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Minori e detenzione: giovani dentro per reati contro il patrimonio
Il Rapporto di Antigone segnala come la durata media della presenza di minori negli Ipm non superi i due mesi. I reati più commessi quelli contro il patrimonio. Maggiore il numero delle ragazze.
Titolo: Foto di GM 154Fonte: Flickr
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La criminalità giovanile è scarsa, stabile, quasi sempre non legata a crimini gravi. Secondo Patrizio Gonnella dell'associazione Antigone, il luogo comune diffuso nell'opinione pubblica che i giovanissimi siano fortemente tendenti all'esercizio del reato, viene sfatato dal primo rapporto sugli Istituti penitenziari minorili (Ipm), 'Ragazzi dentro', presentato di recente a Roma.
CRIMINALITA' STABILE. "Le cifre del rapporto ci dicono che non è cosi": nel 2010 le presenze di minori negli istituti di pena sono state 450 in totale, nel 1998 erano 438. Dati stabili nel tempo, visto che "il numero di detenuti minorenni - ha sottolineato Gonnella - generalmente non supera le 500 unità e non scende sotto le 400".
DETENZIONI BREVI. Breve la durata della permanenza negli Ipm, non più di due mesi. "Il dato sulla custodia cautelare – ha precisato anche Gonnella - in apparenza preoccupante, visto che si tratta del 60 per cento delle presenze, sta a rappresentare il fatto che quando si arriva alla definizione di una pena, spesso non viene scontata nella forma classica della carcerazione". Significativo, invece, il ricorso della messa in prova: secondo i dati forniti dal capo Dipartimento, se nel 1992 la 'messa in prova' [1] è stata disposta in 788 casi, nel 1999 si arriva a 2mila 631 casi.
LA TIPOLOGIA DEI REATI. Secondo il Rapporto la natura dei reati commessi vede prevalere quelli contro il patrimonio, cui seguono quelli legati agli stupefacenti, "mentre quelli contro la persona – ha spiegato Gonnella – attualmente sono 24, le persone detenute per reati gravi contro la persona sono circa il 5 per cento del totale".
PICCO DI RAGAZZE STRANIERE. La presenza di stranieri negli istituti di pena è maggiore rispetto alle denunce all'autorità giudiziaria. "Un trend – ha aggiunto il presidente di Antigone -, particolarmente alto fra le ragazze, che sono straniere in circa il 10 per cento dei casi, quasi tutte rom, mentre tra le adulte le straniere sono il 4 o 5 per cento del totale".
STRUTTURE E RISORSE. I mezzi economici impiegati negli ultimi tre anni per la manutenzione delle strutture ammontano a 45 milioni di euro. Lo ha precisato il capo Dipartimento giustizia minorile Bruno Brattoli, "finanziamenti usati soprattutto per mettere in sicurezza gli edifici e in parte anche per creare spazi da riservare ad attività ludiche, come i campi sportivi. Un esempio pregevole è la costruzione di un campo di calcio nell'istituto romano di casal di Marmo".
Il vero problema di molti istituti, secondo il curatore del rapporto Antigone, Alessio Scandurra, "è che spesso gli edifici erano stati concepiti con finalità diverse: particolarmente significativo il caso dell'istituto di Treviso ricavato all'interno di una casa circondariale per adulti, che per questo motivo presenta diverse criticità, tra cui il fatto di avere molti spazi in comune". Non mancano casi d'eccellenza come l'istituto di Quartucciu, in provincia di Cagliari, "dove sono state riscontrate buone condizioni generali della struttura e un buon collegamento con le realtà associative presenti sul territorio. Un'esperienza significativa – ha concluso Scandurra – specie se si considera che un quarto dei minori detenuti si trova in Sicilia e in Sardegna".
MATERIALI
- Il Rapporto Antigone 'Ragazzi dentro' (pdf)
- La situazione degli Ipm italiani
LINK
- Associazione Antigone
- Dipartimento giustizia minorile
NOTE
[1] Che cos'è la messa in prova
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