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Semi di porcellana per il riscatto della Cina

Alla Tate Modern di Londra l'incredibile opera di Ai Weiwei realizzata da artigiani della città di Jingdezhen: una riflessione sulla Rivoluzione Culturale, sul 'Made in China' e sull'identità personale.

» Cronaca Arte Francesco Amorosino - 25/10/2010

È stato davvero fortunato chi nei giorni scorsi ha potuto visitare la Tate Modern Gallery di Londra e fare esperienza di una delle opere d'arte contemporanee più interessanti degli ultimi tempi. Si tratta di 'Sunflower Seeds' del cinese Ai Weiwei, lavoro inserito nella serie di commissioni che il magnifico museo inglese ospita ogni anno, grazie al contributo della multinazionale Unilever.

La Turbine Hall, l'immensa sala a piano terra dell'ex centrale termoelettrica, riconvertita dal celebre studio di architetti svizzero Herzog & de Meuron, è stata ricoperta da una marea di semi di girasole. Soltanto toccandoli, però, ci si rende conto che non sono di origine vegetale, ma delle abili copie in porcellana realizzate da artigiani cinesi. Ogni pezzo dell'opera è diverso dall'altro e l'intenzione era quella di permettere ai visitatori di camminarci in mezzo, giocarci e scoprire le differenze.

Purtroppo il divertimento è durato solo due giorni, perché la direzione della Tate ha deciso di bloccare l'accesso all'opera: l'interazione con la gente causava l'alzarsi di una nube di polvere potenzialmente dannosa per la salute. A questo effetto collaterale imprevisto si aggiunge la paura che l'alto numero di visitatori, 14mila solo il primo giorno, danneggi talmente tanto il lavoro di Weiwei da rovinarlo del tutto prima della chiusura, prevista per il 2 maggio 2011. 

Anche vedendola da lontano, però, l'opera ha un valore importante per i significati che nasconde e per la storia speciale della sua creazione. I 100 milioni di oggetti sono stati realizzati a mano in porcellana cinese, uno dei più costosi beni esportati dal gigante asiatico, dagli artigiani della città di Jingdezhen, famosa proprio per la produzione di ceramiche imperiali. Ogni seme è stato modellato, cotto a 1300 gradi, dipinto a mano e poi cotto nuovamente a 800 gradi. Il peso complessivo è di oltre 150 tonnellate e l'opera ricopre del tutto i 1000 metri quadrati della Turbine Hall. Il valore sociale sta anche nell'aver investito, pagando il giusto prezzo, in un settore della tradizione cinese attualmente in crisi, dando lavoro per due anni alla città cinese.

 L'opera, inoltre, non ricerca solo la bellezza estetica, ma ha anche un significato storico e culturale. I semi di girasole, uno snack molto comune in Cina, sono da associarsi alla Rivoluzione Culturale, avvenuta tra il 1966 e il 1976, quando la propaganda dipingeva Mao come il sole e la gente come i girasoli, sempre rivolti verso il loro leader. A quei tempi, secondo Ai Weiwei, condividere i semi di girasole era un gesto di compassione contro la povertà dilagante e rinsaldava l'amicizia contro la repressione e l'incertezza per il futuro. Altro significato è la riflessione sul 'Made in China' che non significa sempre 'tarocco', ma è anche produzione di oggetti che derivano da tradizioni antichissime. 

La marea di semi vuole far riflettere sull'essere un individuo con la propria personalità in una società sempre più vasta. Secondo Ai Weiwei "Gli individui devono essere un esempio per la società. Ogni azione e comportamento dimostra al mondo chi si è e, allo stesso tempo, in quale tipo di società si desidera vivere". Peccato si sia persa la dimensione tattile dell'opera, elemento centrale, provocando il dispiacere dell'artista, comunque d'accordo con il divieto d'accesso, e la delusione di tutti i visitatori accorsi alla Tate. Nella speranza che la galleria torni sulla sua decisione e trovi altre modalità d'accesso, non resta che riflettere sulle tante peculiarità di questi semi di girasole. Bella da vedersi, interattiva, dal profondo significato e fonte di cambiamento sociale. Cosa si può chiedere di più ad un'opera d'arte? 


INFORMAZIONI:
Titolo:
The Unilever Series: Ai Weiwei. Sunflower Seeds
Quando: dall'11 ottobre 2010 al 2 maggio 2011
Dove: Tate Modern Gallery, Bankside London SE1 9TG
Orari: dalla domenica la giovedì dalle 10 alle 18, il venerdì e il sabato dalle 10 alle 22, chiusa il 24,25 e 26 dicembre.
Ingresso: gratuito tranne che per le mostre a pagamento
E-mail: visiting.modern@tate.org.uk
Web: Tate Modern Gallery