificazioni per le imprese e meno incombenze nell'edilizia privata. Parte la Banca per il Mezzogiorno. Polemica sulle spiagge.
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Nessuno si azzarda a definirlo una 'frustata' all'economia. Qualcuno parla di "frustatina", mentre altri ironizzano e lo chiamano il "solletico" o il "pizzicotto" di Tremonti. In ogni caso, ecco varato il multiforme decreto legge per lo sviluppo che a costo (quasi) zero dovrebbe rilanciare la crescita per circa mezzo punto di PIL. Tanti snellimenti e semplificazioni burocratiche, qualche alleggerimento fiscale e regolatorio, molto 'laissez-faire' nel settore dell'edilizia privata. Mentre mancano autentiche liberalizzazioni e l'unica riforma di ampia portata cui si fa riferimento è quella dell'apprendistato per razionalizzare e favorire l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.
PROSSIMA TAPPA: LA MANOVRA DA 7-8 MILIARDI. Il ministro dell'Economia mette le mani avanti e dice che, nella fase attuale, il bilancio pubblico non può essere "il motore" dello sviluppo. Quindi, i dieci punti del pacchetto di stimolo sono congegnati in maniera tale da non costare pressoché nulla. Tuttavia l'azione del governo, almeno a parole, non si ferma qui: il Tesoro ha promesso ripetuti interventi di natura simile a questo nel prossimo futuro. E in estate è attesa una manovra di manutenzione dei conti da 7-8 miliardi di euro dopo che per lungo tempo si era detto che non ci sarebbe stato un intervento a breve termine e successivamente si era parlato di 3-4 miliardi al massimo.
SEMPLIFICAZIONI PER LE IMPRESE. Partendo dalle semplificazioni sulle imprese, i controlli dovranno essere unificati, avranno cadenza semestrale e la loro durata non dovrà superare i 15 giorni. Il dipendente pubblico che non seguirà tali regole sarà passibile di sanzione amministrativa. Cambia il cosiddetto 'spesometro' e viene abolita la comunicazione telematica per gli acquisti al di sopra dei 3mila euro se effettuati con carte di credito, prepagate o bancomat. La contabilità semplificata (una cinquantina di pratiche in meno) viene allargata alle imprese che hanno fino a 700mila euro di ricavi. Inoltre, viene a mancare l'obbligo di comunicare al sostituto d'imposta l'aggiornamento dei carichi di famiglia per i quali si ha diritto a detrazioni se non ci sono variazioni rispetto all'anno precedente. Il fondo di garanzia per le Pmi diventa più flessibile e si aprirà alle garanzie, concesse a titolo oneroso, per i capitali di rischio investiti dai fondi di investimento mobiliari chiusi.
AGEVOLAZIONI SUI MUTUI ALLE FAMIGLIE DEBOLI. Le banche ottengono l'abolizione della portabilità dei mutui, introdotta dalle 'lenzuolate' di Bersani, per quanto riguarda enti pubblici e aziende. In compenso, gli istituti devono garantirla ai clienti a basso reddito. Chi ha un mutuo fino a 150mila euro e fino a 30mila euro di ricchezza su base Isee, può abbandonare il tasso variabile (in salita assieme al costo del denaro) e passare al fisso. Lo spread resterà uguale e il rimborso potrà essere allungato per un massimo di 5 anni. Saltano le norme draconiane con cui la Banca d'Italia aveva potere regolatorio sui dividendi e sugli stipendi dei manager degli istituti di credito. Ed eventualmente un potere di rimozione dei dirigenti di quelle banche che avessero ricevuto aiuti pubblici.
REVISIONE DEL TASSO DI USURA. Lo 'ius variandi' degli istituti di credito (la possibilità di cambiare unilateralmente condizioni e tassi) mantiene dei paletti per cittadini e micro-imprese, ma cade per i clienti che siano grandi aziende. La materia sarà oggetto di un tavolo tra Abi, Confindustria, cooperative e piccoli imprenditori. Poi c'è il capitolo della revisione del tasso di usura che dovrebbe rendere più facile il credito e andare incontro alle condizioni di mercato. Oggi la soglia viene calcolata da Bankitalia in base al tasso medio aumentato del 50 per cento. Con il decreto, invece, l'usura scatterà quando supererà il tasso medio del 25 per cento aumentato di 4 punti percentuali. Le associazioni dei consumatori non l'hanno presa bene e denunciano il "regalo" ai prestatori.
ACQUA, SCUOLA E CREDITO D'IMPOSTA. Salta anche la riforma del processo civile che sarà oggetto di un provvedimento ad hoc. Spunta, invece un'authority per l'acqua sul modello di quella dell'energia. L'organismo dovrà occuparsi di garantire la qualità del servizio e vigilare sulle tariffe. È così che il governo cerca di aggirare i referendum sulla privatizzazione dei servizi idrici, prendendo un'iniziativa simile a quella portata avanti sul nucleare. Il voto del 12-13 giugno comunque ci sarà, ma Palazzo Chigi prova a depotenziare la consultazione dopo aver dimenticato che, di norma, quando si liberalizza un settore va creato immediatamente un ente regolatore di riferimento. È presente nel provvedimento un piano di assorbimento triennale dei precari della scuola che dovrebbe riguardare 65mila unità. E c'è soprattutto un credito di imposta al 90 per cento per le imprese che chiedono contributi in ricerca alle università italiane. È previsto inoltre un incentivo per le assunzioni al Sud che è pari al 50 per cento dei costi salariali del primo anno di lavoro.
VIA LACCI E LACCIUOLI IN EDILIZIA PRIVATA. Nei due articoli 4 e 5 c'è un florilegio di semplificazioni e sfoltimenti che riguardano l'edilizia privata. La richiesta del permesso di costruire lascia spazio al 'silenzio-assenso' (termine di 90 giorni nei comuni con meno di 100mila abitanti e di 150 giorni nei comuni maggiori). La Dichiarazione di inizio attività (Dia) viene sostituita dalla più snella autocertificazione denominata Segnalazione certificata di inizio attività (Scia). Vengono semplificate le procedure di attuazione dei piani urbanistici e c'è la possibilità di aumentare le volumetrie nelle riqualificazioni di aree urbane degradate. È riformata la tassazione dei fondi di investimento e sarà snellita anche la procedura di compravendita immobiliare. Ma soprattutto c'è l'ok al 20 per cento in più di cubatura per chi fa riqualificazioni ecologiche (quelle che danno diritto alla detrazione Irpef del 55 per cento). Una quota che scende al 10 per cento per gli edifici commerciali.
RILANCIO SUGLI ALLOGGI POPOLARI. In questo modo il governo ci riprova con il Piano casa sbandierato nel 2009 e poi affossato dalle Regioni che hanno una competenza preminente in materia. Adesso, però, i governatori dovranno adempiere entro 60 giorni alle norme quadro, altrimenti lo Stato centrale subentrerà loro. Si teme, tuttavia, l'avvio di una nuova stagione di scontro tra livelli di governo e di contenziosi di fronte alla Consulta. Sarebbe un guaio, visto che l'esecutivo conta sull'accordo con 14 regioni per la realizzazione di oltre 15mila alloggi popolari: operazione che dovrebbe mettere in circolo 2,7 miliardi di investimenti, di cui 1,9 miliardi provenienti da privati.
NOVITA' PER GLI APPALTI PUBBLICI. Importanti novità anche sul fronte degli appalti pubblici. Sale a un milione la soglia per gli affidamenti a trattativa privata con l'invito di un certo numero di imprese. Vengono poi introdotti tetti di spesa per le varianti, per le opere compensative e per le riserve (non superiori al 20 per cento dell'importo contrattuale). Previsti anche controlli "essenzialmente ex post" sul possesso di partecipazione alle gare da parte delle stazioni appaltanti. Ci sono inoltre semplificazioni procedurali per accelerare la realizzazione delle opere pubbliche d'interesse strategico nazionale.
OK ALLA BANCA DEL MEZZOGIORNO. Intanto Tremonti ha annunciato trionfante il via libera di Bankitalia alla Banca del Mezzogiorno, lo strumento che il Tesoro ha a lungo caldeggiato per rilanciare gli investimenti al Sud. In pratica, via Nazionale ha autorizzato le Poste italiane ad acquisire il Medio-credito centrale (Mcc) e ha dato l'ok normativo al nuovo istituto che opererà soprattutto nei confronti della piccola e media impresa. "Nasce un gigante", ha detto il ministro dell'Economia. Si tratta di una banca privata che si appoggerà ai 7mila e 500 sportelli delle Poste (4mila e 500) e delle 111 banche di credito cooperativo e Casse rurali del Meridione. Solo tra cinque anni, però, la Banca del Mezzogiorno potrà avere sportelli propri. Lo Stato investe 5 milioni in una quota di minoranza che dovrà ritirare entro un quinquennio per dare spazio completo ai privati che auspicabilmente entreranno nell'affare. Il comitato promotore della Banca ha 15 membri nominati dal premier su proposta del ministro dell'Economia. Nascono anche i Sud-bond che gli istituti di credito potranno emettere in un regime fiscale agevolato (imposta sostitutiva sugli interessi ridotta al 5 per cento) e con scadenza inferiore a 18 mesi.
BUFERA SULLE SPIAGGE. Una polemica del tutto particolare si è scatenata in queste ore a proposito del provvedimento secondo cui le concessioni demaniali sulle spiagge sono prorogate fino a 90 anni. È il nuovo "diritto di superficie" che secondo Tremonti serve a "valorizzare il nostro turismo, a cominciare dalle coste". La sinistra e gli ambientalisti hanno parlato di privatizzazione dei litorali che rimarrebbero a disposizione soltanto degli strati ricchi delle popolazione. Tremonti ha replicato: "Le spiagge restano pubbliche" e ha specificato che non risulta intaccato il diritto di passaggio. Il canone di concessione sarà incassato da Regioni e Comuni. E il Tesoro rassicura: "Sarà pagato bene e gli imprenditori dovranno essere in regola con fisco, previdenza e pensiamo che debbano assumere giovani". La norma prevede anche l'accatastamento, dunque l'emersione degli immobili. I fabbricati che non rispetteranno questa procedura, o realizzati dopo l'entrata in vigore del decreto, finiranno nella disponibilità del Demanio e potranno essere abbattuti. Il fronte dei contrari insiste: sono misure che vanno contro l'Europa, secondo cui le concessioni demaniali devono essere affidate dopo regolare gara. Qualcun altro parla di cedimento del governo agli stabilimenti balneari e di tempi così lunghi che gli imprenditori del settore potranno ulteriormente incrementare le infrastrutture. Dunque, in definitiva, si teme una nuova colata di cemento sulle nostre coste.
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- Il testo del decreto sul sito del Tesoro
Decreto sviluppo: la manina del Quirinale cambia le regole sulle spiagge
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