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Thor, tra fantascienza e fumetto vince la tragedia

Splendido negli scenari, il film di Branagh regala una magistrale interpretazione di Hopkins e innova il comic book, non riuscendo, però, a valorizzare i personaggi minori.

» Cinema: Protagonisti Francesco Amorosino - 28/04/2011

Almeno due universi, quasi 50 anni di storie, molte interpretazioni e infinite idee tutte condensate in un solo film di 130 minuti. Un'impresa che avrebbe fatto scappare anche gli sceneggiatori più sintetici e i registi più navigati, ma non ha spaventato gli autori dell'imponente adattamento cinematografico di Thor, il celebre supereroe creato nel 1962 da Stan Lee e disegnato da Jack Kirby per l'attuale Marvel Comics, ispirato al dio del tuono della mitologia norrena. 

Uscita in ben 600 copie (sia in 2D che in 3D) il 27 aprile scorso, per la sceneggiatura la pellicola si avvale, tra gli altri, anche di Mark Protosevich, già autore degli script di 'Io sono leggenda' e del recente remake del film coreano 'Old Boy', e del mostro sacro dei fumetti J. Michael Straczynski, chiamato affettuosamente 'stracchino' dai fans italiani, autore non solo di una memorabile serie di storie del dio del tuono da poco uscite nel nostro Paese, ma anche di script come quello dell'inquietante film 'Changeling'. La regia, invece, è stata affidata al capace Kenneth Branagh, conosciuto soprattutto per gli ottimi lavori di trasposizione cinematografica dei capolavori di Shakespeare oltre che per il suo lavoro di attore. 

La scelta di chiamare una mente abituata a trattare con epica e linguaggio forbito a dirigere un film tanto complesso si è di certo rivelata vincente. Thor, infatti, non è il classico superhero movie tutto combattimenti ed esplosioni: i veri conflitti sono tutti interni, sono nel cuore e nella mente di questi dei, Odino, Thor e Loki, molto più umani di quanto si potrebbe pensare. La storia ruota intorno al regno celeste di Asgard, governato dal saggio Odino affiancato dai due figli Thor e Loki, di cui uno è destinato a succedergli. Quando per desiderio di vendetta il primo dà sfogo alla sua indole bellicosa attaccando i Giganti del ghiaccio nel freddo mondo di Jutenheim, il padre si vede costretto a esiliarlo su Midgard, la Terra, per fargli imparare l'umiltà. Qui Thor dovrà dimostrare (anche a se stesso) di essere degno non solo di poter sollevare ancora il martello Mjolnir, da cui ricava gran parte della sua forza, ma di essere un re più meritevole del fratello Loki, personaggio ambiguo e pieno di segreti.


La storia del film riesce a fondere bene i cicli più importanti di storie legate agli dei nordici aggiungendo interessanti particolari che potevano trovare la loro compiutezza soltanto sul grande schermo. Così l'aver assimilato i vari reami della mitologia nordica a dei pianeti posti alla fine di passaggi spazio temporali sembra una soluzione logica e affascinante. Asgard diviene così non una città medioevale sospesa nel cielo, come nelle storie recenti, ma un intero pianeta dal design che fonde minimalismo architettonico con fregi e decorazioni tipiche delle culture scandinave. Alla splendida cornice celeste si contrappone uno scenario sulla Terra ora ironico, ora squallido, con le scene ambientate nel nostro mondo che, purtroppo, non reggono il confronto con quelle spaziali. 

In questa atmosfera danno il meglio di sé proprio gli attori che ad Asgard trovano il terreno ideale e hanno ben compreso il tono da tragedia shakespeariana impresso nella pellicola non solo da Branagh, ma anche da Stan Lee. Anthony Hopkins nei panni di Odino regala la sua migliore interpretazione degli ultimi anni, creando un personaggio di una tale forza che non ha bisogno di parole per trasmettere le sue emozioni. Anche Tom Hiddleston rende benissimo l'ambiguità di Loki, riuscendo ad accrescere ulteriormente la complessità di un personaggio che per furbizia forse non ha uguali nell'intero Universo Marvel. 

Molto meno riuscito è lo stesso Thor, affidato al quasi esordiente Chris Hemsworth, incapace di dotare il dio della forza d'animo necessaria, compensando con una recitazione sciatta e dei muscoli fatti crescere solo per l'occasione. Del tutto trascurabili gli altri asgardiani, a parte l'interessante guardiano di Bifrost, il Ponte dell'Arcobaleno, Heimdall, e del tutto deludente la recitazione di Natalie Portman, la bella Jane Foster, la scienziata che trova Thor sulla Terra. Una nota merita il 3D, non essenziale alla fruizione del film, ma che comunque aggiunge grande profondità alle scene rendendo ancora più epiche le riprese aeree di Asgard, giustificando il pagamento maggiorato del biglietto. 

Il film, come ha raccontato lo stesso Branagh, prende i punti deboli delle storie classiche cercando di trasformarli in punti di forza, mentre va a cancellare e a modificare ciò che non è coerente con l'impianto narrativo generale. Sono tante le divergenze, infatti, rispetto al fumetto originale. La storia di esordio di Thor è apparsa sul numero 83 della prima serie della rivista 'Journey into Mystery', con i testi di Stan Lee, creatore di personaggi come i Fantastici Quattro, l'Uomo Ragno o gli X-Men, e i disegni di Jack Kirby, soprannominato 'The King', il re del fumetto di supereroi. In quella storia Odino esilia Thor sulla Terra e lo trasforma nel dottor Donald Blake, un giovane medico zoppo. Quest'ultimo trova un bastone in una caverna e una volta battuto per terra si trasforma in Thor, mentre quando il dio del tuono sbatte al suolo Mjolnir ritorna umano. Blake viene soltanto nominato nel film, trasformandolo nell'ex ragazzo di Jane Foster, scelta che ha fatto non poco irritare i fans storici. 

Va detto che, oltre all'Universo Marvel classico, nel mondo dei fumetti ne esistono altri con varianti degli stessi personaggi. Il più importante è l'Universo Ultimate, nato nel 2000 per far cominciare di nuovo e in modo più 'maturo' le storie dei personaggi classici della Marvel. Anche in questo mondo narrativo è presente Thor, qui trasformato in un no global dalle tendenze hippy che si batte contro il governo americano e che tutti prendono per un malato mentale e non per il dio del tuono. La versione cinematografica di Kenneth Branagh, soprattutto per l'aspetto fisico più rude e 'maschio' del protagonista, deve molto a questa interpretazione. 

Anche in questo film, come tradizione, dopo i titoli di coda c'è una scena aggiuntiva che anticipa le prossime uscite dei Marvel Studios e in particolare il grandissimo evento del 2012: la pellicola dedicata agli Avengers, i Vendicatori. Questo supergruppo di eroi è nato proprio per aiutare Thor nella sua lotta contro Loki e riunisce personaggi già comparsi sullo schermo come Hulk, Iron-Man e Thor oltre ad Ant-Man e Wasp. Successivamente la formazione include anche Capitan America che ne diventa il leader e negli anni è cambiata molte volte, tanto che nelle storie pubblicate in questi mesi in Italia ci sono almeno tre gruppi di Avengers. Ora i 'true believer', come vengono chiamati i Marvel fans, si chiedono quali di questi personaggi compariranno nel film e quale sarà il nemico da combattere. Proprio la scena finale di Thor regala un eccitante brivido e il 2012 sembra incredibilmente lontano.