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Carbone: Clavarino, "fonte leader nella produzione di energia"

Secondo il World Energy Outlook 2010, è il combustibile dominante nella generazione elettrica mondiale. Assocarboni: "I consumi sono destinati a crescere nel tempo grazie alla sua accessibilità, sicurezza e convenienza".

» Fonti rinnovabili Piergiorgio Iacovazzo - 24/01/2011

Abbondanza di risorse, sicurezza dell'approvvigionamento superiore a quella di altri combustibili, compatibilità con l'ambiente grazie allo sviluppo delle 'clean coal technologies' e prezzi di mercato concorrenziali. Sono alcuni degli aspetti che rendono il carbone una risorsa energetica competitiva "per uno progresso sostenibile, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo". In questa intervista a NanniMagazine.it, Andrea Clavino, presidente di Assocarboni, analizza lo scenario attuale e le possibilità di sviluppo alla luce della crescente domanda, con particolare attenzione alla situazione mercato italiano e una risposta alla questione dell'inquinamento.  

Presidente, come spiega il crescente utilizzo, e quindi la maggiore richiesta globale, di carbone dal punto di vista energetico?
"Il carbone è l'unico combustibile che può soddisfare la domanda crescente di elettricità nel mondo, grazie alla sua abbondanza e accessibilità, alla sua sicurezza e convenienza. Le previsioni dei principali centri studi energetici internazionali concordano nel confermare la leadership del carbone nella produzione elettrica mondiale e il ruolo chiave nel mix energetico anche nel lungo termine. In particolare secondo le ipotesi del World Energy Outlook 2010, a livello globale il carbone resta la fonte dominante nella generazione elettrica al 2035 con una quota del 42% (rispetto al 39% del 2009), con consumi in crescita sostenuti principalmente dai paesi asiatici in via di sviluppo, specialmente Cina e India, che congiuntamente rappresenteranno la maggior parte dell'aumento dei consumi. Il carbone si caratterizza per l'ampia disponibilità, la competitività dei costi e la sicurezza nella movimentazione, trasporto e uso, oltre che a una sempre crescente compatibilità con l'ambiente, grazie allo sviluppo delle 'clean coal technologies'. Le riserve mondiali di carbone inoltre sono geograficamente distribuite in più di 100 paesi e i depositi sono presenti in aree differenziate tra loro anche sotto l'aspetto della stabilità politica interna garantendo la sicurezza dell'approvvigionamento energetico".



Cos'ha di diverso l'utilizzo di questa materia prima rispetto alle altre fonti di energia?
"Oltre al fatto che le riserve di carbone sono più equamente distribuite, garantendo la sicurezza dell'approvvigionamento, diversi studi indicano come queste siano superiori a quelle di altri combustibili. Al momento ci sono scorte di carbone adeguate per coprire 160 anni, mentre quelle di gas naturale sono stimate per circa 63 anni e quelle di petrolio per 40 anni. L'elevata competitività del carbone nella definizione del mix energetico non è data solamente dalla più equilibrata distribuzione della risorsa ma anche dai minori costi di produzione. É verificato che il costo di generazione da carbone e nucleare è minore del 20% rispetto ai cicli combinati a gas. Tale convenienza è data anche dal fatto che i costi fissi di generazione da carbone sono molto bassi (circa il 22%)".

Cosa si intende con il termine carbone "democratico"?
"L'incremento atteso dell'utilizzo del  carbone consentirà  l'accesso  all'elettricità a milioni di persone che tutt'oggi sono nella povertà, aumentandone la qualità della vita con un miglioramento del benessere economico. A più della metà della popolazione mondiale (circa 3,6 miliardi di persone) non è infatti permesso un adeguato utilizzo dell'energia elettrica e altri 2 miliardi di persone si andranno ad aggiungere in seguito alla crescita mondiale prevista nei prossimi due decenni. Negli ultimi 20 anni almeno un miliardo di persone hanno avuto accesso all'energia elettrica alimentata da carbone, potendo così accedere ad un bene prezioso che ha permesso loro di uscire dalla povertà. É per questo che il carbone viene definito "democratico", perché è presente ed accessibile in più di 100 paesi e le sue riserve equamente distribuite sulla crosta terrestre".

Secondo lei, il mercato italiano del carbone ha superato la crisi?
"Nel 2010 l'Italia ha importato 17 milioni di tonnellate di carbone da vapore, in crescita del 3% rispetto al 2009, e 5,5 milioni di tonnellate di carbone metallurgico e PCI, segnando un aumento del 37% rispetto all'anno scorso. Questi dati dimostrano come il mercato italiano del carbone sta superando la crisi e le importazioni italiane sono di nuovo in crescita. Secondo le stime di Assocarboni, nel 2011 - grazie anche alla centrale Enel di Torrevaldaliga Nord che sarà in piena operatività - le importazioni di carbone in Italia dovrebbero raggiungere il picco di 19 milioni di tonnellate per poi salire a 25-26 milioni di tonnellate nei prossimi cinque anni".

In Italia la quota di carbone è al 12% rispetto alla quota europea del 33%: qual è, secondo lei, il motivo di questo divario?
"In Italia la quota di utilizzo del carbone al 12% è un retaggio della vecchia politica energetica che aveva favorito l'utilizzo prima dell'olio combustibile e poi del gas e aveva bloccato lo sviluppo del nucleare. Ma oltre a rappresentare una quota del mix modesto, il carbone in Italia risente ancora degli effetti di una lunga disinformazione: il cittadino italiano infatti non è ancora pienamente a conoscenza delle moderne tecnologie di movimentazione e combustione oggi disponibili, che rendono il carbone una fonte primaria di energia elettrica con numerosi vantaggi. L'Italia è l’unico Paese al mondo che dipende per più del 60% nella produzione elettrica dal gas, importandone l'85% dall'estero, soprattutto da Algeria e Russia. Per fortuna nell'ultimissimo periodo si stanno facendo dei passi avanti anche perché le centrali a carbone siano sempre più compatibili con l'ambiente. In Italia ad esempio l’84% della potenza installata a carbone (equivalenti a 9.500 Mw circa di potenza) è certificata EMAS - la certificazione ambientale di standard europeo, più severa rispetto alla certificazione ISO 14001. Le nostre centrali eccellono anche dal punto di vista dell'efficienza, con un rendimento medio del 40% rispetto al 35% della media europea ed al 25% dell'Europa Continentale. Inoltre le centrali a carbone di ultima generazione tipo Torrevaldaliga Nord hanno rendimenti superiori al 46%".

É possibile fare una previsione su come cambieranno, nel tempo, i consumi di questa materia prima?
"Gli ottimi risultati dovute all'evoluzione tecnologica nelle 'clean coal technologies' ci fanno ben sperare per un futuro riequilibrio del mix energetico italiano. Il ruolo del carbone sarà sempre più centrale nei prossimi decenni, anche in Italia e siamo fiduciosi che i diversi progetti in corso potranno concludersi positivamente".

I maggiori richiedenti di carbone negli ultimi anni sono stati i Paesi asiatici (Cina, India, Indonesia): che impatto hanno nel mercato energetico e, quindi, economico?
"Secondo le previsioni, nel 2011 le importazioni totali di carbone termico per la Cina raggiungeranno i 122 milioni di tonnellate, mentre la domanda di carbone termico in India aumenterà a 810 milioni di tonnellate – pari a una crescita del 137% entro il 2025, trainata da un aumento del 158% della capacità produttiva installata. India e Cina da paesi esportatori di carbone sono ormai diventati negli ultimi due anni  importatori netti. È tuttavia vero che le riserve di carbone nel mondo sono tali da non fare destare preoccupazioni".
 
Cosa risponde a quanti pensano che utilizzare il carbone equivalga a inquinare?
"Il carbone è compatibile con l'ambiente, chi ha ancora dubbi al riguardo non è a conoscenza dei progressi fatti nel settore. Continuando ad investire per aumentare l'efficienza delle centrali a carbone e promuovere l'utilizzo dei sistemi di cattura e sequestro della CO2 (CCS), il mondo sarà in grado di raggiungere gli obiettivi di una riduzione dell'80% delle emissioni di CO2 con una crescita economica sostenuta. L'elettricità è una delle chiavi per ridurre la povertà nel mondo che riguarda ancora circa 6 miliardi di persone: questa è essenziale per aumentare la qualità della vita, il benessere economico, e avere un ambiente pulito. Il carbone è l'unico combustibile che può soddisfare la domanda crescente di energia nel mondo, per la sua abbondanza e accessibilità, la sua sicurezza, affidabilità, convenienza e versatilità. Esattamente come sta succedendo in Asia dove la produzione di carbone ha sperimentato una crescita massiccia e senza precedenti, alimentandone il miracolo economico".


MATERIALI
- Atlante statistico dell'energia (maggio 2010)

LINK
- Assocarboni 

NOTE
ASSOCARBONI è un'associazione senza fini di lucro fondata nel 1897 che raggruppa oltre 80 aziende, nazionali ed internazionali, che operano nel settore dei combustibili solidi, con sede in Italia a Roma e  rappresentata anche a Bruxelles. È presente nel CdA della Stazione Sperimentale per i Combustibili (ente pubblico di ricerca di settore) di Milano. In ambito internazionale è membro di Euriscoal, l'Associazione di settore Europea presente a Bruxelles), del CIAB (Coal Industry Advisory Board), sezione dell'International Energy Agency di Parigi, che raggruppa più di 40 grandi aziende provenienti da 19 differenti paesi, del Comitato Consultivo della CECA, nonché del 'Working Party on Coal' del Comitato Energia ECE–ONU di Ginevra.