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Tumori: Ospedale Bambin Gesù, con il MITA2 140 trapianti nel 2011
Il nuovo reparto di trapianto di cellule staminali emopoietiche è stato inaugurato ieri presso l'ospedale pediatrico di Roma. La struttura assicura ora più del 20 per cento dei trapianti di midollo in Italia.
Fonte: Immagine dal web
Grazie all'inaugurazione del MITA 2, Modulo Interdisciplinare di Terapie Avanzate, l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma raddoppia le strutture dedicate alle cure più sofisticate per le patologie gravi, soprattutto oncoematologiche, e consolida a livello internazionale la propria leadership sul fronte dell'eccellenza nella cura e nella ricerca a favore della salute dei bambini.
Il trapianto di cellule emopoietiche rappresenta una delle terapie tecnologicamente più avanzate e di elevata complessità assistenziale, in grado di poter guarire malattie quali leucemie, linfomi, immunodeficienze congenite, o che hanno un significativo impatto negativo sulla qualità di vita dei pazienti che ne sono affetti, come nel caso della talassemia, che, senza trapianto, comporta una continua dipendenza trasfusionale e la necessità di assumere farmaci in grado di prevenire il sovraccarico di ferro correlato alle trasfusioni.
"Il 75-80 per cento dei bambini che si ammalano di un tumore, oggi, viene definitivamente guarito attraverso vari approcci terapeutici che vanno dalla chemioterapia, alla chirurgia, alla radioterapia, ai trapianti di cellule staminali emopoietiche – ha sottolineato il proessor Franco Locatelli, direttore del dipartimento di Onco-Ematologia e Centro Trapianti del Bambino Gesù -. Per alcuni tipi di tumori queste possibilità sono ancor più elevate e la strada della ricerca applicata alla clinica adottata all'interno dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è quella di una oncologia individualizzata, in maniera tale da riservare i trattamenti più efficaci, ma anche meno tossici, a ciascun bambino".
La nuova struttura si compone di sei stanze a pressione positiva, in cui il bambino e il genitore presente in assistenza possono beneficiare delle migliori tecnologie biomediche disponibili e dei migliori comfort, per rendere meno pesante il periodo di degenza in isolamento. "Già nel 2010 - si legge nel comunicato stampa - il Dipartimento di Oncoematologia dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, con quattro stanze singole dedicate, è risultato essere il centro pediatrico di trapianto più attivo in Italia, con 107 procedure realizzate, numero più che doppio rispetto a quanto effettuato nel secondo centro italiano e che rappresenta il 20 per cento dell'intera attività di trapiantologia emopoietica nel nostro Paese. Numeri e percentuali destinati a un determinante incremento immediato, e che già nell'anno 2011 dovrebbero superare i 140 trapianti".
Il MITA 2 è stato progettato secondo i più moderni criteri di bioingegneria, in maniera da offrire un livello di contaminazione ambientale etremamente limitato, al fine di ridurre il rischio di gravi infezioni che possono affliggere il bambino nel periodo di maggiore immunodepressione. Grazie a questo nuovo reparto, l'ospedale romano potrà rispondere sempre più efficacemente alla crescente richiesta di prestazioni trapiantologiche e dedicarsi compiutamente alla realizzazione dei tipi di trapianto più delicati, quali, ad esempio quelli effettuati da un genitore solo parzialmente compatibile immunogeneticamente con il proprio figlio e che oggi rappresentano la frontiera estrema della trapiantologia di cellule emopoietiche.
"Questo impegno in una progettualità così sofisticata, qualificata e articolata - continua il comunicato stampa dell'ospedale - troverà a breve ulteriore impulso nella costruzione di una grande Cell Factory all'interno del Centro di ricerche pediatriche di San Paolo fuori le mura, che sarà attivo entro il 2012, nei cui laboratori certificati verranno preparati prodotti di terapia cellulare somatica e di terapia genica, che rappresentano l'orizzonte verso il quale è proiettato l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, esempio di come un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico si impegna nella più avanzata ricerca clinica traslazionale, trasformando così i successi del lavoro in laboratorio in successi delle cure contro malattie non ancora totalmente guaribili".






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