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Rc Auto: il ministro Romani preme sull'acceleratore
"Inammissibili i costi delle tariffe in Italia ? dice il titolare dello Sviluppo economico ? Bisogna intervenire subito". Si parte dal decalogo Isvap e da una proposta di legge che giace alla Camera. I consumatori: "L'agenzia anti-frode non basta".
Fonte: Immagine dal web
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In Parlamento, alla commissione Finanze della Camera, giace un testo di legge che modifica radicalmente il meccanismo dell'Rc Auto. Un provvedimento dal quale il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, ha detto di voler ripartire in sinergia con l'Associazione delle imprese assicuratrici (Ania) e con l'Autorità di vigilanza di settore (Isvap).
IL DECALOGO. L'obiettivo è quel taglio fino al 18-20% delle tariffe che lo stesso Isvap ritiene raggiungibile "nel medio periodo" con una serie di interventi che l'Istituto ha raccolto in un decalogo presentato a fine dicembre. Si va dal tema del danno fisico alla persona all'indennizzo diretto, dalla lotta alle frodi all'abolizione del tacito rinnovo e del bonus-malus. Ma il ministro Romani rincara: "E' inammissibile che ci sia un costo medio della Rc Auto intorno ai 400 euro contro una media europea di circa 200, con la Francia a 176 euro. Quindi è un problema che ci riguarda tutti ed è da affrontare velocemente".
ROMANI: "AUSPICO ITER PARLAMENTARE RAPIDO". Si è svolto il 4 gennaio scorso in un clima collaborativo l'incontro a tre in sede ministeriale fra lo stesso Romani, il presidente Ania Fabio Cerchiai e il presidente Isvap Giancarlo Giannini. La prossima settimana, invece, il titolare dello Sviluppo vedrà i parlamentari che stanno lavorando alla proposta di legge. Romani si è augurato che ci sia "un passaggio parlamentare veloce. Se non dovesse essere possibile potremmo inserire alcune norme nel ddl per la concorrenza". Naturalmente Cerchiai ha puntato l'attenzione soprattutto sulla nascitura agenzia anti-frode: "Deve essere istituita per legge e l'urgenza è condivisa dal ministro e dal presidente dell'Isvap Giancarlo Giannini".
ANIA: "ASSURDO CHE CLASSE DI MERITO SIA EREDITARIA". Poi Cerchiai ha sposato la posizione di Giannini sul tema bonus-malus e ha chiesto di rivederne il funzionamento, poiché la legge Bersani "ha peggiorato le cose, perché ha diminuito l'onerosità per chi fa gli incidenti a svantaggio della collettività". Per l'Ania, in sostanza, andrebbe rivisitata la miglior tutela introdotta con il decreto Bersani in favore di chi ha causato sinistri, ma con un concorso di colpa inferiore al 50%. Inoltre, ha aggiunto il leader degli assicuratori, "l'Italia è l'unico Paese dove la classe di merito si conquista per diritto ereditario: mettere i figli nella classe di merito dei genitori è una cosa che dal punto di vista tecnico non ha nessuna base".
IL DOPPIO DEI SINISTRI RISPETTO ALLA FRANCIA. Giannini, dal canto suo, aveva stimolato le imprese assicuratrici a potenziare le reti di liquidazione degli incidenti, mentre il ministro Romani ha sottolineato ancora che in Italia ci sono 4,5 milioni di sinistri denunciati all'anno contro i 2,1 milioni francesi: "Una realtà specifica che dobbiamo cambiare". Le associazioni dei consumatori osservano interessate e intervengono per mettere i puntini sulle 'i'. "Ciò che avviene in Italia nel settore Rc Auto è una vergogna – afferma Carlo Rienzi del Codacons – non solo le tariffe sono sensibilmente più elevate rispetto al resto del mondo, ma addirittura nel corso di pochi anni hanno registrato aumenti astronomici, facendo segnare un +180% dal 1994 ad oggi. Invieremo il dossier sull'Rc Auto al ministro Romani, affinché si faccia un'idea dei rincari dell'ultimo periodo e invitiamo gli utenti a segnalare aumenti ingiustificati delle polizze".
"RIVEDERE TUTTA LA FILIERA". Invece, secondo Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, l'agenzia anti-frode non basta. Bisogna piuttosto "ragionare su tutta la filiera organizzativa delle compagnie di assicurazione – dichiarano – per eliminare inefficienze e speculazioni a partire dai rigonfiamenti dei costi che molti contenziosi legali determinano". Entrambe le sigle chiedono al ministro Romani di "ascoltare chi soffre principalmente di queste onerose tariffe" prima di dare retta a "chi lucra in questo settore".
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Rc Auto: il 2011 sarą l'anno zero di una nuova era?
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