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Libia: l'Onu dice si alla 'no fly zone'
Gli ambasciatori dei 28 Paesi della Nato si sono riuniti oggi a Bruxelles per esaminare la risoluzione sulla Libia approvata la notte scorsa dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Fonte: Immagine dal web
Con 10 voti favorevoli e cinque astenuti, tra i quali Cina, Russia e Germania, l'Onu ha approvato la 'no fly zone' sui cieli della Libia oltre a "tutte le misure necessarie per proteggere i civili", autorizzando l'uso della forza contro le truppe del colonnello Muammar Gheddafi e aprendo la strada ad attacchi aerei sul territorio. Seifulislam Gheddafi, figlio del colonnello libico, nel corso di un'intervista all'emittente americana 'Abc' ha affermato che la Libia non teme le conseguenze della risoluzione approvata dal Consiglio di Sicurezza.
"Siamo nel nostro Paese e con la nostra gente. E non abbiamo paura - ha detto Seifulislam -. Non abbiamo nulla da temere, non aiuterete le persone se attaccherete la Libia per uccidere i libici. Voi distruggete il nostro Paese. Nessuno è felice di questo". Seifulislam ha anche rivelato che le autorità libiche hanno arrestato uno dei quattro giornalisti del quotidiano americano 'New York Times' di cui si erano perse le tracce mercoledì. La giornalista, ha detto, sarà rilasciata domani.
L'Unione Europea si è detta pronta ad attuare la risoluzione sulla Libia approvata dal Consiglio di Sicurezza. È quanto assicurano in una nota congiunta il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, e l'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune, Catherine Ashton, precisando che il Consiglio europeo del 24 e 25 marzo e il Consiglio affari esteri del 21 marzo avrebbero discusso la situazione in Libia per prendere decisioni necessarie in proposito. La Germania ha messo in chiaro che non parteciperà a un intervento militare, mentre Parigi rende noto che un attacco aereo alla Libia potrebbe avvenire entro poche ore. Il portavoce del governo, François Baroin, si è rivolto alla stampa affermando che "non si tratta di occupazione di territorio libico, ma di un intervento militare per proteggere la popolazione" e favorire il suo desiderio di libertà con la caduta della dittatura terrorista di Gheddafi.
La Cina, invece, nutre riserve nei confronti di una parte della risoluzione del Consiglio di Sicurezza. A spiegarlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri, Jiang Yu: "ci opponiamo all'uso della forza nelle relazioni internazionali e abbiamo alcune serie riserve per quanto riguarda parte della risoluzione - ha affermato -. L'attuale crisi in Libia dovrebbe essere risolta attraverso il dialogo e altri mezzi pacifici". Il Canada invierà sei aerei da guerra nel Mediterraneo per imporre la 'no-fly zone', secondo quanto riferito da fonti della Difesa canadese, citate dall'agenzia d'informazione 'Canadian Press'. Anche Belgio e Norvegia sono pronti a partecipare alle operazioni militari, mentre il Qatar è il primo Paese arabo ad aver annunciato la propria partecipazione all'iniziativa militare per una 'no-fly zone'.
Il dissidente libico Salem Bunuara, riferendo notizie che gli sono giunte dalla roccaforte degli insorti nell'est della Libia, ha detto che Bengasi "è in festa" da quando si è diffusa la notizia dell'approvazione della 'no fly zone' da parte del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Mentre la Libia avrebbe chiuso il proprio spazio aereo. Lo ha reso noto Eurocontrol, che ha detto di aver ricevuto la notizia dalle autorità maltesi, alle quali sarebbe stato notificato da Tripoli il divieto di ingresso nello spazio aereo di qualsiasi velivolo fino ad ulteriore notifica. Secondo quanto riferisce la tv satellitare 'al-Arabiya', le forze fedeli a Muammar Gheddafi hanno ripreso gli attacchi e stanno bombardando la città di Misurata.
Dopo aver passato l'intera notte ad attaccare la città con armi pesanti, questa mattina sono ripresi gli attacchi. "Siamo soddisfatti per la risoluzione dell'Onu sulla no-fly zone in Libia, ma temiamo che, per difendersi durante i raid dei caccia della comunità internazionale, le brigate di Muammar Gheddafi useranno i civili come scudi umani", è l'allarme lanciato dal portavoce dei ribelli di Misurata, Saadun al-Misurati, in un collegamento con la tv araba 'al-Jazeera'. Intanto, nella città della Tripolitania la situazione diventa sempre più difficile. "A partire da questa mattina siamo sotto bombardamento. Le brigate del regime ci stanno attaccando con carri armati e colpi di artiglieria. Avanzano dall'entrata occidentale e meridionale della città".






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