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Aiazzone: attesa per B&S. Panmedia in amministrazione straordinaria?
Prosegue la nostra inchiesta ? I fornitori temono il via libera delle banche al concordato per la società dei Borsano e dei Semeraro. Intanto Gallo getta la maschera: incontro decisivo il 22 febbraio. I punti vendita sono chiusi almeno fino a giorno 27.
Titolo: Foto relativa all'articolo de Il Corriere della Città del 16 febbraio 2011Fonte: www.ilcorrieredellacitta.it
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Lo sbando è totale. Da una parte c'è il fiato sospeso per l'esito del concordato di B&S Spa che dovrebbe decidersi ai primi di marzo. Dall'altra c'è una Panmedia ormai esangue che si è detta disponibile ad andare in amministrazione straordinaria per far fronte alle gravi emergenze finanziarie e gestionali dei marchi Aiazzone ed Emmelunga. Nel mezzo ci sono i punti vendita, ormai tutti chiusi almeno dal 12 febbraio e fino a data da destinarsi (di certo fino a giorno 27, poi si vedrà).
CONCORDATO B&S: SI ATTENDE ANCORA. Gli uffici di Capena, cuore amministrativo della B&S, si sono trasformati in una specie di bunker. Non c'è più nessuno dentro, se non l'ingegner Gianmauro Borsano con la fidata segretaria Letizia Gloria e con il braccio destro Rodolfo Nobile, liquidatore d'impresa. L'ex presidente del Torino calcio sta lavorando alacremente per uscire indenne dalle forche caudine del concordato e a un tratto, venerdì scorso, sembrava che ce l'avesse già fatta. Nel pomeriggio era prevista l'udienza-adunanza dei creditori al tribunale di Tivoli di fronte al giudice Renato Castaldo e al commissario Marcello De Sanctis. Ma fin dalla mattina avevano iniziato a circolare voci incontrollate: "C'è il via libera delle banche". Oppure: "La maggioranza dei crediti ha votato per il sì". E a seguire una ridda di indiscrezioni fino al chiarimento definitivo secondo cui, in realtà, il quorum non è stato raggiunto e per l'esito del concordato bisognerà ancora attendere i voti che i creditori dovranno inviare a mezzo posta entro 20 giorni dall'udienza.
I CONTI DI BORSANO&C. In ballo ci sono circa 200 milioni di debiti tra privilegiati e chirografari. E non bisogna dimenticare che B&S eredita decine di milioni di rosso (70-80?) dalla PerSempre. Ma con la proposta al 7% e poco più, i furbetti del comodino potrebbero togliersi da ogni impaccio con circa 42 milioni di euro di esborso. "Quando al ministero hanno sentito di questa percentuale si sono messi a ridere", riferisce un dipendente che racconta 'de relato' l'ultimo incontro sul caso Aiazzone al dicastero dello Sviluppo economico. Nannimagazine.it ha avuto accesso alle relazioni tecniche della procedura di concordato richiesta a ottobre dall'azienda e accettata a fine novembre. E ha potuto constatare che l'onere finale a carico di B&S per i crediti chirografari è di 164,8 milioni (di cui oltre 70 milioni verso i fornitori), cifra che con l'offerta al 7,49% (rivista al ribasso al 7,36%) riduce l'esborso totale ad appena 12,1 milioni. Ai creditori privilegiati, invece, spettano in totale 31,3 milioni (con un onere corretto per il debitore a 30,7 milioni), di cui 3,8 ai dipendenti e 2,7 ai fornitori privilegiati. Scorrendo i dati patrimoniali e di esercizio della B&S si scopre poi che al 30 settembre 2010 il passivo patrimoniale netto era di 89 milioni di euro, più 25 milioni di fondi per rischi e oneri e 1,3 milioni per Tfr dei lavoratori subordinati. Ma soprattutto al 30 settembre scorso c'erano 188,6 milioni di debiti riferiti a banche, fornitori, altri finanziatori, titoli di credito, tasse e contributi previdenziali.
LE AUTO AZIENDALI. In particolare, scorrendo i dati di bilancio, si notano 80 milioni di debiti verso i fornitori e poco meno di 40 milioni nei confronti delle banche (saliti dai 33 milioni della fine del 2009). Tuttavia, impressiona in special modo il trend debitorio verso "altri finanziatori", passato 1,7 milioni a oltre 30 milioni di euro nel giro di nove mesi. Senza considerare i 9,5 milioni di pendenze tributarie. Per un totale passivo di 125,8 milioni al 30 settembre 2010 e una perdita di esercizio a 65,5 milioni. Il totale attivo circolante (rimanenze di produzione, crediti, depositi bancari e postali e danaro in cassa) era pari a 75,3 milioni al 30 settembre 2010, laddove l'attivo totale alla stessa data era anch'esso a 125,8 milioni di euro. Inoltre, mentre fornitori, dipendenti e alcuni clienti si macerano il fegato pensando al Porsche Cayenne del giovane Lorenzo Semeraro, si scopre che B&S aveva a disposizione un parco mezzi aziendale con 17 veicoli, per un valore di 160mila euro. C'erano diverse Mercedes, tra cui una Slk Kompressor da 28mila euro; un paio di Bmw, fra le quali una 525 da 34mila euro; alcune piccole Nissan, un'Audi, una Lexus berlina e persino uno scooter Honda Sh 150.
GLI ESITI POSSIBILI. Se il concordato andasse in porto, i Borsano, i Semeraro e Giampiero Palenzona potrebbero ripartire con un trascurabile pegno. Non c'è che dire, bisognerebbe riconoscere che i santi (bancari) in paradiso hanno lavorato bene. Panmedia esaurisce il suo compito e i 'furbetti' si riprendono il giocattolo? Tutto si compie con geometrica precisione? Vedremo. Nel frattempo, pare che l'ingegner Borsano stia pensando di lanciarsi nel business dei gelati: la notizia farebbe quasi ridere se non fosse che il progetto ha già un qualche crisma di concretezza. Le cronache parleranno un giorno dei 'furbetti del croccantino'? Chissà. Intanto i fornitori, da sempre contrari al via libera alla procedura concorsuale, mettono subito le mani avanti: "Se passasse, sarebbe una truffa. Dovremmo allearci per denunciare le banche". E insistono sulle irregolarità di bilancio del debitore. In ogni caso, l'omologazione del concordato deve avvenire entro un termine di sei mesi e nell'eventualità in cui uno o più creditori dissenzienti si opponessero, il giudice dovrebbe effettuare un controllo circa la convenienza della proposta per il creditore rispetto alle altre procedure praticabili. In più, va precisato che il concordato preventivo può essere annullato su istanza di un creditore se risulta che il debitore ha sottratto dolosamente parti importanti dell'attivo.
LE CAMBIALI DI RECORD CASA. Un episodio in apparenza collaterale può in realtà dire molto. La B&S ha venduto tempo fa il punto vendita di Genova alla Record Casa Srl di Vincenza Cuca. E ha incassato cambiali al 2012 che ha rigirato ad alcuni creditori per gli insoluti di maggio, giugno e luglio. Si parla di una cifra superiore al milione di euro e uno di questi creditori è la Mad& Srl, azienda di trasporto e montaggio mobili con sede legale e Druento, nel torinese, che pare stia mettendo in piedi un mobilificio da 500mq nella centrale Piazza Sabotino del capoluogo sabaudo, presso i locali che prima ospitavano la Vodafone. Oltre al titolare della Mad, Gianni Damiani, l'affare riguarda un suo antico sodale, Luigi Vadalà, un nome che dovrebbe dire qualcosa ai lettori di Nannimagazine.it. Il ragionamento di un fornitore che chiede l'anonimato suona pressappoco così: "Perché alcuni creditori sono stati tutelati con quelle cambiali e altri no? Quando viene costituita B&S, la Mete ha un debito spaventoso e Renato Semeraro si fa garante: chiede ai creditori di dilazionare il dovuto a fronte di cambiali che dopo il primo anno iniziano a tornare indietro. Invece i fornitori di Mete non vicini a Semeraro sono stati spesso pagati da B&S sull'unghia". Un altro creditore lamenta: "A qualcuno è stato proposto dal debitore di restituire le cambiali in cambio di uno sconto. E pare ci sia chi ha accettato il 50%. E' assurdo: prima ti rifilano la carta straccia e poi sembra che ti facciano un favore". Tornando alla Mad& Srl, va detto che l'altra settimana il magazzino di Villanova d'Asti è stato 'temporaneamente' chiuso perché Damiani si è presentato, con tanto di avvocato e ufficiale giudiziario, vantando un credito di 3 milioni e ha fatto pignorare tutta la merce in deposito. "Si tratta di mobili nuovi. E guarda caso Damiani sta per aprire il mobilificio a Torino", insiste il fornitore con tono allusivo. Borsano e soci avrebbero fatto distinzioni tra creditori di serie A e di serie B? Detta così, nulla di illecito. Ma Nannimagazine.it sa per certo che la sezione Reati societari della Guardia di Finanza sta ricostruendo e monitorando con attenzione tutta la vicenda.
PANMEDIA: SI AVVICINA L'AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA. Intanto Panmedia è come un vascello sbattuto dalle onde in tempesta. Nessuno si è presentato per conto dell'azienda torinese all'incontro romano del 15 febbraio presso il ministero dello Sviluppo economico. Gallo ha inviato un certificato medico e non si sono visti nemmeno i suoi plenipotenziari, Stefano Favari e Sergio Carloni. Le rappresentanze sindacali hanno contattato lo stesso Favari e hanno protestato per l'assenza della società a un tavolo che poteva essere decisivo per l'eventuale rilancio e anche in merito alla procedura della cassa integrazione per oltre 230 persone (mai successo nel settore arredi). Le sigle dei lavoratori hanno quindi minacciato la prospettiva del fallimento e a quel punto Panmedia ha inviato un documento in cui gettava la maschera e dava la disponibilità a subire l'amministrazione straordinaria. Il prossimo incontro a via Veneto è fissato per il 22 febbraio e Gallo ha promesso di esserci. Comunque vada, siamo ormai all'epilogo: l'amministrazione straordinaria è una procedura in teoria temporanea che serve a risanare l'impresa, consentendole di superare la situazione di insolvenza e soddisfacendo i creditori. Il principio chiave è la relativa brevità del periodo di crisi: l'imprenditore opera per un massimo di due anni sotto il controllo del giudice e di un commissario giudiziale, ottiene una dilazione dei pagamenti, salda man mano i suoi debiti e così conserva l'attività. Nel frattempo i lavoratori sono protetti da un ammortizzatore di natura straordinaria e comunque possono contare sulla tutela ministeriale.
IL REBUS DELLE SRL SATELLITE. Se le cose, però, non vanno bene? Allora l'amministrazione straordinaria è l'anticamera del fallimento. Panmedia è in grave dissesto e i nodi stanno venendo al pettine: ha preso Aiazzone senza avere il know-how e le dimensioni finanziarie per portare avanti un business così grosso; ha iniziato ad accumulare 2-3 milioni di debito ogni mese; non ha saputo trovare le giuste partnership di sostegno. Ora gli eventi presentano il conto e la società torinese potrebbe pure finire nelle mani di uno o più compratori. E' possibile che Panmedia non si sia presentata il 15 febbraio e abbia preso tempo in attesa di conoscere l'esito del concordato B&S. In ogni caso, considerando lo status della stessa Holding dell'Arredo, il funzionario ministeriale e i sindacati probabilmente chiederanno anche al curatore fallimentare dell'ex Emmelunga, Sergio Scicchitano, di intervenire al prossimo incontro. La situazione è complessa e coinvolge nondimeno le piccole Srl Emmeuno, Emmedue ed Emmecinque (coinvolte lo scorso settembre nell'inchiesta della Guardia di Finanza di Roma): pur non avendo presentato alcuna istanza, infatti, sono partecipate quasi al 100% dalla fallita HdA. In più, molti dei lavoratori Aiazzone sono ancora inquadrati in seno a tali società satellite. La situazione è intricata da dipanare, ma di certo lavorano con licenza Emmedue i punti vendita di Sesto e Casoria, mentre Figline Valdarno, Parma e Pescara hanno doppia licenza Holding dell'Arredo e Emmedue. Emmeuno, dal canto suo, ha solo il punto vendita di Empoli. Emmecinque, infine, conserverebbe soltanto 3 o 4 dipendenti.
A TORINO ARIA DI DISARMO. A Via Cavalcanti, sede torinese di Panmedia, la situazione è ormai surreale, da ultimi giorni di Pompei. Sono spariti tutti: non si vede Gallo, non si vede suo figlio, latitano Tony Casta e gli stessi furbetti del comodino. C'è qualche segretaria, qualche telefonista e tante sedie vuote. I punti vendita sono rimasti tutti chiusi dal 12 al 20 per un fantomatico inventario, ordinato dall'azienda, che i lavoratori per lo più non hanno effettuato ("Senza soldi non si canta messa – dice un dipendente – E poi qui da noi c'è poco da inventariare"). I sindacati, comunque, hanno chiesto che le chiusure venissero prolungate almeno fino al 27 febbraio per non esporre gli addetti alla collera dei clienti che si presentavano nervosi e sempre più spesso andavano in escandescenza. Gli episodi di intemperanze ormai non si contavano più, così come gli interventi delle forze dell'ordine. D'altro canto, le chiusure generalizzate hanno disorientato ulteriormente gli utenti che non sanno più a chi rivolgersi e chiamano invano i centralini Panmedia. Va aggiunto che i pochi messaggi trasmessi da Torino ai dipendenti sono quantomeno singolari: nella mail che pubblichiamo in calce Gallo chiede ai venditori di chiudere per inventario impedendo l'ingresso ai clienti che esigono informazioni sulle consegne. Se invece arrivasse qualche Candido che vuole saldare il conto (beata innocenza!), allora i dipendenti dovrebbero aprirgli le porte e stendergli il tappeto rosso fino alla cassa. In più, Gallo aveva intimato ai lavoratori di restare nei negozi, mentre in qualche caso i capi area (come Luigi Corcione per la Toscana) o i direttori dei punti vendita (per esempio Alessandro Neroni per Sesto Fiorentino e Vicopisano) hanno spedito comunicazioni di segno contrario: "Potete starvene a casa".
I 300 EURO COME ACCONTO DI NOVEMBRE. Nel frattempo i dipendenti sono ancora senza salario di novembre, dicembre e gennaio, senza 13esima e 14esima. Panmedia aveva autorizzato una 'mancetta': ossia aveva invitato i venditori a prendere 300 euro dalle pingui casse dei punti vendita quale acconto di novembre. Tuttavia, questa comunicazione è stata bollata come carta straccia dai sindacati, anche perché i lavoratori da novembre non ricevono nemmeno il cedolino cartaceo della busta paga. Ad oggi, comunque, le serrande Aiazzone sono abbassate in tutta Italia e per adesso è quasi meglio così, visto che negli store non ci sono le condizioni minime di sicurezza e igiene per i lavoratori. L'area espositiva del punto vendita di Pescara (che fa capo alla fallita Holding) è stata nel frattempo svuotata completamente (distrazione di beni? Estremi da bancarotta fraudolenta?), mentre pochi complementi rimangono in magazzino. A Capena, prescindendo dalle comunicazioni aziendali, si stava già scioperando. A Catania aspettano l'ufficiale giudiziario il 21 febbraio. A Vicopisano siamo allo sfratto esecutivo per un debito sui canoni d'affitto di oltre 126mila euro (né B&S né Panmedia hanno mai pagato da marzo 2010): il 22 aprile deciderà il tribunale di Pisa. A Siracusa il direttore del negozio ha consegnato mestamente le chiavi al proprietario dello stabile. In questa fase soltanto Lamezia dovrebbe salvarsi: la sua apertura è prevista infatti il 15 marzo sotto le insegne di Gianni Semeraro.
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- La lettera di Gallo ai dipendenti datata 10 febbraio
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Leggi commenti (39)
Per i clienti : l'acconto versato a titolo di caparra è un credito esigibile in caso di manifesta inadempienza della controparte. Per ridurre le spese, consiglio di unirsi attraverso associazioni difesa consumatori. Ci sono poche speranze, ma è l'unico modo per cercare di recuperare senza esporsi finanziariamente. saluti donmasino
IL 20agosto verso una caparra di 300,00euro per un sofà a emmelunga ma ilsofà non mi viene consegnato. telefonate fatte vado di persona in panmedia mi dicono di chiedere il rimborso cosa fatta ma tutto tace.cosa si puo fare
C'era una volta un pulcino che disse: così non va più bene, cassa integrazione per crisi estesa a tutti... ma tutti non vissero felici e contenti. La Z nera
Lunedi' i negozi NON apriranno!..NON SI APRIRA' MAI PIU'! ( Se Qualcuno Ancora Fa' Finta Di Non Capire...........).DT.
La cosa più penosa ed a cui non c'è rimedio, perchè c'è la complicità di chi sta molto in alto e fa finta di non vedere o di non sapere, è un'altra. Queste aperture multiple di ditte che falliscono sono preparate sapientemente a tavolino, e vi spiego come. Apro un ditta magari con un nome famoso alle spalle, che attrae più clientela, vendo tutto quello che posso e anche quello che non posso. Non pago i fornitori perchè ho la garanzia del grande marchio alle spalle, vendo al cliente magari sfruttando le "finanziarie" che mi danno subito i soldi. Non consegno appositamente la merce, che faccio spostare in altro negozio, intanto il cliente paga la "finanziaria", non pago i dipendenti. Accumulo un ingente capitale che provvedo a spostare adeguatamente in paradiso fiscale, delego i miei debiti ad una ditta compiacente che rileva i miei debiti, negozi, materiale e personale, facendola passare per operazione di rilancio finanziario. Nel frattempo si cerca un concordato con le banche per estinguere una piccola parte del debito, della serie accontentati di poco invece che di niente. Nel frattempo col capitale a deposito in Nazione sicura inizia la spartizione, fra i traccheggiatori. Un po alla ditta che si è fatta carico dei debiti, un po per uno ai soci ed una piccola parte per dare un contentino ai fornitori creditori. Ai dipendenti ci pensa per un po lo Stato con cassa integrazione ed altri ammortizzatori sociali e i clienti la prendono dove non batte il sole. Poi lontani dalle scene per qualche tempo per rispuntare con un'altra attività similare con le mani e la faccia pulite. Infine mi chiedo, ma infilarli in galera e buttare via la chiave, NOO!!!???
Il 28 di febbraio i punti vendita continueranno a rimanere chiusi. Per chi non avesse notizie chiare in merito, rivolgetevi ad i sindacati di zona. Non ci sono, ripeto, non ci sono, le condizioni per rientrare nei negozi.
Allora lunedì 28 febbraio i punti vendita riapriranno? Qualcuno sa a chi dobbiamo rivolgerci per sapere se dobbiamo "rientrare" a lavoro?
Buongiorno a tutti !! qualcuno ha ricevuto risposte alle raccomandate inviate da Panmedia o Fiditalia ?? io la settimana prox bloccherò il finanziamento .... meglio feriti che morti ... cioè meglio passare per cattivo pagatore che regalare soldi ... io non posso permetterlo ... se potevo avrei comprato in contanti !!
Caro Sig Vadalà, cos'è diventato un Santo in questi ultimi mesi? Ma non era lei che diceva se vi sta bene è così o quella è la porta?? ma non è lei che in diretta tv ha licenziato un venditore per sentirsi grande??? (tra l'altro si vocifera fosse un partita iva)... non è ingiurioso sentire sempre in tv che lei e il sig semeraro non avevate nulla da spartire? è ingiurioso ciò che diciamo noi? ne è sicuro? e quello che noi stiamo vivendo grazie anche ai suoi errori? fortunatamente in Italia c'è ancora la libertà di parola, e possiamo mettere in guardia i clienti tramite tam tam in internet, fortunatamente chi dice la verità non viene condannato, a dire il vero... neanche chi mente viene condannato... ma va bene anche questo... beh buon lavoro caro vadalà... a me avete tolto anche quello ...
Aggiungerei al commento di Don Masino che le Camere di Commercio esitono anche per dare pubblicità di chi opera realmente dietro alle imprese. E' INTERESSE PUBBLICO evitare che chi ha condotto per anni imprese che stanno per fallire, già fallite, o già dichiarate in bancarotta per CENTINAIA DI MILIONI DI EURO DI DEBITI, continuino in queste attività. E poichè la Giustizia, quando arriva, arriva tardi, un sano e corretto passaparola su Internet è al momento l'unica arma di salvezza, per clienti, fornitori e per chi cerca un lavoro ONESTO.
Buongiorno, alla riunione Gallo ha detto di non avere i soldi per pagare i 50.000 euro alla ditta delle buste paga? Frottole perchè nessuno ha chiesto dove siano finiti tutti i soldi che ha fatto prelevare da Corcione e dagli altri emissari prima della chiusura dei negozi per la bufala dell'inventario?Altro che 50.000 euro!!Come è stato scritto nei commenti agli altri articoli su Aiazzone di questo magazine, sappiamo che ci sono negozi dove sono stati presi in unica soluzione almeno 20-30 mila euro,l'hanno scritto gli stessi colleghi di quesi negozi;In totale si è stimato che in tutti i negozi sono stati presi almeno 150 mila euro cioè 3 volte la cifra dovuta allo studio Donati.Che bella faccia tosta; nessun ritegno nemmeno davanti ad un Ministero.Ragazzi LA PRESA PER IL C.. CONTINUA, per noi clienti,fornitori,sindacati ed oggi anche nei confronti delle Istituzioni statali. E' il loro solito modo prendere tempo. E' ovvio che loro non intendono dichiarare fallimento; Ripasseranno tutto a quelli di prima sotto formula di altri prestanome; questi riavranno il giocattolo ripulito...e ricominceranno a rifare quello che hanno sempre fatto e magari anzi sicuramente con altri marchi. Visto _Vadalà? Nel frattempo noi non avremo più neanche un soldo da questi quà potremo dire addio a Tfr, stipendi e quant'altro, la cassa integrazione non si farà perchè vedrete che ci sono altri problemi per cui non potremmo averla così come l'amministrazione controllata, e tutti compreso fornitori e clienti resteremo con un pugno di mosche in mano. Per annientarli qui ci vorrebbero davvero le bombe di _Gheddafi; Per evitare questo ragazzi aprite gli occhi prima che sia tardi e ci portino via tutto; i negozi sono chiusi bisogna che li presidiamo o li occupiamo per impedire che qualcun altro pignori(tipo i proprietari) ed arrivino gli ufficiali giudiziari oppure che a nostra insaputa mentre siamo a casa li facciano svuotare.Alcuni sono già vuoti?Sicuramente ci saranno almeno i cespiti le suppellettili ed i computer vanno bene anche questo; teniamoceli stretti per salvaguardarci almeno qualcosa dei nostri soldi; Nel frattempo o ci facciano partire sul serio gli ammortizzatori oppure facciamoli fallire direttamente noi; in questo caso saremo coperti dallInps Teniamoli in pugno con spalle al muro.. _Donmasino dicci pensi dopo quelloo che hanno detto al ministero? E' un analisi plausibile?
Per quanto concerne il sig. Vadalà, lasciando perdere gli insulti che anch'io non condivido (peraltro arroganza e maleducazione erano linee di comportamento dominanti della dirigenza di cui lui era parte importante), non vedo il danno che (a una persona rispettata e di ottima reputazione!) potrebbe essergli arrecato dal rendere pubblica la sua nuova iniziativa imprenditoriale. Per gli altri contenuti, non ho ben capito se smentisce o...glissa. Non se la prenda Vadalà, dopo quello che avete combinato, una qualche timida protesta l'avrete messa in conto, o no? Mi permetto un consiglio di marketing : profilo basso e silenzio. Tra qualche tempo, tutti voi non sarete che... un'impressione che ricorderemo appena (Guccini). Saluti donmasino
Il messaggio che inizia "Caro Ex direttore generale" è semplicemente perfetto. Purtroppo a me ribolle ancora troppo il sangue per scrivere con tale lucidità. Aggiungerei solo che le dimissioni del Nostro Ex sono avvenute quando ormai non si percepivano più gli stipendi (novembre se non sbaglio). Quindi altro che dimissioni per dare una scossa...dimissioni perchè anche l'osso era stato spolpato ed il disastro alle porte era evidente.
Gallo & c. sono veramente spassosi, nessuno ha chiesto dove sono finiti i 5/600 mila euro che hanno ritirato porta a porta dalle casse dei P.V.? Dubito che per la pratica di cassa lo studio pretendesse il saldo dello scaduto, ma nel caso ci si poteva benissimo rivolgere ad altri. Credo, piuttosto, che Panmedia non potesse presentare un adeguato piano di ristrutturazione! Non vedo come si possa pensare al fallimento come carta da giocare...in futuro, spero che i creditori più avvertiti facciano istanza immediatamente, perchè i furbetti il tempo lo userebbero per portarsi via anche le lampadine e le matite! Per quanto riguarda i dipendenti, mi sa che gli unici soldi che vedrete saranno quelli dell'INPS e poi quelli del curatore fallimentare. Da Torino non aspettatevi niente, denari o lavoro da via Cavalcanti non se ne vedranno più! Saluti donmasino
Caro EX-DIRETTORE GENERALE, mi sembra davvero troppo riduttivo parlare, rispetto alla Sua esperienza in Mete-B&S, di (uso le sue parole):"errori (spero non molti)" e "possibili disapprovazioni". No, caro Vadalà, non Ci faccia così ingenui. Non può venirCi a dire che l'attuale situazione è figlia di talune sue scelte errate... Se siamo al punto in cui siamo, è perché di scelte e strategie (ammesso che quest'ultime ci siano mai state) Lei ne ha sbagliate molte, moltissime. Sa, caro Vadalà, è facile addossare le responsabilità (come spesso faceva nelle Sue varie comunicazioni interne) al momento di crisi e alla contrazione della domanda... è facile, ma non del tutto vero. La verità, a mio modo di vedere, è che se un'azienda è gestita in modo sano, manageriale, strutturato ed organizzato, ma soprattutto da persone competenti, stia tranquillo che la crisi si trasforma in una grossa opportunità da sfruttare. Infatti, quando si manifestano gli effetti della congiuntura, caro Vadalà, i primi a cadere sono proprio gli improvvisati e i non organizzati; e l'azienda che Lei ha diretto per anni, è stata la prima ad essere colpita ed affondata. Così, invece di sfruttare la grande opportunità - ovvero acquisire le quote di mercato dei mobilifici piccoli e disorganizzati che non avrebbero potuto sopravvivere - siamo caduti Noi al loro posto. Caro Vadalà, la Sua logica clientelare anziché meritocratica, la Sua assoluta ignoranza in materia di arredi, la Sua non curanza degli aspetti amministrativo-gestionali, uniti al Suo sarcasmo e al Suo noto cinismo, hanno contribuito in maniera significativa a distruggere un'azienda che solo grazie alla professionalità e al Know-How dei dipendenti era cresciuta e si era sviluppata... solo grazie ai dipendenti. Forse, temeva di essere sostituito, forse aveva paura di essere relegato in ruoli marginali e meno remunerativi per Lei; ma sta di fatto che prorio Lei ha fatto da mecenate ad una generazione di managers (di tesoreria, di segreteria e di logistica) incapaci ma sorridenti, strapagati ma senza iniziativa, Suoi confidentissimi relatori (in una parola: Yes-Men). Ad ogni modo questo Suo atteggiamento, in questa come in qualsiasi altra azienda, determina e ha determinato distruzione di valore e non contribuisce affatto alla crescita e allo sviluppo. Capisco che è difficile per chiunque guardarsi allo specchio e dirsi "Ok..., fin qui ce l'ho fatta, ma non ho le capacità per proseguire oltre"; ma si è soffermato su quanti lavoratori ai quali avrebbe risparmiato quest'agonia se Si fosse fatto da parte quando era il momento??? No, caro Vadalà, non è proprio il caso che in questo momento Lei si metta a scrivere queste cose... è finita, lo capisce? Credo che lo capisca... solo che Lei è ben al riparo sotto l'aspetto finanziario, e Noi, io, non ho i soldi per pagare la mensa della scuola di mio figlio (33,00 ?uro al mese)... Un'ultima cosa: data l'attuale situazione si faccia una domanda e si dia una risposta: "Ho meritato tutti e fino all'ultimo centesimo gli stipendi che ho percepito in questi anni?". Secondo me se, io fossi ancora al mio posto di lavoro, e fossi pagato con regolarità, Lei li avrebbe sicuramente meritati. Concludo citandoLa per la seconda ed ultima volta:"...vivo nella speranza, purtroppo ormai ridotta, che tutto possa risolversi ancora al meglio..."... si dice che la speranza è sempre l'ultima a morire...ma ormai è morta anch'essa! VITTIMA DELL'ONESTA'
ma in che senso verranno conteggiati come giorni lavorativi? cioè ci verranno pagati (un giorno lontano ovviamente) anche se non andiamo al lavoro? e quanto tempo potrebbe passare prima di arrivare alla cassa integrazione? è tutto così surreale...
Buongiorno, chi di voi è al corrente di quello che è successo ieri al Ministero? ci sono novità? nessuno ci dice ancora nulla. Chi sa qualcosa, ci può far sapere per favore?. grazie
all?uscita ci hanno riferito: 1. Da domani non si andrà più in Aiazzone per SOSPENSIONE DI SICUREZZA, non saranno conteggiati come ferie o permessi o scioperi, ma verranno conteggiati come normali giorni di lavoro. 2. La sospensione durerà fino all?apertura pratica di cassa integrazione che per il momento non è possibile aprire causa debito con lo studio di consulenza (chi ci fa fa le buste paga) pari a 50,000 euro (che al momento non hanno). Al pagamento dei quali, si potrà aprire la procedura di cassa! 3. Dei nostri soldi non si sa NULLA!!!!! Non vogliono dichiarare fallimento in modo da poter vendere la società ad un prezzo tale da poterci pagare in un ?futuro?. 4. La cassa integrazione non sarà più per i 200 circa iniziali come cassa integrazione per ristrutturazione, ma verrà ampliata a tutti i dipendenti (apprendisti compresi, tempistica ancora da definire) come cassa integrazione per crisi! 5. Il fallimento sarà utilizzato come ultima spiaggia!!! 6. Non è stato possibile aprire l?amministrazione controllata perché Panmedia non ha un anno di anzianità con noi dipendenti!!!!!! 7. Il ministero comunque provvederà a cercare nel frattempo altre soluzioni. !! Dopo ore di attesa solo questo è il risultato!!!!! Non sappiamo altro!!! Nn c'erano dubbi in merito.Kappel
da cliente truffato leggere che l'ex direttore generale abbia aperto un nuovo negozio mi fa pensare che, o ha la coscienza pulita o davvero qui si pensa che la gente è stupida... Voglio sperare nella prima. INDIGNATO DI AVER COMPRATO PRIMA DA PERSEMPRE E POI DA AIAZZONE
Le prime notizie sull incontro di oggi a Roma: 1. Da domani non si andrà più in Aiazzone per SOSPENSIONE DI SICUREZZA, non saranno conteggiati come ferie o permessi o scioperi, ma verranno conteggiati come normali giorni di lavoro. 2. La sospensione durerà fino all?apertura pratica di cassa integrazione che per il momento non è possibile aprire causa debito con lo studio di consulenza (chi ci fa fa le buste paga) pari a 50,000 euro (che al momento non hanno). Al pagamento dei quali, si potrà aprire la procedura di cassa! 3. Dei nostri soldi non si sa NULLA!!!!! Non vogliono dichiarare fallimento in modo da poter vendere la società ad un prezzo tale da poterci pagare in un ?futuro?. 4. La cassa integrazione non sarà più per i 200 circa iniziali come cassa integrazione per ristrutturazione, ma verrà ampliata a tutti i dipendenti (apprendisti compresi, tempistica ancora da definire) come cassa integrazione per crisi! 5. Il fallimento sarà utilizzato come ultima spiaggia!!! 6. Non è stato possibile aprire l?amministrazione controllata perché Panmedia non ha un anno di anzianità con noi dipendenti!!!!!! 7. Il ministero comunque provvederà a cercare nel frattempo altre soluzioni. !! Dopo ore di attesa solo questo è il risultato!!!!! Non sappiamo altro!!!!!!
Non so veramente quale sia il vostro intento. Io ho difficoltà economiche e la sola cosa che voglio è avere i soldi, non mi importa davvero nulla (e non dà da mangiare ai miei figli) insultare le persone ed augurargli di vedere il sole a scacchi. Oltre tutto nessuno di noi sa cosa realmente sia accaduto. Lasciatemi dire infine che facendo commenti anonimi non si fa davvero una bella figura. Saluti. Fabrizio
eh si tutti i nodi vengono al pettine !! grande grande la persona del penultimo commento che ha mandato qualcuno a prendere il sole a scacchi FANTASTICO !!
...credo che alla fine il sig. Vadalà in questi anni abbia solo fatto quello che gli veniva detto di fare. Come tutti noi del resto. Personalmente lo conosco poco, ma l' unica volta in cui ho avuto bisogno lui mi ha aiutato. Ex dipendente di Torino
Caro, anzi carissimo (nel senso che sta costando un bel po di soldini ad un mucchio di gente) Vadalà, ma LEI è la stessa sincera persona che a MI MANDA RAI TRE, disse che LEI e Semeraro non avevate niente a che spartire perchè uno era Aiazzone e l'altro Emmelunga, quando Emmelunga era stata acquisita già da mesi? Io non so altresì spiegarmi se LEI è un inetto o un criminale o cos'altro. Se non è riuscito ad accorgersi che stavate facendo il passo più lungo della gamba, come direttore avrebbe dovuto prendere precauzioni in tempo. Se invece era d'accordo con B. e S. allora avete lavorato insieme per accumulare un po di liquidità per esempio in una nazione a caso, tipo il Lussemburgo. Cosa ne pensa di tutte le famiglie dei clienti, fornitori e dipendenti, che grazie alla vostra gestione, diciamo eufemisticamente, allegra, hanno un grosso deficit di entrate, mentre voi responsabili di questo putrescente affaire non ne avete economicamente risentito? In ogni caso, dipendesse da me non le affiderei nemmeno la gestione di un chiosco di bibite. Il suo cognome deve essere per LEI un'indizio, Vadalà !!! Vada là dove il sole si prende a scacchi, a riflettere coscientemente del SUO operato!!!
Nell'attesa di qualche notizia sull'incontro di oggi, qualcuno puo' confermare o smentire la voce che gira riguardo il Sig. Corcione e cioè che non fa più parte del gruppo?
grande Monaco Tibetano, parole sante !!!
si raccoglie ciò che si è seminato..
Caro VADALA', vedo con piacere che come sempre appena la tocccano negli interessi lei si fa vivo. Io non condivido l'atteggiamento di chi la insulta o di chi le augura il male. Disapprovo assolutamente chi istiga atteggiamenti di ritorsioni nei confronti suoi, come di chiunque altro. LEI è stato al vertice di questa e delle precedenti aziende che hanno in questi anni prodotto una quantità di debiti mostruosa. LEI è stato responsabile di tutto questo come e quanto i suoi responsabili e colleghi di alto vertice. LEI non è autorizzato a sottrarsi moralmente a quanto avvvenuto in questi anni. LEI è stato in prima persona a promettere a fornitori e professionisti adempimenti ai quali sapeva benissimo nessuno avrebbe potuto far fronte. Se le sue capacità le permetteranno di ritornare nuovamente a occuparsi di un'azienda è un fatto che non mi riguarda. Visto i precedenti qualche dubbio ce lo avrei, ma lascio a chi ne farà parte di trarre le conclusioni. Quello che le contesto è di tirare in ballo un magazine come quello che ci ospita per rivendicare diritti che LEI non ha. Si guardi allo specchio e coscentemente si meetta nei panni di quelli come me che oggi si trovano in una situazione devastante. Lasci perdere le sue vicende personali e quando tira in ballo le famiglie, si ricordi che anche le nostre, anche per merito suo, stanno sofrendo!!! Mi creda, vantarsi oggi di aver ricoperto certi ruoli all'interno delle aziende che hanno prodotto tutto questo, non è una referenza di cui vantarsi. Saluti. Il Monaco Tibetano.
L?articolo uscito il 21/02 che, sotto il titolo ?le cambiali di Record casa? mi citava, è stato oggetto di una mia lettera di chiarimento inviata nella stessa giornata al direttore e al giornalista che ha firmato il pezzo di Nannimagazine. In tale lettera ho circostanziato le ragioni della mia totale estraneità ai fatti ipotizzati e ho buona ragione di ritenere che la redazione ne farà presto obbiettivo cenno. Purtroppo però gli effetti dell?articolo, coincidente con un momento interno aziendale di motivata e giustificabile preoccupazione, si sono ribaltati con qualche commento sulla mia persona molto grave, diffamatorio, ingiurioso del quale sono molto preoccupato anche per le possibili ed imprevedibili ricadute sulla mia famiglia. Ovviamente ritenendo ingiuste ed immeritate tali affermazioni, avendo la coscienza di aver fatto tutto il possibile (compreso lasciare il posto di lavoro per dimissioni, senza alternative all?orizzonte nella speranza di ?scuotere e provocare? riflessioni) mi difenderò per il ripristino della mia reputazione, nelle opportune sedi. Ho fatto il Direttore Generale di questo gruppo oggi in declino per moltissimi anni, compresi quelli in cui l?azienda è sorta ed è diventata grande, forte, stimata. L?ho fatto con il mio carattere e con le mie capacità compiendo atti giusti ma anche errori (spero non molti) nell?ambito delle competenze gestionali che mi erano affidate in materia di personale, organizzazione, logistiche e un tempo marketing e pubblicità. Sono consapevole che qualcuno mi ha condiviso ed apprezzato ed altri no! Accade a chi dirige??e sono da sempre stato pronto al fatto che al termine della mia carriera si sarebbero manifestate possibili disapprovazioni Dico questo perché non è certo mia intenzione sottrarmi al diritto di critica che chi ha avuto un ruolo primario deve comunque sempre accettare ma piuttosto per ribadire che deve trattarsi, appunto, di critica e mai di insulti, diffamazione, istigazione a crearmi danni personali o peggio familiari. Mi riferisco a soli 2 commenti all?articolo, appunto, del 21/02 (smentito dal sottoscritto) e più precisamente a quelli delle 03:07:41 e delle 05:40:35. Nel primo è stata offesa la mia reputazione (diffamazione) e sono stato gravemente ingiuriato con l?emergenza di tutte le rilevanze del caso (diffusione a pluralità di soggetti, , volontà di utilizzare espressioni offensive, consapevolezza di offendere, volontà di identificare il soggetto destinatario dell?insulto) unitamente ad una sorta di istigazione collettiva a creare alla mia persona danno e nocumento per il presente e per il futuro. La seconda si limitava a quest?ultima, seppur gravissima, azione, con incitazione ai colleghi della città di Torino dove sono nato, vivo e godo di ottima reputazione a crearmi difficoltà e problemi per le mie prossime iniziative di lavoro. Ciò ovviamente con il concorso di chi ha consentito la pubblicazione, anonima solo al lettore e dunque al sottoscritto, allo stato dei fatti. Chiunque per il tramite di NanniMagazine o con altri mezzi ha la facoltà di rivolgersi al sottoscritto, anche con critiche aspre se è il caso! Ciò deve tuttavia sempre avvenire nel rispetto della mia persona, della mia famiglia, del mio ambiente, circostanziando i fatti, evitando insulti, ingiurie o parolacce e possibilmente senza anonimato assumendosi così sempre le responsabilità di ciò che si afferma. Forme diverse mi troveranno indisponibile a subire qualsivoglia ingiusto insulto o insinuazione Al pari di tutti, sono addolorato e preoccupato per la situazioni che si è venuta a creare e vivo nella speranza, purtroppo ormai ridotta, che tutto possa risolversi ancora al meglio per le incolpevoli persone, famiglie, fornitori legati a questa vicenda, compreso il sottoscritto??? Grazie per l?attenzione e cordiali saluti. Luigi VADALA?
buonasera, scusate ma per quanto riguarda gli ex dipendenti?io attendo ? 150.00 della 13° del 2009,70% 13° del 2010 14° del 2010,nov e dic.Ovvio per il tfr e ferie e permessi dovrei attendere marzo. Anche noi attendiamo cio' che ci spetta di diritto,per tutto quello ke abbiamo dato sempre......
Seguendo il giusto discorso di DonMasino, allego legge Marzano : http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Marzano leggete è importante. Faccio presente che ormai in azienda siamo rimasti in 568 persone, quindi, a buon intenditor...
Ho più volte sottolineato che Panmedia in questa vicenda non ha mai svolto un ruolo imprenditoriale, ma, piuttosto, di complicità nella prosecuzione del disegno dei furbetti, prolungando di qualche mese la possibilità di intascare il cashflow residuale. In che altro modo si può definire un subentro fittizio che si è limitato a utilizzare sedi, scorte, mezzi e dipendenti esistenti, senza nessun apporto gestionale o finanziario, senza regolarizzazione dei pagamenti nemmeno per un giorno, senza subentri contrattuali nelle utenze, con semplici comunicazioni ai locatori senza peraltro preoccuparsi, da agosto, degli stipendi, di canoni o bollette? Come si può ipotizzare ora un ritorno a una gestione positiva se gli sfratti esecutivi arrivano a raffica, gli stipendi arretrati si accumulano, i fornitori non riprenderanno certo i rapporti con chi li ha truffati, e migliaia di clienti Panmedia aspettano merce o rimborsi? L'unica ipotesi plausibile, ove non si manifestasse qualche serio interessamento esterno, è l'ammissione alla Marzano e il commissariamento. Tertium non datur. Saluti donmasino
E chi le ? 300 non le ha prese, perchè ha dovuto consegnare tutto all'emissario, prima di venire a conoscenza della possibilità di avere qualche, dannato soldino?????
Nessun complememto d'arredo nei magazzini di Pescara, solo mobili.. mobili... e mobili!!!
In merito al negozio di VADALA', già aperto o da aprire non lo so, invito tutti i colleghi, in particolare quelli dell'area di Torino, a far conoscere a tutti i potenziali clienti chi c'è dietro a quell'insegna. Per quanto riguarda le AUTO AZIENDALI il loro valore penso sia molto superiore a 160.000 euro. Solo la BMW 535 DX citata vale circa 40.000 e pare che venga ancora utilizzata (non si sa a che titolo) dal dimessosi Direttore Tesoreria. La stesso che per non farsela portare via dalla società di leasing pare abbia nei mesi scorsi prelevato diverse migliaia di euro dalla cassa panmedia per pagarsi le rate scadute. E poi abbiamo MASERATI, PORSCHE, AUDI e BMW al top di gamma spesso intestate (una volta pagate le rate dalle società ovvio) alle solite persone note. A tal proposito non sarà che anche il figlio di Vadalà dopo averne fatto uso per anni senza titolo non ne abbia acquistato una? magari ad un prezzo di gran lunga inferiore al valore di mercato ? Ovviamente è una domanda retorica. Mi permetto di suggerire in quanto creditore al commissario giudiziale di vedere tutti i passaggi di proprietà riguardanti B&S e le controllanti METE, Aiazzone network, etc. etc. ne scoprirà delle belle e vedrà che si può recuperare qualcosina di più di 160.000 euro!
condizione peggiore all'assere disoccupato/a, potrei star bene ed invece sono a raschiare il fondo...dannandomi di ciò che ho dato insieme ai miei colleghi e di ciò che non ho ricevuto in cambio...dimenticavo la paghetta di 300,00 euro...se dovesse essere amm. straordinaria speriamo in tempi brevi. C'è troppo da recuperare. La Z nera
Non e' vero che il p.v. di Pescara e' completamente svuotato.C'e' ancora molto da trasferire a Pomezia..
con 300 euro... date senza un giustificativo... ma è legale la cosa????????
LO SBANDO E' TOTALE, TITOLO AZZECCATO, NON CI RIMANE CHE SPERARE NELL'ARRIVO DI UN COMMISSARIO CHE RIMETTA IN PIEDI L'AZIENDA, LA VOGLIA DA PARTE DI TANTI DIPENDENDI C'E' ANCORA, L'IMPORTANTE E' TROVARSI DAVANTI AD UN INTERLOCUTORE SERIO CHE CI DICA COME E QUANDO RICEVEREMO I NS STIPENDI ARRETRATI E ALLORA SI CHE RIPARTIAMO......