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Paladino reinventa il Guerriero di Capestrano

L'artista ha realizzato la nuova sala che ospita il più importante reperto archeologico d'Abruzzo e ha realizzato un'opera inedita, centro di una grande personale ospitata nei neonati spazi espositivi del Palazzo De Mayo a Chieti.

» Archeologia Francesco Amorosino - 27/01/2011
Titolo: Il Guerriero di Capestrano
Fonte: Archeoabruzzo

Un'opera che sembra sospesa nel tempo, ondeggiando tra le epoche, cogliendo suggestioni antiche, intrisa di un'atmosfera di insondabile sacralità. Un artista contemporaneo che fonda la sua poetica sul recupero dell'essenzialità dei segni arcaici, delle forme tipiche dell'archeologia per rivisitarle in chiave contemporanea. Due sedi espositive animate dal desiderio di sperimentare e creare qualcosa di nuovo e duraturo. Questi gli ingredienti del saporito piatto artistico offerto dalla città di Chieti in questo periodo.

A partire dal 26 gennaio 2011 sono infatti visitabili la nuova sala permanente del magnifico Guerriero di Capestrano realizzata da Mimmo Paladino nel Museo Nazionale Archeologico di Villa Frigerj e la mostra di sculture, incentrata sul 'nuovo Guerriero' realizzato dall'artista, allestita presso il neonato centro espositivo della Fondazione Carichieti a Palazzo De Mayo che ha realizzato il doppio evento insieme alla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Abruzzo.   

Il Guerriero di Capestrano è considerato l'emblema per eccellenza della plastica arcaica italica, ed è uno dei reperti archeologici più importanti dell'Abruzzo. Scoperto nel 1934, è una scultura di dimensioni davvero eccezionali, oltre 2 metri, una vera opera d’arte prodotta per le élite aristocratiche guidate da principi-guerrieri sviluppatesi in Italia centrale durante l’Età del Ferro. La statua era eretta all'interno di una vasta necropoli nei pressi delle sorgenti del Tirino e rappresenta un capo guerriero divinizzato, ritratto in piedi con tutti gli attributi del suo rango militare e religioso. La statua è ricavata da un unico blocco di pietra calcarea locale ed è caratterizzata dal grande cappello circolare, realizzato in un blocco a parte e inserito sul capo del guerriero grazie ad un sistema a incastro.

Proprio questo elemento è quello che più ha colpito Mimmo Paladino nella realizzazione della nuova sala che ospita il reperto: applicando la proporzione aurea, il cerchio del copricapo con il suo modulo di 65 centimetri genera un ellissoide (il cui asse principale è 13 volte il modulo mentre l'altro equivale a circa sette volte e mezzo) che dà forma curva alla sala, uno spazio fluido, continuo, senza angoli. Questa sorta di tempio-grotta stilizzato è stato ricoperto della stessa pietra calcarea locale da cui è stata ricavata la statua, in un dialogo di materia tra contenuto e contenitore. Le pareti sono incise con dei leggeri graffiti che rimandano a segni sconosciuti, a simboli magici che non hanno una chiara collocazione temporale.

"Ho cercato un gesto primario – ha raccontato Paladino - e l'ho individuato nel graffito, il primo segno che l'uomo ha tracciato sulle pareti della caverna, un graffio nel muro con una pietra. Ho accennato a un'ipotetica scrittura sconosciuta. A Chieti, emergono come apparizioni sagome di teste, frecce, animali, rami, utensili, una clessidra e molto altro, con un percorso segnico sostanzialmente minimale, tanto che qualsiasi mero elenco descrittivo pare inadeguato. Sono testimoni che in qualche modo osservano il Guerriero avvolgendolo e partecipando con discrezione al suo spazio sacrale".

La nuova sala fa parte del progetto di rinnovamento del Museo che raccoglie le più importanti raccolte di reperti archeologici esistenti in Abruzzo in un edificio in stile neoclassico, fatto erigere nel 1830 dal barone Ferrante Frigerj su progetto dell'architetto napoletano Enrico Riccio. Ceduto prima al comune di Chieti e successivamente allo Stato, nel 1959 è diventato sede del Museo archeologico e oltre al Guerriero di Capestrano conserva opere di grande interesse storico e archeologico, quali gli oggetti provenienti dal Santuario di Ercole Curino a Sulmona, tra cui la statuetta bronzea di Eracle in riposo, ritenuta opera del grande Lisippo, il ciclo statuario da Foruli o la statua colossale di Ercole Epitrapezios dall'antica Alba Fucens.

Ispirandosi al Guerriero, Paladino ha, inoltre, realizzato una nuova opera, una scultura in terracotta alta quasi tre metri, che ne porta lo stesso nome, trasportando la statua antica nell'universo proprio dell'artista. "Nella mia nuova opera - ha raccontato - c'è una netta impostazione geometrica che si concretizza chiaramente nel copricapo. Nel complesso la scultura è quasi una struttura architettonica, una casa, richiamata dall'uso ripetuto delle tegole e dal cappello che diventa anche una sorta di tetto. La tegola in alto, che si incrocia con la mano, traccia una diagonale che dal corpo arriva idealmente fino al copricapo. Ho scelto la terracotta perché questo materiale dalle proprietà elementari e trasformative richiama la forza arcaica della pietra calcarea con cui è stato scolpito il Guerriero di Capestrano. In definitiva il mio Guerriero è disarmato".

L'opera inedita è al centro della mostra che inaugura le sale espositive di Palazzo De Mayo della Fondazione Carichieti, 'Mimmo Paladino e il nuovo Guerriero. La scultura come cosmogonia', aperta al pubblico fino al prossimo 30 aprile. Il percorso espositivo riunisce varie opere a tema bellico e nel suo complesso, come sottolineano gli organizzatori, potrebbe rivelarsi quasi come un 'corredo' del nuovo guerriero, così come accadeva nell'antichità. Si va dal monumentale 'Carro' a una sala popolata da settantacinque piccole sculture in bronzo realizzate in diversi anni, o alle opere 'Elmo' e 'Cavallo', in una sorta di epico omaggio alla storia dell'uomo anche attraverso l'attività di conquista e difesa dei territori.

Il Palazzo De Mayo diventa così uno spazio per l'organizzazione e la realizzazione delle più svariate iniziative culturali: mostre di arti visive di livello internazionale, corsi di perfezionamento musicale e teatrale, incontri, concerti, conferenze. Ottime prospettive per uno spazio che si presenta bene con questa mostra, offrendo anche l'ingresso gratuito, e che ci si augura riesca a trasformare Chieti in una città imprescindibile per gli appassionati d'arte.  


INFORMAZIONI
Titolo:
  'Al di là del tempo. Mimmo Paladino e il Guerriero di Capestrano'
Dove: Chieti, Museo Archeologico Nazionale d'Abruzzo, Villa Frigerj, Villa Comunale 1
Quando: dal 26 gennaio in poi
Orario di apertura: dal martedì alla domenica, dalle 9 alle 20
Ingresso: Intero 2 euro, ridotto 1 euro (da 18 a 25 anni), gratuito (da 0 a 18 anni e da 65 anni in poi)
Tel: 0871 331668
E-mail: sba-abr.villafrigerj@beniculturali.it
Web: Archeoabruzzo

INFORMAZIONI
Titolo:
'Mimmo Paladino e il nuovo Guerriero. La scultura come cosmogonia'
Dove: Chieti, Palazzo De Mayo, Fondazione Carichieti, Corso Marrucino, 121
Orario di apertura: tutti i giorni dalle 9 alle 12. e dalle 15 alle 17
Ingresso: gratuito
Tel: 0871-568206
E-mail: info@fondazionecarichieti.it
Web: Fondazione Carichieti