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Gaza: ucciso Vittorio Arrigoni, i sequestratori non hanno rispettato la scadenza
Il giornalista e cooperante era nelle mani di un gruppo salafita. É stato ritrovato in una casa abbandonata a Gaza City poco dopo il rapimento. Arrestati due uomini, un terzo è fuggito durante il blitz di Hamas.
Fonte: Immagine dal web
É durata poche ora la prigionia di Vittorio Arrigoni, l'italiano giornalista e attivista per i diritti umani dell'International Solidarity Movement rapito il 14 aprile a Gaza. Da quanto riferito dalla polizia di Hamas sulla base di una segnalazione anonima, il corpo di Arrigoni è stato ritrovato impiccato in una casa abbandonata di Gaza City.
L'esecuzione è avvenuta ore prima dello scadere dell'ultimatum dal gruppo salafita al-Tahwir al-Jihad, che aveva dato a Hamas trenta ore per scarcerare i suoi leader in cambio del rilascio di Arrigoni. Due uomini sono stati arrestati e un terzo, riuscito a fuggire mentre le forze di Hamas facevano irruzione nella casa, è attualmente ricercato.
I rapitori del giornalista e volontario italiano lo ritenevano un infiltrato dei servizi segreti occidentali che raccoglieva informazioni sul loro conto. É l'ipotesi che avanza il sito israeliano di intelligence Debka, spiegando che per questo, il gruppo salafita al-Tahwir al-Jihad lo ha interrogato per estorcergli una confessione, prima di ucciderlo. Secondo il sito israeliano, è stata una telefonata anonima alla polizia di Hamas poco dopo la mezzanotte a indicare il luogo in cui l'uomo si trovava prigioniero. Quando la polizia è arrivata sul posto, tuttavia, Arrigoni era già stato ucciso.
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per sequestro di persona a scopo di terrorismo aggravato dalla morte dell'ostaggio con un'indagine affidata al procuratore aggiunto Pietro Saviotti e al pubblico ministero Francesco Scavo, mentre la Farnesina esprime "forte sgomento per il barbaro assassinio" nella nota in cui conferma il decesso di Arrigoni, diffusa attraverso il proprio Consolato Generale a Gerusalemme. Il corpo di Arrigoni, riferisce la nota, è stato da poco riconosciuto presso l'obitorio dello Shifa Hospital a Gaza City.
Esprimendo il più sincero cordoglio alla famiglia del connazionale, inoltre, il ministero degli Esteri Franco Frattini "condanna nei termini più fermi il vile e irragionevole gesto di violenza da parte di estremisti indifferenti al valore della vita umana compiuto ai danni di una persona innocente che si trovava da tempo in quella zona per seguire da vicino e raccontare con forte impegno personale la situazione dei palestinesi della striscia di Gaza".
L'International Solidarity Movement (Ism), il gruppo cui faceva parte Arrigoni, si è detto "scioccato e profondamente rattristato per l'uccisione del nostro amico e collega". Il sito web dell'organizzazione mostra in apertura la foto del 36enne pacifista che dal 2008 viveva a Gaza e nella breve dichiarazione si legge che "Vik è stato un attivista ispiratore e anima generosa. Per favore, tenete nei vostri pensieri la sua famiglia e i suoi amici".
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