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Poco spazio in cella? Così dilagano le malattie
Il sovraffollamento delle carceri favorisce la diffusione di patologie e infezioni. Resistono quelle sessualmente trasmissibili, ma torna addirittura la tubercolosi. Ai primi posti, secondo l'Eurispes, tossicodipendenza e disagi psichici.
Titolo: Foto di: Physicians For Human RightsFonte: Flickr
Che le carceri siano sovraffollate è un dato di fatto. Una dura realtà con la quale, però, devono fare i conti soprattutto i 68mila detenuti della Penisola. Il problema non è solo legato alla mancanza di spazio vitale per vivere dignitosamente. Esistono conseguenze ben più pesanti e la salute è la prima ad andarci di mezzo. Altro che il bel caffè dietro le sbarre cantato da De André. Chi sta in galera non sa proprio che gusto abbia. Ma questo sarebbe il minore dei mali se gli istituti penitenziari italiani potessero offrire una buona assistenza medica.
IN CARCERE? MALANNI DIFFUSI. Ad averne maggiormente bisogno sono i tossicodipendenti, che affollano in maniera preponderante le patrie galere. Non a caso tale patologia si piazza al primo posto nella classifica dei malanni più diffusi. Poi abbondano i detenuti con disturbi psichici. L'appuntamento annuale con il Rapporto Italia dell'Eurispes, al capitolo carcere, è foriero di dati negativi. L'istituto di ricerca parte dalla popolazione carceraria (a fine 2010 sono 67mila 961 i detenuti, ben 22mila 939 in più rispetto alla capienza regolamentare) e arriva alla carenza di mezzi e risorse. Ma lo sguardo dell'indagine penetra ancora più a fondo ed è lì che fotografa i casi di suicidio e di malattie contratte o aggravatesi in cella.
TOGLIERSI LA VITA DIETRO LE SBARRE. Gli spazi ristretti hanno una parte preponderante di responsabilità. In media 151 persone devono dividersi una superficie che toccherebbe a 100. La conseguenza più funesta è che nel 2010 si sono tolte la vita 66 persone, cui vanno aggiunte altre 33 vittime dall'inizio del 2011. Un'impennata allarmante, se si considera che siamo ancora a marzo. D'altronde, uno studio dell'associazione 'Ristretti orizzonti' ha preso in considerazione gli istituti di pena nei quali, durante il 2010, sono avvenuti almeno due suicidi (9 in totale) e ha constatato che il tasso medio di sovraffollamento di queste strutture è del 176 per cento (contro un dato nazionale del 154) e la frequenza di suicidi è di 1 ogni 415 detenuti, mentre la media dei penitenziari è di 1 su 1090.

REGIONI AL COLLASSO. La maggior parte delle regioni ha ormai superato la soglia critica di presenze rispetto alla capienza, come ha di recente denunciato il numero uno dell'Organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria (Osapp), Leo Beneduci, e come rivela il Rapporto Eurispes. La maglia nera se l'aggiudica la Puglia, con 4mila 755 detenuti e un esubero di 88 persone ogni 100 posti. Lombardia, Campania e Sicilia superano i 5mila letti di capienza regolamentare ma tutte e tre sforano abbondantemente il limite. La prima opsita 9mila 471 detenuti, mentre la Sicilia ne accoglie 7mila 812 e la Campania 7mila 610.
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"FRANCO IONTA SI DIMETTA". Nei sovraffollati penitenziari italiani i detentuti non calano nonostante il 'piano carceri', che "ha liberato solamente 1.368" persone. A denunciare la tensione dell'ambiente penitenziario ci pensa lo stesso Osapp, che torna a chiedere le dimissioni del capo del Dipartimento amministrazione penitenziaria (Dap), Franco Ionta. ''Il carcere – ha detto Beneduci – sta diventando sempre più un luogo di detenzione per le persone in attesa di giudizio: sui 67mila reclusi si contano infatti 28mila 478 imputati, mentre il resto è suddiviso tra condannati definitivi ed internati. In due mesi sono pressoché svaniti gli effetti della cosiddetta legge 'svuota-carceri', che ha liberato solamente 1.368 detenuti (per una media di 684 reclusi definitivi ogni mese, quando il numero dei nuovi ingressi supera di gran lunga questo dato)".
IN CELLA CI SI AMMALA ANCHE DI TUBERCOLOSI. Accanto ai suicidi, però, sono numerosi i casi di infezioni e malattie. Così, oltre a patologie più tradizionali (come quelle sessualmente trasmesse, epatite B e C, Aids) stanno emergendo mali che sembravano ormai dimenticati, come la tubercolosi. Svetta in ogni caso la tossicodipendenza, che colpisce il 21, 5 per cento della popolazione carceraria ammalata. Pesa anche un 15,9 per cento di disturbi psichici, tra i quali prevale la depressione (9,9 per cento).

DETENUTI? VOCE DI SPESA DEPENNATA. Le problematiche della mente, inoltre, sono aggravate dalla carenza di supporti specialistici di cura. Una deficienza tra le tante in un sistema, come quello penitenziario, che ha perso oltre 300milioni di euro: dai 3,09 miliardi del 2007 ai 2,77 miliardi del 2010, con un costo medio giornaliero per detenuto crollato dai 198 euro di 4 anni fa ai 113 dello scorso anno.


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