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Invalidi civili: Inps, nel 2010 revocate l'11% delle pensioni di invalidità

Il Consiglio di indirizzo e vigilanza dell'Istituto, in attesa dei dati completi, stima che la percentuale di revoche potrebbe salire al 23. Contro le truffe, particolarmente attenti i controlli in difesa dei diritti delle persone disabili.

» Previdenza Silvia D'Ambrosi - 07/03/2011
Titolo: Sequestro di falsi permessi di parcheggio per invalidi
Fonte: www.pressagency.it

La Costituzione Italiana garantisce al cittadino inabile al lavoro e sprovvisto di mezzi necessari per vivere il diritto al mantenimento e all'assistenza sociale. Per l'assistenza sociale ai minorati civili, gli interventi consistono in provvidenze economiche erogate in forma di pensioni, assegni o indennità. È, però, spesso accaduto che la previdenza sociale sia stata oggetto di vere e proprie truffe. Infatti, cittadini che non presentano i requisiti per percepire una pensione di invalidità hanno sottotratto risorse a coloro che invece ne avevano diritto. 

Nell'ambito dell'Inps esiste un organismo, il Consiglio di indirizzo e vigilanza, deputato al controllo dei falsi invalidi e alla revoca delle pensioni che il 2 marzo scorso ha esaminato i dati relativi alle verifiche straordinarie delle pensioni di invalidità civile, annunciando che relativamente al 2010 la percentuale delle revoche è stata dell'11 per cento.   

La nota del Consiglio precisa, inoltre che "ulteriori e più proficui approfondimenti potranno essere svolti quando, al termine delle operazioni di verifica in fase di completamento, saranno disponibili i dati definitivi relativi al contingente 2010 nonché i dati analitici delle motivazioni delle revoche disposte dall'Istituto e i dati dettagliati degli esiti del contenzioso avverso le revoche stesse. L'obiettivo rimane, infatti, quello di affinare le conoscenze per attuare le migliori politiche a sostegno dei diritti delle persone disabili".

Al momento, dunque, i dati presi in esame riguardano le sole revoche che risultano dalle pratiche definite dai Centri medici legali sul territorio, ancora non definitivi secondo il giudizio che deve darne la Commissione medica superiore (Cms). A queste pratiche si devono aggiungere, appunto, quelle disposte dalla Commissione e le sospensioni derivanti dall'assenza ingiustificata della persona chiamata a visita per verifica. Sommando tutte queste fattispecie si arriva alla quota del 23 per cento anticipata nei giorni scorsi dall'Istituto.

Gli invalidi civili. È bene brevemente ricordare chi sono le persone che possono godere dei benefici ai sensi di legge. Si considerano mutilati e invalidi civili i cittadini affetti da minorazioni congenite o acquisite, anche a carattere progressivo (compresi gli irregolari psichici per oligofrenie – insufficienze mentali-  di carattere organico o dismetabolico o per insufficienze mentali derivanti da difetti sensoriali e funzionali), che abbiano subito una riduzione permanente della capacità lavorativa non inferiore ad un terzo o, se minori di anni 18, che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età (art. 2 l.118/1971).

Ai soli fini dell'assistenza socio-sanitaria e della concessione dell'indennità di accompagnamento, si considerano mutilati e invalidi i soggetti over 65enni che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età (art. 6 decreto legislativo 509/1988). Non rientrano, invece, tra gli invalidi civili gli invalidi di guerra, gli invalidi del lavoro e gli invalidi per servizio, che vengono riconosciuti tali a seguito di cause specifiche derivanti dalla guerra, dalla prestazione lavorativa (per i lavoratori privati) o di un servizio (per i dipendenti pubblici e le categorie assimilate) e i ciechi e i sordomuti, per i quali provvedono altre leggi.

LINK
Legge 118 del 1971
Decreto legislativo 509 del 1988