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Obama: "alla fine Gheddafi si ritirerà"
Il presidente degli Stati Uniti non esclude la possibilità di armare l'opposizione libica. A dichiararlo è lo stesso leader della Casa Bianca nel corso di un'intervista a NBC News.
Titolo: Fotografia di maxlinderFonte: Flickr
Barack Obama concede un'intervista a NBC News e parla della situazione libica illustrando anche le misure che contribuiranno ad isolare il raiss - "Quanto a Gheddafi - spiega il leader della Casa Bianca - le nostre aspettative sono che se continuiamo ad esercitare una pressione costante, non solo militare, Gheddafi alla fine si ritirerà".
"Oltre a mantenere una no-fly zone, proteggere le popolazioni civili - ha aggiunto - abbiamo anche strumenti politici, sanzioni, il congelamento dei suoi beni, che contribuiscono a stringere il cerchio". La gente che sta intorno a Gheddafi, come dichiarato da Obama nel corso di un'altra intervista, starebbe cominciando a capire che le sue scelte sono limitate e i suoi giorni contati.
Intanto, dalla stampa giungono notizie contrastanti: secondo la Bbc i ribelli libici impegnati contro le truppe di Gheddafi hanno riconquistato Ras Lanuf, porto petrolifero chiave nella ridistribuzione dei poteri in Libia. Al-Arabiya ha invece diffuso la notizia che le brigate del Colonnello hanno ripreso il controllo della cittadina a 220 chilometri da Sirte e a 360 chilometri da Bengasi. E ai microfoni di al-Jazeera i rivoltosi hanno detto: "Abbiamo deciso di effettuare una ritirata per motivi tattici dalla città di Ras Lanuf, lungo la via che porta a Brega. Abbiamo deciso di posizionarci in questa zona per creare difficoltà alla linea di rifornimento delle brigate di Muammar Gheddafi, costringendole a esporsi ai raid aerei alleati, per poi riprendere l'offensiva". Sempre secondo quanto riferisce la Bbc, inoltre, la Coalizione dei volenterosi ha lanciato nuovi raid aerei vicino a Uqaylah, nell'est del Paese. La città si trova tra Ras Lanuf e Brega.
Per quanto riguarda l'Italia, il ministro degli Esteri, Franco Frattini, durante un'intervista su Sky Tg24 ha sottolineato che occorre "lavorare con l'Unione Africana, con la comunità internazionale per far capire a Muhammar Gheddafi che è necessario che lasci, che se ne vada". L'uscita di scena del Colonnello potrà permettere l'apertura di "una stagione politica" nuova, "che il comitato di Bengasi è pronto a guidare", avendo ottenuto "la legittimazione che lo rende idoneo".
Sull'ipotesi di un esilio per Gheddafi il ministro ha detto che è "uno degli argomenti di cui abbiamo parlato. È indispensabile che ci siano Paesi disponibili ad accogliere Gheddafi e la sua famiglia", ha spiegato Frattini parlando di un possibile ruolo dell'Unione Africana. Quanto al 'gruppo di contatto', il ministro ha aggiunto che ad aprile e maggio ci saranno due nuove riunioni: "si è decisa l'istituzione di un 'gruppo di contatto' ristretto, dai 40 componenti di oggi a non più di 12 o 14 e, su proposta del segretario di Stato americano Hillary Clinton, nei prossimi due mesi ci saranno due riunioni, in Qatar e a Roma".
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