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Plastica in mare: le aziende all'opera per ridurre i rifiuti

Una settimana fa le organizzazioni mondiali coinvolte nella filiera delle materie plastiche hanno firmato una Risoluzione sulla gestione dei rifiuti in plastica dispersi negli oceani.

Quello dell'inquinamento dei mari è un problema complesso che riguarda diversi soggetti. La situazione critica in cui versano i nostri oceani è stata affrontata concretamente nel corso della quinta Conferenza Internazionale sui detriti marini organizzata alle Hawaii. 47 associazioni di tutto il mondo, coinvolte a vario titolo nella filiera delle materie plastiche, tra cui la nostra PlasticsEurope, hanno firmato una risoluzione sulla gestione dei rifiuti in plastica abbandonati in mare (marine litter). Il documento definisce obiettivi chiari per le industrie e sollecita una proficua collaborazione con tutte le parti interessate per ridurre i danni arrecati all'ambiente marino. 
 
Riconoscendo che il marine litter deriva da cause numerose e che il problema non può essere risolto solamente da una delle parti interessate, era indispensabile una presa di coscienza globale e questa Risoluzione sembra finalmente la prova che qualcosa si stia muovendo a livello mondiale. Jacques van Rijckevorsel, presidente di PlasticsEurope, una delle principali associazioni alla quale aderiscono cento aziende che producono oltre il 90 per cento di tutti i polimeri in Europa, è intervenuto durante la conferenza dicendo che "i rifiuti composti di materiale plastico dispersi nell'ambiente sono inaccettabili. Questa dichiarazione dell'industria a livello mondiale fungerà da catalizzatore per azioni concrete a livello regionale, nazionale e internazionale. Contribuire a una riduzione sostanziale dei rifiuti marini è essenziale per la nostra industria". 

La strategia elaborata e firmata nella Risoluzione prevede un percorso mirato da parte delle aziende coinvolte, che si impegnano a: 
 
- Lavorare in partnership con realtà pubbliche e private per prevenire i rifiuti marini; 

- Lavorare con la comunità scientifica per meglio comprendere le origini, la portata e l'impatto dei rifiuti marini e le possibili soluzioni al problema; 

- Promuovere politiche mondiali basate su presupposti scientifici e l'applicazione delle leggi esistenti per prevenire il marine litter; 

- Promuovere le migliori soluzioni di gestione dei rifiuti, soprattutto nelle regioni costiere; 

-  Migliorare le soluzioni di recupero dei prodotti in plastica attraverso il riciclo e il recupero energetico; 

-  Sovrintendere il trasporto e la distribuzione delle materie prime e dei prodotti di plastica ai propri clienti e promuovere questa pratica lungo tutta la catena di distribuzione. 


Si stima che oltre l'80 per cento dei rifiuti marini provenga dalla terra e sia causata da una cattiva gestione dei prodotti di scarto. L'industria europea della plastica, come emerso in conferenza, sta lavorando con le autorità pubbliche, le ONG e il mondo accademico per colmare le lacune nell'attuazione delle procedure di gestione dei rifiuti in Europa. "Le plastiche contribuiscono in maniera significativa, attraverso l'innovazione, a migliorare la qualità della nostra vita, ad una maggiore efficienza delle nostre risorse - ha concluso Jacques van Rijckevorsel -. Tuttavia vanno utilizzate e raccolte in maniera responsabile, ricorrendo al riciclo o al recupero energetico. Attraverso la promozione e l'applicazione di pratiche comportamentali atte ad evitare che le  plastiche finiscano in discarica o nei nostri mari, i Paesi europei saranno in grado di contrastare i rifiuti marini. Nei prossimi mesi e anni l'industria europea della plastica si impegna a giocare un ruolo di prima linea in tal senso".


 LINK
 - Aziende firmatarie la Risoluzione
- Plastics Europe