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Ictus: il 44% degli italiani non sa cos'è. Ogni anno 200mila nuovi casi.

I dati dal Censis e A.L.I.Ce.: per molti è patologia quasi sconosciuta, mentre il 77,0% 'pensa' di sapere cos'è. Solo il 55,8% lo identifica correttamente come una malattia del cervello. Tra le persone colpite in aumento quelle sotto i 45 anni.

» Patologie Redazione - 16/11/2010

Conoscere e riconoscere l'ictus. Il 77,0% degli italiani pensa di sapere cos'è e di darne una definizione, ma tra loro è solo il 55,8% ad identificarlo correttamente come una malattia del cervello, mentre il 14,2% ritiene che sia un tipo di infarto cardiaco, e l'11,6% lo considera una malattia del sangue. 

I sintomi specifici dell’ictus vengono identificati con maggior precisione, ed è infatti il 68,7% a indicare l'improvvisa paralisi di un lato del corpo come uno di essi, mentre il 58,8% fa riferimento all'improvvisa difficoltà a parlare o a comprendere quello che ci viene detto, ma solo l'11,0% riconosce nel problema di vista o cecità improvvisa un sintomo dell'ictus. É il dato principale emerso dall'indagine "I costi sociali e i bisogni assistenziali dei malati di ictus cerebrale" dell'Associazione per la Lotta all'Ictus Cerebrale (A.L.I.Ce), in collaborazione con il Censis e l'università di Firenze, presentata in occasione della Giornata mondiale contro l'ictus, il 29 ottobre scorso.

Il 77,0% degli italiani, dunque, dichiara di saper dare una definizione della malattia, e sono i rispondenti con livelli di istruzione più alti a indicare questa risposta con maggior frequenza, il dato passa infatti dal 69,9% dei rispondenti senza alcun titolo di studio o con licenza elementare all'83,7% di quelli con la laurea o in possesso di un titolo superiore:



Tra quanti dichiarano di non saper dare una definizione dell'ictus (23,0% del campione), la ragione principale che viene addotta è la confusione con altre patologie (68,3%, che raggiunge il 72,6% tra gli over65), quindi pur avendone sentito parlare, non si è giunti a un'elaborazione sufficiente delle informazione acquisite. Il 26,1% cita il disinteresse in materia di salute, che risulta invece più marcato tra i più giovani (29,5%). Circa il 6%, invece, indica non averne mai sentito parlare:

La convinzione di essere in grado di spiegare la malattia si rivela alla prova dei fatti in parte fallace: solo nel 55,8% dei casi l'ictus viene propriamente definito come una malattia del cervello, il 14,2% ritiene che si tratti di una tipologia di infarto cardiaco e l'11,6% pensa che sia una malattia del sangue, lasciandosi probabilmente trarre in errore da informazioni frammentarie sulle cause e le dinamiche dell'ictus.

Una quota, seppure marginale comunque significativa e pari al 4,3% lo classifica come malattia degenerativa al pari dell'Alzheimer o del morbo di Parkinson, mentre un altro 14,2% dichiara che esso sia altro rispetto alle opzioni date. Il livello di istruzione non gioca un ruolo discriminante nella capacità degli intervistati di identificare la malattia, visto che le percentuali di risposta analizzate per titolo di studio non variano in modo significativo, mentre l’età dei rispondenti sembra pesare in modo più vistoso, soprattutto sulla distribuzione delle risposte sbagliate: tra chi infatti non ha individuato correttamente in una malattia del cervello la definizione giusta di ictus, i rispondenti più anziani tendono a definirlo una malattia del sangue (15,0%), mentre tra i più giovani raggiunge quasi il 10% la quota di rispondenti che considera l'ictus una malattia cronico degenerativa tipica della terza età, simile ad Alzheimer o Parkinson:

Considerando dunque il totale del campione, solo il 43,0% di esso (ossia il 55,8% del 77,0%, dunque quei rispondenti che hanno indicato di sapere cosa sia l'ictus e che lo hanno identificato come una malattia del cervello) ha dimostrato di sapere effettivamente cos'è l’ictus, definendolo correttamente, e né il livello di istruzione, né l'età, influenzano in modo significativo il dato, che rimane sostanzialmente simile presso tutte le componenti del campione. La conoscenza delle caratteristiche basilari di una patologia tanto frequente quanto grave rimane dunque ancora sensibilmente deficitaria all'interno del corpo sociale, nonostante la crescente diffusione dell'informazione medica e sanitaria.

DOCUMENTI
- Sintesi dell'indagine sui costi sociali dell'Ictus
- Schede informative
- Vademecum sui sintomi

LINK
-
Associazione per la Lotta all'Ictus Cerebrale (A.L.I.Ce)
- Censis

[Fonte: Ricerca Censis e A.L.I.Ce.]