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Case di riposo: Auser, "Una giungla di servizi e residenze"

Presentata la prima ricerca nazionale sulle strutture di accoglienza per gli anziani realizzata dall'associazione di volontariato. Riscontrate carenze di trasparenza e regolamentazione.

» Famiglia Stella Marino - 30/04/2011

"Una giungla di servizi e residenze, dove al concetto di adeguatezza prevale la carenza di  trasparenza e regolamentazione". L'Auser è perentoria nella sua prima indagine nazionale sulle case di riposo italiane, presentata in questi giorni a Roma: il settore sembra terra di nessuno perché poco indagato e 'visibile', scarsamente incline alla trasparenza, al pieno rispetto delle regole, in numerosi casi costosissimo, ma con poca qualità dei servizi.   

NUMERI INCERTI. Il primo punto nebuloso registrato dall'Auser è il conteggio esauriente delle case di riposo presenti sul nostro territorio, calcolo difficile da elaborare, stando alla valutazione dell'organizzazione, per le numerose fonti cui fare riferimento: "La ricostruzione degli elenchi regionali (parziali) restituisce un valore pari 3mila 374 strutture, che riguarda in modo particolare le residenze sanitarie assistenziali Rsa che assistono per lo più anziani non autosufficienti, e le residenze assistenziali Ra (Case di riposo in senso stretto, comunità alloggio), che ospitano in genere anziani autosufficienti e non autosufficienti di grado lieve – sottolinea il Rapporto -. Con una ricognizione diretta attraverso il sito delle Pagine Gialle, con chiave di ricerca 'Case di riposo', sono state individuate 6mila 389 strutture (al 28 febbraio 2011), alle quali occorre aggiungerne ulteriori 326 che provengono dagli elenchi della Camera di Commercio e da altre fonti collegate ad associazioni del Terzo settore. Per un totale di 6mila 715 strutture residenziali". 

L'AFFANNO DELL'ACCREDITAMENTO. Altro capitolo sotto la lente dell'indagine è il ritardo delle Regioni "nell'azione di indirizzo e regolamentazione". L'accreditamento delle residenze per anziani non è ancora concluso nella Penisola: definitivo per il 63,3 per cento delle strutture. "Per quanto  riguarda il sistema di autorizzazione e accreditamento introdotto per le Ra (Case di riposo e altre tipologie) e disciplinato dalla legge 328/2000 – prosegue l'indagine -, la maggior parte delle Regioni ha concluso il percorso amministrativo solo negli ultimi anni, con la conseguenza che le regole sono scarsamente seguite". 

LE STRUTTURE 'FANTASMA'. Secondo l'Auser, la confusione del sistema ha permesso un'altra zona d'ombra, verificabile attraverso i principali elenchi telefonici e commerciali: l'esistenza di circa 700 residenze private sommerse "di cui si conosce poco o nulla, senza contatti con gli enti pubblici, non presenti in nessun elenco, prive di autorizzazione all'attività e di accreditamento. In diversi casi non necessitano neanche di autorizzazione al funzionamento, tenuto conto che parte delle Regioni ha introdotto il regime di autorizzazione e accreditamento solo per le strutture pubbliche e convenzionate con il pubblico".  

RETTE VERTIGINOSE. Spesso i servizi offerti dalle case di riposo non sono all'altezza delle esorbitanti richieste economiche: "I prezzi, seppur mediamente, si attestano attorno ai 1.400-1.500 euro, possono spesso oltrepassare la soglia dei 2.500-3000, rilevati a Roma e Milano, fino ad arrivare ai 4mila 200 euro". Cifre spropositate, legate alle diverse tipologie di assistenza e dalla "presenza o meno di convenzioni con le regioni, in altri casi le differenze rilevate appaiono senza motivazione".  

MATERIALE 
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Rapporto Auser
- Come scegliere la casa di riposo 

LINK
- Auser