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Italia Lavoro: 'neet generation', sono 2 mln i giovani che non studiano e non lavorano

Il 21% dei ragazzi tra i 15 e i 29 anni è ai "margini delle vita attiva", il 30% solo al Sud. "Il loro recupero è necessario con misure di governance del mercato del lavoro e di contrasto all'abbandono scolastico".

» Occupazione Silvia D'Ambrosi - 14/04/2011

Dei giovani e del lavoro si parla spesso, del lavoro che c'è e soprattutto di quello che manca. Ma, esiste una nuova categoria che si riferisce ai giovani completamete assente e lontana "dai margini della vita attiva". Si tratta dei 'Neet' (in inglese 'Not in Employment, Education and Training'), ovvero ragazzi che non lavorano, non studiano e non si sottopongono a una formazione professionale. Una categoria che ricorda quella dei 'bamboccioni' dell'ex ministro dell'Economia, Padoa Schioppa, recentemente scomparso. Il termine utilizato allora dal ministro fu particolarmente infelice e gli valse numerose critiche perché esprimeva un giudizio di valore. Ora però è un monitoraggio della banca dati di Italia Lavoro, definisce meglio i contorni di questa categoria giovanile.

In realtà il termine nasce nel 1999, quando il governo inglese effettuò un sondaggio sulla vita dei giovani inglesi che fece emergere condizioni di vita molto particolari; non studiavano, anche se iscritti ad una scuola; non lavoravano e non mostravano alcuna volontà di imparare un mestiere per costruire il proprio futuro e tanto meno la propria famiglia. Il fenomeno ha varcato i confini del Regno Unito e i Neet sono ad esempio ormai accertati in molti paesi occidentali, ma anche in Giappone. Nella declinazione italiana si tratta di giovani ai margini della vita attiva, tra i 15 e i 29 anni che non lavorano, non studiano e non frequentano corsi di formazione. Un fenomeno preoccupante, analizzato nell'ultimo monitoraggio di Italia Lavoro - ente strumentale del ministero del Lavoro - ricorrendo ai microdati della Rilevazione Continua delle Forze Lavoro Istat.



Il problema è significativo nell'Italia meridionale, dove la percentuale dei Neet sul totale della popolazione di riferimento raggiunge un valore pari a circa 30 punti percentuali, fino a toccare il 33,3 per cento nel caso delle femmine e il 27,4 per cento nel caso dei maschi. A fronte di un valore complessivo, relativo al Belpaese, che non supera il 21,2 per cento e di un totale di Neet che arriva (nel 2009) a 2 milioni 43mila 615 individui (il 56,5 per cento donne e il 43,5 per cento uomini). Valori, quelli del Sud, che risultano il doppio o più del doppio rispetto ai tassi delle altre ripartizioni territoriali. Solo per fare un esempio: nel Nord Est l'indice è pari al 13,2 per cento, nel Nord Ovest al 15,4 per cento e al Centro al 16,1 per cento.

Al livello provinciale, lo studio dimostra inoltre come le prime 35 province per tasso di giovani Neet sono del Mezzogiorno. In particolare i valori più alti sono rilevabili a Napoli (37 per cento), Catania (36,4 per cento), Brindisi (36,3 per cento) e Palermo (36,3 per cento). Si tratta prevalentemente dei territori appartenenti alle regioni Campania (valore medio regionale pari al 33,5 per cento), Sicilia (33 per cento), Calabria (28,8 per cento) e Puglia (28,6 per cento).

Dal punto di vista della motivazione, i dati fanno pensare, più che a una mancanza di volontà o svogliatezza da parte dei giovani, a reali mancanze di opportunità, vista la annosa carenza di lavoro soprattutto nel Mezzogiorno. Italia Lavoro evidenzia l'importanza di "recuperare questi giovani con interventi mirati sotto il profilo della governance del mercato del lavoro e dei sistemi di contrasto all’abbandono scolastico".

È anche vero, però, che nonostante la presenza di un mercato del lavoro italiano decisamente "duale", caratterizzato cioè da profonde differenze territoriali, alcune province del Centro-Nord presentano comunque un tasso di giovani Neet rilevante. Sono presenti, infatti, territori, con percentuali superiori ai 18 punti, che si collocano a ridosso dei mercati del lavoro più critici, ad esempio Frosinone, Massa-Carrara, Rieti, Livorno, Chieti, Imperia, Gorizia, Terni, Latina, Ascoli Piceno.

MATERIALI
- Lo studio sui Neet di Italia Lavoro

LINK
Italia Lavoro