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Mario Vargas Llosa: quel Nobel allo "schiavo volontario" della letteratura

Lo scrittore 75enne, è considerato uno dei giganti della letteratura latino americana insieme al colombiano Gabriel Garcia Marquez. "Erano anni - ha commentato - che il mio nome non veniva neanche menzionato".

» Libri: Protagonisti Redazione - 07/10/2010
Fonte: Immagine dal web

"Ho pensato che fosse uno scherzo che mi stava facendo qualche amico": queste le prime parole pronunciate a caldo dallo scrittore peruviano Mario Vargas Llosa, alla notizia che proprio lui, il cui "nome non veniva menzionato da tempo" nella rosa dei candidati aveva vinto il premio Nobel per la letteratura 2010.

"Non ho capito bene di cosa si trattasse" ha commentato lo scrittore dalla sua casa newyorkese, spiegando che quando la moglie gli ha passato la cornetta "era il segretario generale dell'Accademia di Svezia". "Non mi aspettavo una cosa del genere - ha continuato - erano molti anni che il mio nome non era neancha menzionato. É stata una totale sorpresa, una sorpresa senza dubbio piacevole".

Nato ad Arequipa (Perù) il 28 marzo 1936, considerato uno dei giganti della letteratura latino americana insieme al colombiano Gabriel Garcia Marquez, Vargas Llosa è cresciuto in Bolivia fino ai dieci anni, dopo la riconciliazione dei genitori torna a vivere in Perù. Ma il rapporto col padre è conflittuale e il futuro scrittore finisce in un collegio militare. La letteratura diventa un'evasione che lo accompagnerà per tutti gli anni universitari. Studia prima a Lima per poi trasferirsi a Madrid e lì concludere il percorso universitario. Come molti intellettuali del suo tempo è però inesorabilmente attratto da Parigi, vero centro nevralgico di tutto ciò che di importante stava capitando in ambito artistico (e non solo) nei brillanti fine anni Cinquanta.

Gli anni parigini segneranno profondamente la personalità dello scrittore, colorando la sua vena narrativa di tradizioni e disincanto europeo, tanto che Vargas Llosa non si è mai di fatto allineato a certi stilemi consunti e talvolta stereotipati della narrativa sudamericana, plasmata per molto tempo dal modello dell'altro grande Premio Nobel, il colombiato Gabriel Garcia Marquez, capofila del realismo magico. Proprio nella capitale francese ha modo di frequentare un intellettuale del calibro di Jean-Paul Sartre, diventandone amico e difendendone le idee, tanto che i suoi amici lo soprannominarono "il piccolo valoroso Sartre".

Esordisce come narratore nel 1959 con 'I capi'. Negli anni successivi collabora con vari giornali e nel 1963 scrive il romanzo 'La città e i cani', che in Europa ottiene un successo enorme, ma in Perù viene bruciato in piazza, perchè considerato dissacrante. Due anni dopo pubblica 'La casa verde', un altro romanzo destinato a essere tradotto in venti lingue. Come del resto la trentina di romanzi successivi, cui si aggiungono testi per il teatro e il cinema, saggi, articoli politici su giornali e riviste. In questi anni conosce anche Gabriel Garcia Marquez e si avvicina alla rivoluzione cubana, mantenendone però una posizione critica. Ormai è lanciato sul mercato editoriale e viene insignito di svariati riconoscimenti tra cui il Premio nazionale del romanzo del Perù, il Premio Ritz Parigi - Hemingway, il Premio Principe delle Asturie e molti altri. 

La sua opera si compone nel complesso non solo di romanzi ma è da sempre sensibile ad altre forme letterarie: il cinema, il teatro, la saggistica oltre che dalla sempre intensa attività giornalistica. Anche i suoi impegni pubblici si infittiscono, tiene conferenze nelle università di tutto il mondo e ottiene cariche importanti, tra cui quella di presidente del Pen Club International. Accetta anche la cattedra di Simon Bolivar all'Università di Cambridge dove tiene corsi di letteratura. Malgrado risieda in Europa, nel 1990 concorre alle elezioni presidenziali in Perù, ma viene sconfitto da Alberto Fujimori. Nel 1996 è tra i fondatori della Fondazione Hispano Cubana che si propone di rafforzare e sviluppare i vincoli che da oltre cinque secoli legano i cubani agli spagnoli.

Tanti i titoli dell'imponente produzione letteraria di Mario Vargas Llosa tra i quali: 'Conversazione nella cattedrale' (Einaudi, Rizzoli); 'La zia Julia e lo scribacchino' (Einaudi); 'La guerra della fine del mondo' (Einaudi); 'Storia di Mayta' (Rizzoli); 'Il narratore ambulante' (Rizzoli); 'Elogio della matrigna' (Rizzoli 1990); 'Il paradiso è altrove' (Einaudi); 'Avventure della ragazza cattiva' (Einaudi). 

Il nuovo romanzo di Mario Vargas Llosa arriverà nelle librerie italiane a novembre con il titolo 'Il sogno del Celta' edito da Einaudi, ispirato al personaggio storico di Roger David Casement e ambientato tra il Congo, l'Amazzonia e l'Irlanda nel corso del XIX secolo.