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Nucleare: dietrofront del governo, no alle centrali
Palazzo Chigi interviene sul decreto omnibus e abroga le norme che riguardano la creazione di nuovi reattori. Hanno pesato la paura per l'esito del referendum e l'ombra di Fukushima. L'Idv: "É un trucco".
Fonte: Immagine dal web
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Nucleare addio. Il referendum del 12 e 13 giugno fa paura e il governo ci ripensa. Così scatta il dietrofront e Palazzo Chigi inserisce l'abrogazione di tutte le norme previste per la realizzazione di nuove centrali nel decreto legge omnibus in discussione al Senato.
ATOMO SENZA FUTURO. Nell'emendamento all'articolo 5 si legge che "non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare" in attesa di acquisire ulteriori evidenze scientifiche sulla sicurezza dei reattori. Il decreto, tra l'altro, conteneva già la moratoria di un anno che era stata criticata dagli ambientalisti perché considerata una scappatoia per aggirare la consultazione referendaria.
REFERENDUM IN DUBBIO. Ora ecco il passo indietro che appare definitivo. Il governo temeva la crescente mobilitazione sui quesiti di giugno e non poco ha influito l'inquietudine dell'opinione pubblica di fronte alla tragedia giapponese di Fukushima. A questo punto, il referendum sull'atomo potrebbe saltare, mentre restano in vigore gli altri tre riguardanti la privatizzazione dell'acqua e il legittimo impedimento per il premier e i ministri.
I MINISTRI 'POMPIERI'. E pensare che soltanto un mese fa il titolare dello Sviluppo economico, Paolo Romani, aveva predicato calma e ragionevolezza di fronte al dramma nipponico. Sul nucleare aveva detto: "É inimmaginabile tornare indietro su un percorso già attivato". Mentre il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, dal canto suo, aveva ammonito: "Nel referendum di giugno gli italiani non votino sull'onda dell'emotività" perché "sarebbe un modo irrazionale di affrontare un problema". E Maurizio Sacconi, titolare del Welfare, aveva chiosato: "Guai a noi se di fronte a eventi straordinari, ci fermassimo nel costruire opere che possono essere messe in discussione. Ci fermeremmo anche dal fare ponti e dighe".
L'INFLUENZA DI TREMONTI. Insomma, un festival di prese di posizione rassicuranti che però rappresentavano solo la facciata, lo schermo dietro cui si agitavano inquietudini sempre più vive anche in seno al governo. D'altronde, il ministro dell'Economia GiulioTremonti, vera eminenza grigia dell'esecutivo, non si era mai sbilanciato negli ultimi tempi a favore dell'atomo. Anzi. E il suo punto di vista ha di certo pesato nella decisione di fermare la macchina.
L'IDV NON SI FIDA: "E' UN TRUCCO". Malgrado ciò, le opposizioni non si fidano e non abbassano la guardia. In primis l'Italia dei valori, che parla di un ennesimo trucco, un emendamento "truffa" che "magari cancellasse la legge sul nucleare – dice il leader Antonio Di Pietro – In realtà questo emendamento rinvia le soluzioni tecniche per fare comunque le centrali. Il governo vuole evitare oggi il referendum sull'atomo, far fallire quello sul legittimo impedimento e fare il nucleare domani". Il decreto omnibus sarà, infatti, approvato mercoledì al Senato e sarà presumibilmente presentato alla Camera con la nuova norma tra il 15 e 25 maggio, ossia in piena campagna referendaria. Dunque, potrebbe diventare un valido strumento propagandistico per la maggioranza.
IL PROGRAMMA NAZIONALE DI RICERCA E L'AMBIZIONE NUCLEARE. Più 'aperturista' la Cgil che accoglie con sollievo la notizia e adesso si dice "pronta a un confronto" con il governo. Mentre i Radicali chiedono una nuova strategia sul settore energetico. Per la verità nel Programma nazionale di ricerca 2011-2013 presentato oggi dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, tra i 14 progetti di eccellenza ce n'è anche uno che riguarda il nucleare. Curato da Enea, Cnr e Istituto nazionale di fisica nucleare, il progetto è "orientato al rafforzamento del sistema energetico nazionale insufficiente a soddisfare la crescente e inevitabile domanda di energia" e tra gli obiettivi a breve termine fissa la "realizzazione di reattori a elevato grado di sicurezza, la ricerca sui siti, la ricerca sulle soluzioni tecnologiche per lo smaltimento dei rifiuti". Nel medio-lungo periodo si propone, inoltre, la realizzazione di "nuovi reattori di IV generazione e neutroni veloci, con standard di sicurezza elevatissimi". Sarà, ma intanto Fukushima incombe e le paure degli italiani hanno spazzato via come uno tsunami le 'buone' intenzioni del governo 'amico' dell'atomo.
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Referendum: ora ci sono le regole per la par condicio
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