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Aiazzone: ecco il piano di ristrutturazione targato Panmedia
Prosegue la nostra inchiesta - La svolta dopo l'incontro con i sindacati: la società torinese getta la maschera e chiede 350 esuberi che forse scenderanno a 250 e comunque si trasformeranno in Cigs. Dismessi 5 o 6 punti vendita. Fornitori in subbuglio
Titolo: Un momento della trasmissione 'Articolo 3', venerdì 5 novembre 2010Fonte: www.rai.tv
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Un piano di ristrutturazione con 350 esuberi che potrebbero ridursi a 250 se l'analisi interna in merito alle condizioni dell'azienda Aiazzone-Emmelunga fornirà risultanze meno negative del previsto. La chiusura degli uffici di Barberino di Mugello, di Roma e forse della vecchia sede torinese di Renato Semeraro. La dismissione di cinque o sei punti vendita su oltre 40 (il sacrificio maggiore riguarderà l'oggettistica). Il ridimensionamento degli asset logistici interni e una rivalutazione dei contratti con le società esterne (come Renus o Gondrand).
L'AZIONE DI RILANCIO. Ecco i punti salienti del progetto di rilancio che Panmedia ha presentato ai sindacati venerdì scorso a Bologna. Come ventilato, durante l'incontro l'amministratore unico Giuseppe Gallo ha gettato la maschera: "Se andiamo avanti così, non arriviamo a dicembre". La piccola Spa piemontese si è portata dietro Confindustria Torino per dare un crisma di ufficialità al tavolo e di credibilità alla proposta. Non ha fornito cifre precise sull'investimento che ha intenzione di realizzare, ma ha promesso una rinascita che dovrebbe passare attraverso un adeguamento infrastrutturale (a partire dal sistema informatico) e un'azione di sviluppo del prodotto, della pubblicità e del marketing. Senza dimenticare la formazione. Con l'obiettivo finale di trasformare Aiazzone in un'impresa solida nel giro di due anni.
GLI UFFICI TUTTI A TORINO. Panmedia non ha fatto menzione di nuovi partner di fronte alle Rsa di tutta Italia, ma ha mantenuto il riserbo anche sul nome rivelato da Nannimagazine.it: ossia quello di Giovanni Semeraro (Gruppo Semeraro Mobili) che però è ormai della partita a tutti gli effetti. La riorganizzazione pensata da Gallo ricolloca le mansioni d'ufficio (amministrazione, marketing, customer care...) in capo alla struttura torinese di Panmedia. Non è ancora chiaro, invece, quali punti vendita saranno dismessi, perché si attendono proprio gli esiti dello studio interno che dovrebbe essere chiuso già domani o dopodomani.
IL RUOLO DI GIOVANNI SEMERARO. La cessione degli store potrebbe configurarsi come un subaffitto (magari in favore dello stesso Giovanni Semeraro che avrebbe già effettuato dei sopralluoghi) o sotto forma di una vendita che però farebbe capo alla proprietà originaria (B&S-Holding dell'Arredo) con benefici anche per Panmedia. In ogni caso, le cessioni servono a fare cassa: la Spa torinese ha preso in gestione il ramo d'azienda ad agosto e il debito ereditato o accumulato sui vari fronti in questi tre mesi potrebbe già aggirarsi intorno ai 12-14milioni di euro. La sabbia scorre nella clessidra e "qui a Barberino siamo a una media di 80mila euro di rimborsi a settimana – rivela una fonte anonima – Tra l'altro, spesso dobbiamo chiedere l'ok a Giovanni Borsano, quello della vecchia gestione".
LA CASSA INTEGRAZIONE. Cosa hanno risposto i sindacati di fronte alla prospettiva dei 350 esuberi? Naturalmente, le sigle dei lavoratori hanno chiesto un ampio paracadute e pare che si possa giungere all'accordo su una cassa integrazione straordinaria di 12 mesi (più altri 12) con l'ipotesi di un'ulteriore mobilità volontaria da concertare in sede governativa. I sindacati hanno anche messo sul tavolo la disponibilità a evitare nel frattempo scioperi e turbolenze. Il prossimo appuntamento è fissato al 16 novembre e stavolta a Torino, presso la sede di Panmedia.
"SIAMO MORTI CHE CAMMINANO". Intanto, nella gran parte dei punti vendita si aspetta ancora lo stipendio di settembre. Ed entro il 15 novembre dovrebbe essere pagato quello di ottobre. "Qui c'è gente con 30 euro in tasca che è ormai disperata. Non credo che Gallo rispetterà i tempi", dice qualche dipendente. A Barberino, invece, già sapevano che la loro fine era segnata: "Ci sentiamo morti che camminano. Speriamo almeno di non andare in cassa integrazione troppo tardi. Purtroppo saremo tra gli ultimi".
LE 'IMPRECISIONI' DI GALLO. Nel frattempo arriva un'ulteriore smentita sulle cifre e le promesse declamate da Gallo alla trasmissione Rai 'ArticoloTre' di venerdì 5 novembre. Il manager 59enne originario di Lavello aveva detto davanti alle telecamere: "Consegniamo tutto entro il 2010, abbiamo già coperto il 70% e con i fornitori è tutto a posto". In realtà le evasioni degli ordini realizzate sono forse a un terzo del totale e – come già scritto da Nannimagazine.it – molti fornitori hanno rinviato gli scarichi a gennaio-febbraio 2011. Inoltre Gallo, quello stesso giorno, aveva già parlato non del 70 ma del 60% di fronte ai sindacati.
FORNITORI IN SUBBUGLIO. Guardando al futuro, Aiazzone ed Emmelunga dovrebbero dunque veder ridotto il personale a circa 450 unità. Gallo ha promesso una rigenerazione degli spazi espositivi con la fornitura di sette-otto cucine per ogni punto vendita e un camion al giorno di divani per ciascuno degli store. In più, Panmedia ha rinunciato al factotum Luigi Vadalà che era già stato protagonista della sciagurata esperienza B&S. Purtuttavia, la gran parte dei fornitori non ha notato un salto di qualità nel passaggio tra la vecchia e la nuova gestione. I soldi si vedono con il contagocce e i mobilieri attendono con pessimismo le procedure di concordato preventivo attivate dalle locatrici B&S e Holding dell'Arredo.
"RENATO SEMERARO CI HA PROPOSTO UNA TRANSAZIONE AL 20%". Uno dei fornitori, che chiede l'anonimato, ammette di aver ricevuto qualcosa da Panmedia su un credito totale di quasi 1milione di euro. E dà notizia di una proposta giunta da Renato Semeraro, una mediazione al 20% che non soddisfa per nulla l'imprenditore: "Preferiamo puntare sul fallimento". Un'altra azienda invece ribatte: "Io non ho ricevuto nulla nemmeno da Panmedia e non ho segnali dai vecchi gestori". Un terzo mobiliere conferma: "Sono esposto con loro per qualche centinaio di migliaia di euro. Nessuna notizia da B&S e nemmeno da Holding dell'Arredo". Poi allude con tono pessimista: "Qui, ahimè, la situazione è molto chiara".
"A PANMEDIA RENATO SEMERARO COME A CASA SUA". Dall'amministrazione di un quarto fornitore danno maggiori ragguagli: "Tra B&S e Holding dell'Arredo abbiamo accumulato circa 370mila euro di crediti. Nemmeno a noi è arrivata alcuna comunicazione ufficiale. Certo che una transazione al 20% sarebbe alquanto ridicola. E pensare che quel mitomane di Renato Semeraro prometteva tempo fa il 70-80% e ci diceva di stare tranquilli. Purtroppo sappiamo chi è: eravamo caduti nella trappola già anni fa con un'altra sua società". Il manager poi racconta: "Panmedia ci convocò a Torino e ricordo che in quegli uffici Renato Semeraro si muoveva con grande disinvoltura e familiarità. Con lui c'era pure un certo Toni Casta, uno che si occupava per suo conto dei rapporti con i fornitori". "Ora abbiamo rifiutato ogni relazione con Panmedia – aggiunge – D'altronde sappiamo chi sono questi e come lavorano. Avevamo previsto ogni cosa: prendono i soldi e fanno in modo che formalmente sia tutto a posto. Cercano di essere inattaccabili sul piano legale e noi abbiamo anche notato le forti coperture che avevano sul fronte bancario. Ogni volta che chiamavamo Unicredit alla scadenza delle cambiali, si alzava un cordone protettivo nei loro confronti. Era evidente già al telefono".
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Sono la neosindacalista di altro settore che ha messo in dubbio l' operato dei sindacati in questa vicenda. Ringrazio chi ha risposto al mio quesito e sono felice che loro si siano sentiti seguiti e tutelati (e quindi di essere stata io in errore!). Come avevate presupposto non sono una dipendente Aiazzone . Conosco le vicende di questa azienda da giugno di quest'anno dove lo store al quale mi riferisco aveva da poco riaperto sotto la sigla Aiazzone (prima era Emmelunga) venendo affittato poco dopo a Panmedia (e di cui conosco i dipendenti neo assunti o passati dalla vecchia Emmelunga ad Aiazzone). Purtroppo i dipendenti di questo store non hanno ricevuto dai sindacati locali alcuna delle informazioni che voi avete scritto (tant'e che io stessa ho provato a scrivere una e mail alla Filcams di Roma per avere notizie da fornire loro alla quale però, ad oggi, non è seguita alcuna risposta).Se possibile, quindi, vi chiedo di poter continuare a scrivere su nannimagazine gli sviluppi delle trattative (e quindi anche gli esiti dell' incontro del 16 novembre) di modo che anche i dipendenti iscritti che non hanno la fortuna di avere dei rappresentanti diligenti come i vostri (o anche i non iscritti) possano riacquistare un po' della fiducia che voi avete conquistato. So bene che l' iscrizione è importante perchè è solo grazie a quella che il sindacato trova i fondi per fare tutte le sue attivià quindi non vi chiedo certamente di dare a chi non apprezza o sostiene il vostro lavoro informazioni dettagliate ma anche solo degli aggiornamenti molto generici sarebbero secondo me molto utili (così magari altri, convinti dell' importanza del lavoro che state facendo, forse sarebbero indotti ad iscirversi anche loro.) Ribadisco che quanto da me in precedenza affermato era dovuto ad assoluta mancanza d' informazione sindacale locale sulla situazione ed impossibilità di reperire tali elementi anche da altre sedi: non voleva assolutamente essere una critica ai dipendenti ed il fatto che si siano sentiti assistiti non può farmi altro che piacere (poichè si trovano in una situazione molto delicata e quando ci si sente soli è tutto più difficile). Non posso quindi che dirvi di continuare così e scusarmi se avete preso il mio appunto come un' accusa nei vostri confronti (poichè voleva essere tutt'altro: credevo che voi vi sentiste abbandonati come i dipendenti che io conosco). In bocca al lupo e continuate a lottare per i vostri diritti.
Sono un cliente che ha appena ricevuto la merce e voglio raccontarvi, nella maniera più asettica possibile, i fatti accaduti a me. Ho ordinato una camera presso il pdv di Albenga (SV) il 10/05/2010, del costo complessivo di ?2558 e ho versato un acconto di ?840. Alla fine di Luglio sono stato avvisato che, per in qualche modo venirmi incontro ad eventuali disagi, sarebbe stata disponibile la rete ed il materasso. Ho rifiutato rimandando alla consegna complessiva della merce. Ai primi di Settembre sono stato contattato da Panmedia dicendomi che la merce sarebbe arrivata a fine mese. Ai primi di Ottobre sono stato ricontattato da Panmedia dicendomi che la consegna sarebbe stata ritardata di un mese. Ai primi di Novembre, da uno dei magazzini mi hanno informato che avevano a disposizione tutto eccetto l'armadio con il saldo parziale di questa parte me l'avrebbero consegnato. Sono andato al pdv è ho versato ?1182. Nel giro di una settimana, tempo di accordarci per la consegna, mi richiamano dal magazzino dicendomi che era presente anche l'armadio, quindi con la stessa prassi avrebbero aggiunto l'armadio nella consegna. Sono andato al pdv e ho saldato il tutto con ?566. Oggi (12/11/2010) gli installatori mi hanno montato la camera completa e per quello gli ho dato ?207 come pattuito. Questo è quanto è successo a me, ed è finita bene, però alla luce della situazione di Aiazzone prima che ci tornerò (e non è scontato) passerà molto tempo. Dal mio personale punto di vista, Aiazzone (soprattutto a partire dai vertici) deve riacquistare la fiducia dei consumatori...e data la sua situazione la strada è ancora molta e tutta in salita! Complimenti a questo magazine per quando fatto su questa vicenda (l'ho scoperto per questo), l'informazione è essenziale, sempre.
MA COME FANNO A METTERE 350 PERSONE IN CASSA INTEGRAZIONE?? se hanno un esubero di personale rispetto alle entrate non dovrebbero licenziare per primi i COLLABORATORI A PARTITA IVA??? Per tutti coloro che hanno chiesto un finanziamento e i mobili continuano ad essere fantasma c'è una direttiva Europea che tutela il consumatore. Quindi nel caso in cui la parte venditrice è gravemente inadempiente, e Aiazzone lo è, possono bloccare tutto. Informatevi. Tuttavia, il d.lgs. 141/2010 ha introdotto del Testo unico bancario uno strumento di tutela per il consumatore, ovvero la possibilità di ottenere l'"annullamento" del contratto di finanziamento quando il venditore del bene o servizio del contratto di acquisto collegato si rende gravemente inadempiente e la sua inadempienza continua anche dopo sollecito formale (messa in mora). L'inadempimento grave e' genericamente disciplinato dal codice civile (art.1455), e si può identificare, tipicamente, con la mancata o incompleta consegna del bene (o resa del servizio). Contattate l'ADUC.
buongiorno i sindacati lo sanno che il sig. Semeraro ha autorizzato il pagamento delle fatture di settembre solo ai collaboratori a partita iva perche'a suo dire sono gli unici che vendono?Invece secondo noi hanno pagato i p.iva perche' sono quelli che vendono le merci che non si sa se arriveranno fregandosene dei clienti che magari si sacrificano a pagare un finanziamento per merci che forse(dico forse)non riceveranno mai? Ai sindacati dico di attenzionare queste discriminazioni fra addetti vendita assunti e non grazie
Anch?io vittima di Aiazzone: il 16 agosto?10 ho ordinato tavolo e 6 sedie presso il NUOVO Store di BOLZANO. Sono dovuta ritornarci il giorno dopo, (con molto disagio, abitandoci lontano) perchè mi sono accorta che avevano ordinato un tavolo SBAGLIATO e al telefono non mi davano retta? anche di persona ho dovuto insistere molto per rifare l?ordine con il tavolo che avevo scelto. Vista la poca serietà che stanno dimostrando di giorno in giorno, penso proprio che avessero fatto apposta, perchè FORSE era il solo tavolo che avrebbero potuto consegnare!! La consegna era prevista ENTRO il 17 ottobre, ma naturalmente, AD OGGI, nessuna traccia, né comunicazione, né risposte esaustive, ma SOLO un rimandare continuo!! Proprio ieri ho contattato il fornitore del tavolo per sapere se avevano raggiunto un accordo con Aiazzone e quindi fossero prossimi a consegnare la merce? dopo vari controlli, il fornitore mi ha confermato che dal 16.08.?10, NON HANNO NEMMENO RICEVUTO IL NOSTRO ORDINE!!!!! MA CHE RAZZA DI LADRI DI ACCONTI E FINANZIAMENTI SONO AD AIAZZONE ???? Non so come ne uscirò, ma una cosa così indecente per i consumatori non si è mai sentita! Non avrei MAI comprato NULLA da Aiazzone se l?avessi saputo!! Bisogna passare parola il più possibile e non fare acquistare più neanche una lampadina da loro! Che chiudano tutti immediatamente, non si può continuare a RUBARE così IMPUNEMENTE!!!
Questo commento è indirizzato all'utente che in un precedente commento critica l'operato de sindacati; da dipendente di Aiazzone/Emmelunga (uno dei quasi 800 in organico) dico che questa persona si sbaglia di grosso; quanto lui dice circa il lavoro che dovrebbero svolgere i sindacati è esattamente quello che è stato compiuto da loro nella vicenda in questione; probabilmente non avendolo vissuto in prima persona non sa che la vicenda ha avuto inizio più di un anno fa e si è sviluppato con diverse iniziative di ogni genere dapprima solo di carattere territoriale volti alla tutela dei diritti del personale e poi solo successivamente visto l'aggravarsi della crisi societaria e comunque grazie al nascere di diversi focolai in vari store ed uffici ed alle varie manifestazioni compiute nei vari territori ha avuto una valenza ben più grossa che ha portato alla proclamazione dello stato di agitazione su tutto il territorio nazionale per la tutela questa volta nientemeno che del posto di lavoro. In mezzo ci sono mesi di dura mediazione lotta e sacrificio.La richiesta della cassa è il risultato di tutto questo lavoro sin qui svolto e di fronte ad un serio rischio di chiusura definitiva dell'azienda quantomeno pone sia i suoi dipendenti che l'azienda stessa in una posizione completamente diversa ed è l'unica strada percorribile. Il dar modo all'imprenditore che ha preso con i capelli in fitto i rami d'azienda di effettuare un piano serio di rilancio salvando il maggior numero di posti di lavoro ridando un futuro e gli stessi paracadute della durata di 12 mesi + 12 di pororoga sono un'opportunità non data a tutti nel settore dei mobili; chi andrà in cassa non vedrà sparire la speranza di un reintegro o della mobilità e quantomeno avrà il tempo necessario per trovarsi un altro lavoro; morti lo eravamo sinora; se tutto questo andrà in porto saremmo dei malati con buone probabilità di uscire dal coma
complimenti a nannimagazine per la importante inchiesta che sta portando avanti con professionalità di altri tempi e praticamente con informazioni in tempo reale. purtroppo è l'unica fonte in Italia su questo scandalo dalle proporzioni enormi e con gravi conseguenze sociali. soprattutto mi meraviglia la mancanza di un intervento giudiziario nonstante le numerose incongruenze della vicenda.è davvero strano che alla fine della corsa sia subentrata nella gestione una società che si occupa di pubblicità (che è infatti impegnata a promuovere a tempo pieno il marchio aiazzone contro ogni pudore) e che con il pretesto dello strumento giuridico dell'affitto di azienda tenta di evitare le conseguenze patrimoniali negative della precedente gestione. mi chiedo se il giochetto si ripeterà a breve a mezzo di altra azienda affittuaria
Il mio commento è rivolto a colui che si firma neosindacalista di altro settore; sono uno dei circa 800 dipendenti di Aiazzone/Emmelunga oltre che dei tanti iscritti ad uno dei tre sindacati del settore commercio; premetto che reputo importante ed interessante l'inchiesta che NanniMagazine sta portando avanti sull'argomento e sono uno dei suoi più assidui lettori e ringrazio il Giornalista SpinnatoVega per la grossa mano che sta dando a tutti;Detto questo volevo anche aggiungere che colui che ha commentato l'articolo (il sindacalista) ha purtroppo detto diverse imprecisioni probabilmente perché non essendo un dipendente non può conoscere tutte le problematiche interne e tutti i fatti che si sono susseguiti, ma solo quelli di cui magari ha trovato traccia. Allora per fare chiarezza bisogna partire da lontano; Infatti quello che lui dice riguardo a ciò che dovrebbe fare il sindacato è tutto vero ed è esattamente quello che è stato fatto;Il tutto ha inizio più di un anno fa subito dopo il rilevamento della società Emmelunga da parte dei personaggi attualmente indagati (I borsano Giovanni e Giamauro, i Semeraro Lorenzo e Renato, il Palenzona fratello dell'attuale vicepresidente di Unicredit); poiché in ambiente si conoscevano già questi personaggi e quello che combinavano e se il buongiorno si vede dal mattino, noi dipendenti ci siamo immediatamente rivolti ai sindacati per chiedere tutela e non oggi come lui crede. Da allora è stato un susseguirsi di iniziative, dapprima solo di carattere territoriale e locale poi finalmente anche di carattere nazionale che hanno coinvolto anche istituzioni, media associazioni di commercio ecc.ecc.ecc..Insomma nessuno è mai stato con le mani in mano tutti ( sindacati e dipendenti ) abbiamo da sempre sposato e dato un contributo alla nostra causa che era volta a tutelare in un primo momento i nostri diritti contro il maldestro tentativo di questi personaggi di calpestarli poi con il passare dei mesi e l'aggravarsi della situazione societaria, quello di salvaguardare il nostro posto di lavoro; Il lasciarci 3 mesi di seguito senza stipendi e tutti i ritardi nei pagamenti delle varie mensilità che ci sono stati in tutti questi mesi fino ad oggi non è servito a costoro a darci sconforto, certo in molti hanno abbandonato la nave ma per la maggior parte di noi è stato anzi motivo in più ad organizzarsi meglio ed ad essere invogliati a fare e dare ancora di più di quanto era già stato fatto; varie e di ogni genere sono state le iniziative messe in piedi da noi e dai sindacati alcune conosciute ed altre non e tutte hanno ottenuto successo al di la di ogni aspettativa;certo talvolta ha comportato qualche sacrificio anche ingoiare qualche boccone amaro ma i risultati sono stati comunque soddisfacenti;Inizialmente l'azienda non ci dava credito, poi di fronte a tutte le iniziative inscenate (i focolai erano tanti nonostante fossero locali e facevano l'assicuro molto male da ogni parte) ha dovuto necessariamente incontrare i sindacati questa volta organizzatesi a livello nazionale quando lo stato di agitazione era stato proclamato oramai su tutto il territorio e non solo come prima per i singoli store o sedi amministrative e tanto tante sottovalutate; Da questo momento pur contrastate dall'azienda in ogni modo tutte le iniziative hanno avuto maggiore risalto e visibilità; C'è stato persino il tentativo dell'Azienda di allontanare e licenziare un delegato sindacale che aveva parlato a dei giornalisti in una conferenza stampa tenutasi in sala comunale a Modena, sospeso per dare una lezione all'ambiente ma poi reintegrato per costrizione dall'azienda stessa grazie all'intervento dei sindacati che già allora sul piede di guerra erano pronti a farci intensificare le iniziative e le mobilitazioni se non lo avessero fatto. Questo per dirne alcune poi Potrei stare ore ed ore a raccontane tante altre. Non è vero dunque che è stato fatto troppo poco dai sindacati, così come non è vero che i sindacati si siano informati poco sul conto di queste persone; non sapete quanto siamo organizzati noi iscritti e quanto lo siano con noi i sindacati; pur essendo più di una la sigla sindacale interna non esistono dissidi tra iscritti ai diversi sindacati ed anzi ogni informazione viene scambiata e fornita a tutti; si può dire che le stesse indagini della magistratura siano comunque frutto in parte anche del lavoro fatto con l'aver sensibilizzato l'opinione pubblica e destato sospetti su ciò che stava accedendo per le 5 società capofila del gruppo.Non è vero neanche che la richiesta della cassa integrazione sia stata compiuta dai sindacati senza interpellare gli iscritti; Ci sono state delle riunioni tra segretari sindacali e delegati l'ultima della quale a Bologna l'11 ottobre durante la quale sono state illustrate le strategie che sarebbero state messe in pratica tra cui la richiesta di CiG all'azienda e l'incontro con il Ministero dello Sviluppo Economico che finalmente dopo più di un anno di posto vacante è stato dotato di un capo con l'elezione del Ministro; Vista la situazione attuale societaria ma anche quella di una crisi economica mondiale il riuscire ad ottenere quantomeno degli ammortizzatori che facciano da paracadute almeno per 2 anni (12+12 mesi) in un settore quello del commercio dove quasi mai si sono avute iniziative del genere costituisce davvero un grande risultato.Certo è solo un piccolo passo e costituisce solo una buona base di partenza; se tutto ciò dovesse andare in porto non può che essere positivo per noi dipendenti rispetto ad una chiusura ed alla perdita definitiva del posto di lavoro, anche per coloro che andranno in cassa ai quali è data facoltà a circa il 30% di andare in mobilità con la possibilità di essere poi reintegrati oppure traghettati verso un altro posto di lavoro; in ogni caso per tutti gli altri in CIG ci sarà la possibilità di non restare del tutto senza reddito in modo improvvviso e di aver il tempo necessario di trovare un nuovo lavoro. Se pensiamo come eravamo messi 3 mesi fa...... non tutti i mali vengono per nuocere; uno spiraglio durante una tempesta......Aspettiamo la riunione del 16 novembre e quella con il ministero del 25 prima di dare sentenze azzardate.
A mio avviso , se non si cambia NOME al marchio Aiazzone, possiamo fare tutte le ristrutturazioni che vogliamo, ma la gente NON entrerà più a comprare, anche perchè , dopo aver visto il Sig. Gallo su "Articolo3" , mi viene da esclamare: "poveri noi - non è ne arte ne parte, non sa cosa dice e non è neanche convincente su quello che dice e soprattutto non infonde ne sicurezza ne certezza ma tanto più professionalità e competenza nel settore"!!! Poveri noi , e poveri i Ns soldi che mai più prenderemo!!
Dunque la conferma....c'era già prima l' idea di subaffittare al Semeraro "buono"...prima ancora, addirittura, di affitare a Panmedia pare (visto che il subaffitto Semeraro "buono " lo deve gestire direttamente con B@S). Quindi riformulo il mio dubbio più grande: visto che Semeraro "buono" è pratico di Off Shore, il fine di tutta questa sceneggiata (cancellazione anticipata delle società dalla camera di commercio, contatti con Semeraro buono, affitto a Panmedia, richiesta di concordato preventivo) è stata fatta solo per portare più capitali possibili all' estero??? E su questo piano di ristrutturazione che ne pensano lo stato e la finanza (che a settembre ha avviato le indagili)??? Grazie ancora a Nannimagazine che con la sua indagine e informazione stà tutelando i lavoratori e i consumatori a mio vedere più del sindacato (e chi scirve è una neo sindacalista di altro settore produttivo ...)A proposito...i sindacati danno la disponibilità di non ricorrere agli scioperi...in cambio di cosa (visto che finora l' azienda ha messo in atto solo condotte palesemente antisinacali e ha chiamato il sindacato solo quando non ne poteva fare a meno )??? Fa promesse senza consulatare prima gli iscritti??? la cassa integrazione e la dichiarazione che cercheranno in qualche modo di pagare gli stipendi è per loro già un grande traguardo??? Da neofita pensavo che l' attività sindacale fosse molto più simile a quello che stà facendo Nannimagazine...raccogliere informazioni preziose da barattare con la controparte, sollecitare istituzioni e controlli, non attendere la disfatta di caporetto per barattere i morti a spese dello Stato (e quindi, in ultimo, dei cittadini...)
Francamente ho forti dubbi sulla possibilità che Panmedia effettui, dopo 4 mesi di gestione e ulteriori debiti accumulati, quegli investimenti che avrebbe dovuto prevedere già nel momento in cui subentrava nella gestione. Non so quanto si possa ricavare dal subaffitto di 5/6 punti vendita al Semeraro buono, certo non somme che consentano di rimettere su binari affidabili la società. Per quanto si evince, Panmedia non aveva e non ha le risorse indispensabili per tornare ad operare correttamente sul mercato. Se non arriva un salvatore, che al momento non si intravede, prevedo solo un ulteriore spostamento in avanti, di un paio di mesi, di questa catena di sant'antonio, con conseguente aumento delle vittime predestinate, che, a questo punto, saranno solo i consumatori, visto che banche e fornitori, ormai avvertiti, si guarderanno bene dall'allargare i cordoni della borsa. Vedi Parmalat e poi muori. A la prochaine!