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La Turchia è contro la 'No fly-zone', idem la Russia, cauti gli Stati Uniti
Il premier turco, Recep Tayyip Erdogan, ha definito "un'assurdità" un eventuale intervento militare in Libia.
Fonte: Immagine dal web
Un eventuale intervento armato in Libia, con l'imposizione di una 'No-fly zone', non piace per niente alla Turchia, mentre gli Stati Uniti hanno sottolineato come non ci sia ancora alcuna decisione a riguardo, prendendo di fatto le distanze dal Regno Unito. Due giorni fa il premier londinese David Cameron aveva dichiarato di non escludere un intervento Nato in Libia, precisando di aver dato ordine alle proprie forze armate di lavorare insieme ai nostri alleati su una no-fly zone militare.
Il premier turco Recep Tayyip Erdogan si è espresso duramente, giudicando "un'assurdità" un eventuale intervento militare, definendo poi "inaccettabile ogni tipo di sanzione o intervento che colpisca il popolo libico", secondo quanto riportato dal Financial Times. Ankara è membro della Nato, a cui potrebbe spettare il compito di intervenire.
Stessa presa di posizione da Mosca, dove il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha definito superflua l'idea di limitare lo spazio aereo libico, affermando che sarebbe meglio "non agitarsi" e concentrarsi sulle sanzioni.
Stando al Times, le dichiarazioni di Cameron hanno sconcertato anche l'ambasciata Usa a Londra, tanto da indurre i diplomatici a contattare alcuni parlamentari britannici per avere delucidazioni a riguardo. Ma anche alti ufficiali militari britannici hanno espresso preoccupazione, rivela il Guardian, per il timore di una sottovalutazione da parte di Downing Street dei rischi connessi all'operazione.
Il Segretario di Stato, Hillary Clinton, ha dichiarato davanti al Senato che una 'No-fly zone' non è ancora all'ordine del giorno, evidenziando anche come un eventuale ricorso alla forza militare potrebbe rivelarsi controproducente. Mentre il Segretario alla Difesa, Robert Gates, ha sottolineato come non ci sia ancora "consenso in ambito Nato per il ricorso alla forza".
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