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Solvency II: gli assicuratori chiedono tempo all'Ue
Le compagnie giudicano troppo complessi alcuni aspetti delle nuove norme sulla loro stabilitą finanziaria che dovrebbero entrare in vigore nel 2013. I player temono il giro di vite che potrebbe avere effetti depressivi sul mercato.
Fonte: Immagine dal web
Le imprese assicurative chiedono tempo su Solvency II e l'Unione europea sembra aprire uno spiraglio al possibile rinvio dell'entrata in vigore delle nuove regole sui capitali di rischio.
LA RICHIESTA DELLE COMPAGNIE. La Commissione Ue è all'opera per consentire che il nuovo regime sia operativo all'inizio del 2013, ma svariate compagnie hanno evidenziato la complessità del sistema pensato per tutelare i consumatori contro i default finanziari. E hanno auspicato una transizione più lunga. Il governo europeo ha messo insieme diverse proposte in un documento e si è riservato "di specificare le misure transitorie in alcune aree, se si rendesse necessario per evitare danni al mercato, e per consentire una transizione morbida al nuovo regime Solvency II".
IL MECCANISMO DELLA RIASSICURAZIONE. La Cea, associazione europea delle imprese assicurative, ha detto laconicamente che sta valutando il documento Ue, tuttavia le società di riassicurazione dal canto loro sperano che le nuove norme facciano lievitare la domanda da parte dei clienti (magari anche dei grossi player), visto che le compagnie potrebbero utilizzare il meccanismo della riassicurazione per ammorbidire gli stringenti parametri di capitale imposti dal nuovo regime. Un altro problema riguarda le autorità di vigilanza nazionali: si dubita, infatti, che saranno pronte al nuovo quadro normativo entro l'inizio del 2013.
LA DIRETTIVA. Solvency II (direttiva 2009/138/Ce) è nata per accrescere il margine di solvibilità che le imprese di assicurazione devono avere così da tenere fede agli impegni presi nei confronti dell'assicurato. In pratica, si tratterà di aumentare gli accantonamenti per operare nei mercati secondo le regole continentali. Inoltre, le stesse compagnie dovranno vigilare sul proprio livello di rischio e sulla stabilità finanziaria del business. In questa fase, tuttavia, le pressioni sono forti per ammorbidire i criteri e un grande mercato come i Lloyds di Londra, per esempio, punta in maniera esplicita a ridimensionare il cambiamento che dovrebbe scattare nel 2013.
LA NUOVA AUTHORITY EUROPEA. La palla passa ora alla neonata authority europea denominata Eiopa (European insurance and occupational pensions authority, ndr), l'organismo di supervisione che, tra l'altro, dovrà mediare nelle situazioni di divergenza tra i regolatori nazionali e dovrà assicurare approcci tecnici armonizzati all'uso dei rating in relazione alle richieste di capitale di solvibilità. In ogni caso, se il pacchetto normativo fosse rivisto per venire incontro alle richieste degli assicuratori, questi ultimi potrebbero guadagnare spazio di manovra per abbassare i criteri di sostenibilità finanziaria. Il cammino, comunque, è ancora lungo dato che Solvency II dovrà essere approvato sia dal Parlamento europeo sia dagli stati membri.
LINK:
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