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Ictus: i servizi e l'assistenza nel pubblico e nel privato

Sostegno economico, indennità, ausili domiciliari. Sono molte le forme di supporto a pazienti e familiari, ma è la terapia riabilitativa quello di cui gli ammalati hanno più bisogno.

» Patologie Redazione - 15/11/2010

L'approfondimento sui servizi erogati sia da strutture sia da personale privato, sulle forme di sostegno economico attivate e gli altri ausili completano il quadro degli attori e dei costi sociali che ruotano intorno al paziente colpito da ictus. Da esso emerge che quasi l'intera popolazione di ammalati che ne necessita usufruisce delle terapie riabilitative. É molto diffuso l'uso di ausili e i farmaci vengono dispensati gratis o dietro pagamento del ticket dal Servizio Sanitario Nazionale. 

Dopo la degenza ospedaliera e il ritorno a casa del paziente, il servizio di assistenza domiciliare serve circa un quarto della popolazione offrendo soprattutto prestazioni di carattere sanitario. Per le attività di cura della persona di natura più socio-assistenziale la risorsa esterna alla famiglia più impiegata è la badante. I costi vengono sostenuti principalmente dalla famiglia, mentre l'indennità di accompagnamento rappresenta la forma di sostegno economico pubblico più diffusa integrando la disponibilità familiare in un terzo dei casi. Dell'assistenza domiciliare usufruisce il 26,2% dei pazienti e tra i 3 casi su 4 (il 73,6%) nei quali le famiglie non usufruiscono di questo tipo di servizi emerge che:

- a non essere interessati al servizio è il 44,7% dei casi in cui l'assistenza domiciliare non viene ricevuta (ma il dato si riduce al 29,0% al Sud e nelle Isole, mentre al Nord Ovest raggiunge il 61,6%);

- nel 15,1% dei casi gli intervistati riferiscono difficoltà ad accedere e dunque ad ottenere il servizio (il dato supera il 20% nelle regioni centrali e meridionali e insulari), il 6,3% (che aumenta fino al 14,0% al Mezzogiorno) dichiara di averlo richiesto ma di non averlo ottenuto e il 5,1% indica che il servizio non è presente nella zona in cui vive;

- il 7,3% indica invece che il servizio si è rivelato inadeguato alle esigenze del paziente e il 3,0% che costava troppo;

- il 12,7%, infine, ha indicato di non conoscere il servizio, mentre a fornire altre ragioni per la mancata fruizione dell'assistenza domiciliare è il 13,0%:



Attraverso l'assistenza domiciliare di essa vengono erogati principalmente interventi e servizi sanitari, infermieristici e riabilitativi (il 73,6% degli interventi indicati è di questa tipologia) e, in misura molto più contenuta (pari all'11,0%) prestazioni dei servizi sociali dei Comuni (cura della persona, preparazione pasti, pulizie, sostegno psico-sociale). La formula integrata tra servizi di tipo sanitario e socio-assistenziale si riscontra invece nel 15,3% dei casi in cui la famiglia riceve un qualche genere di assistenza domiciliare:



A indicare di ricorrere invece alla badante, che rappresenta la più diffusa figura di supporto per le famiglie, è il 38,7% degli intervistati che, tranne nel 2,2% dei casi (che indicano che ne usufruivano anche prima della malattia), hanno scelto questa forma di aiuto per gestire i bisogni del paziente insorti dopo l'ictus Il ricorso alla badante è molto diverso tra le varie aree del Paese, e se al Nord Ovest il dato raggiunge il 43,6% al Sud e Isole si ferma al 28,8%. Lo stipendio medio che la badante percepisce è di €830,30 mensili. Va però notato che anche a proposito di questo valore medio si registrano scostamenti significativi a livello territoriale, delineando un ventaglio retributivo differenziato, per cui il dato al Nord Est raggiunge i €951,40 contro i €687,30 del Sud e Isole:



La spesa per la badante viene affrontata attingendo soprattutto alle risorse economiche della famiglia, in primis del malato e del coniuge (83,2% dei casi) e nel 21,3% dei casi ricorrendo anche al sostegno economico dei figli. Sul fronte dei sussidi previsti dalle politiche assistenziali, la misura più importante è l'indennità di accompagnamento che contribuisce ad integrare le risorse di un terzo delle famiglie (lo cita il 33,5% del campione). Gli altri interventi assistenziali hanno un ruolo marginale: pensione di inabilità (8,4%), assegno di invalidità (3,2%) e assegno di cura (5,2%):



Un servizio a cui si deve sottoporre molto spesso il paziente dopo la fase di cura in ospedale sono le terapie riabilitative. Di esse ha usufruito il 77,8% dei pazienti, nella quasi totalità dei casi (98,8% di chi vi si è sottoposto) si è trattato di riabilitazione per le conseguenze dirette dell'ictus. Le percentuali di chi non ne ha potuto usufruire per motivi quali costi, liste di attesa e assenza del servizio nella zona sono esigue (circa il 5% in tutto), mentre il 5,8% non ne ha usufruito per altre ragioni. Nel 12,3% dei casi i pazienti non ne hanno avuto invece bisogno:



Pressoché analoga è la quota di pazienti che utilizza ausili e presidi di qualche genere (il 77,6%). Quelli di cui si necessita più frequentemente sono legati a:

- problemi di incontinenza (i pannoloni sono indicati dal 65,5% dei rispondenti che hanno fatto riferimento all’utilizzo di ausili);

- limitazioni della mobilità (la sedia a rotelle 59,9%, bastoni o stampelle 27,4%, deambulatore o girello 20,9%, tripodi o quadripodi 19,8%);

- condizione di allettato o postura seduta (il materasso antidecubito è indicato dal 33,9% e il letto ortopedico dal 36,6%).

Meno diffusi risultano essere i montascale (circa 4,7%), i sollevatori sedie (7,4%) e sedili rialzati (circa 6,8%). Tranne che per il 7,4% dei casi, i pazienti usufruiscono dell’esenzione per i farmaci per l'ictus, che vengono rimborsati interamente dal Servizio Sanitario Nazionale (61,4%), oppure acquistati dietro pagamento del ticket (31,2%).




[Fonte: Ricerca Censis e A.L.I.Ce.]