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Aiazzone: spunta Panmedia, tra anomalie e promesse tradite
Prosegue la nostra inchiesta - A luglio la cessione in comodato da B&S alla Spa torinese che all'inizio si occupava solo di pubblicità. I lavoratori non vedono però nessuna svolta. E negli store è il caos. Chi è Olivier Chefdeville?
Fonte: Immagine dal web
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Il fallimento della premiata ditta Borsano-Semeraro-Palenzona è ormai storia. Ma il presente e il futuro del marchio Aiazzone-Emmelunga tradiscono contorni non meno inquietanti. Come già scritto, ci ha pensato la Panmedia di Torino a rilevare in comodato i celebri brand dai fallimentari gruppi B&S Spa e Holding dell'Arredo Spa.
L'ENNESIMO RILANCIO PROMESSO. Panmedia è una società per azioni che all'inizio si occupa di marketing pubblicitario e produzioni televisive. Nulla a che fare con il core business dell'arredamento. Malgrado ciò, il 20 luglio scorso l'azienda piemontese si fa carico delle sorti di Aiazzone-Emmelunga, una settimana dopo modifica il proprio oggetto sociale e inizia quindi a diffondere grandi proclami in merito al rilancio dello storico brand di Biella. Annuncia partnership importanti con banche, società di logistica ed operatori del settore e soprattutto promette buone prospettive ai lavoratori che protestavano contro la vecchia gestione di Borsano e Semeraro.
I NUMERI DI PANMEDIA. Dopo poco, però, si capisce che qualcosa non torna. La nuova proprietà si trova a controllare circa 850 lavoratori e 44 negozi con un capitale sociale di appena 1,5milioni, con 13 addetti e un fatturato che negli ultimi anni si aggira tra gli 8 e i 9 milioni di euro. Tuttavia, assicura ai lavoratori che si farà carico delle pendenze lasciate dalla vecchia proprietà e in effetti salda il 50 per cento arretrato della tredicesima 2009 e i salari di luglio.
LA DENUNCIA DEI DIPENDENTI. Proprio il 16 luglio l'azienda firma con i sindacati un accordo che sembra segnare una svolta positiva sia in termini di relazioni industriali sia in ottica di un graduale rientro nella normalità dei pagamenti. Molto presto, tuttavia, i dipendenti si rendono conto che i termini dell'intesa non sono vincolanti per la controparte. "Dalla pseudo-nuova azienda non abbiamo ancora ricevuto la busta paga di agosto e nemmeno lo stipendio che era pattuito dall'accordo per il 15 settembre. Figuriamoci se potranno rispettare poi le scadenze per il pagamento della 14esima arretrata prevista in due tranche per il 30 settembre e 30 ottobre", dicono a Nannimagazine.it gli addetti di uno degli store passati da Aiazzone a Panmedia. I lavoratori chiedono naturalmente l'anonimato per evitare ritorsioni da parte dell'azienda.
SCATOLE CINESI? Ma perché Panmedia sarebbe "pseudo-nuova"? I dipendenti denunciano un presunto gioco di scatole cinesi: "Per quanto possa dirsi estranea, Panmedia è composta da un mix di vecchi e nuovi soci delle società indagate (Aiazzone, B&S, Emmelunga/Holding Arredo, Emmedue, Emmecinque)". Il riferimento è all'inchiesta della procura di Roma di cui si è già scritto e che vede implicate con l'accusa di evasione fiscale 60 persone e numerose aziende. Tra i nomi coinvolti, oltre al presidente di Confcommercio Lazio Cesare Pambianchi, ci sono i 'furbetti del comodino': la famiglia Borsano, Giampiero Palenzona e Renato Semeraro.
LAVORATORI NELLA BUFERA. Nella vicenda Aiazzone/Emmelunga, Panmedia entra in scena proprio a seguito del fallimento di Semeraro. Eppure tra i dipendenti gira voce che quest'ultimo sia ancora molto 'interessato' agli affari del polo dell'arredo. Massimo Caiazzo, responsabile Commercio della Filcams-Cgil di Modena, lavora sulla prima frontiera della lotta sindacale ai furbetti del comodino. E a Nannimagazine.it dice: "Semeraro ha fatto visite a tutti i negozi con Gallo (l'amministratore unico di Panmedia, ndr), è venuto anche qui a Modena. Non so però a che titolo fosse presente". Caiazzo ricostruisce i passaggi nel rapporto tra i dipendenti modenesi e la vecchia proprietà, a partire dall'autunno scorso: la mancata applicazione del contratto, le quote non pagate per l'assistenza sanitaria integrativa e per gli enti bilaterali, il fumoso annuncio del passaggio dal marchio Emmelunga a quello Aiazzone, lo stato di agitazione con l'arrivo del 2010, la riapertura a marzo con il nuovo brand e intanto i ritardi sempre maggiori sui pagamenti che dapprima avvenivano ogni 15 del mese.
"NELLO STORE E' IL CAOS". Poi lo sciopero del primo maggio, la disponibilità dell'azienda a un confronto a livello nazionale e il monitoraggio per il mese di giugno che porta al rilancio della promozione commerciale. Quindi ecco il già citato accordo del 16 luglio e la road map sul rientro delle mensilità arretrate. Un percorso a tappe non rispettato però dalla subentrante Panmedia cui corrisponde un'esasperazione crescente nei lavoratori, sentimento che sfocia nello sciopero del 6 agosto presso i negozi dell'area tosco-emiliana. Ora si attende un nuovo incontro per i primi di ottobre. "La controparte adesso è diventata sfuggente, ci sono i soliti rimpalli di responsabilità con la vecchia Holding dell'Arredo – aggiunge Caiazzo – Nel frattempo, da settembre 2009, si sono dimessi tre direttori del punto vendita di Modena. A dimostrazione che nemmeno a livello apicale si sa cosa intenda fare la società. Al negozio c'è un caos totale, nessuna programmazione commerciale, manca il magazziniere da giugno, non si riescono a gestire fatture e ordini".
IL SEQUESTRO DI CALLIGARIS. Una situazione di confusione che avevano testimoniato anche i fornitori. E mentre un grosso creditore di Aiazzone ha promosso a luglio un'istanza di fallimento, la Calligaris conferma a Nannimagazine.it di aver ottenuto un sequestro giudiziale da 160mila euro presso la sede ex Emmelunga di Barberino. "Ma non abbiamo rapporti con la nuova società cui fa capo il marchio", precisa laconica la storica azienda di arredi. Persino le ditte delle pulizie protestano per i mancati pagamenti. Intanto i clienti finali si presentano sempre più spesso agli store per lamentare i ritardi sulle consegne. E i dipendenti si trovano nella difficile situazione di dover gestire una rabbia crescente. La dirigenza di Panmedia si è resa conto che la situazione sta precipitando e, in mancanza dell'annunciato piano di rilancio, tenta di tappare le falle in tutti i modi.
LA STRANA CIRCOLARE. Fanno parte di questa strategia di limitazione del danno alcune eccentriche circolari come quella pubblicata in coda al servizio e firmata dal sedicente amministratore delegato di Panmedia Olivier Chefdeville, singolare personaggio di cui si dirà tra breve. Nella mail inviata a tutti i punti vendita Panmedia (l'indirizzario pubblicato non è completo), Chefdeville dice tra l'altro che il personale dipendente deve "impedire l'accesso a chiunque all'interno ricerchi, per qualsiasi ragione, aziende diverse da Panmedia". E lo stesso personale non deve inoltre "rendere disponibile a qualsiasi soggetto (privato o pubblico) locali od oggetti, opponendo sempre che i locali ed il contenuto dello stabilimento appartengono a Panmedia Spa".
"MICA I LAVORATORI POSSONO BARRICARSI". Timore dei clienti che vengono a reclamare il rispetto di contratti firmati con la vecchia proprietà? O, ancor di più, terrore delle visite di ufficiali giudiziari e organi di polizia giudiziaria che si presentano con mandati di perquisizione o decreti ingiuntivi? "Di sicuro – osserva Caiazzo – i dipendenti non possono mica barricarsi nei negozi impedendo l'ingresso a chiunque, magari addirittura ad autorità pubbliche. Già siamo nella difficilissima situazione di dover vendere la merce senza sapere se possiamo venderla davvero. Da una parte dobbiamo blandire il cliente e dall'altra dobbiamo farci carico delle sue recriminazioni. Non c'è programmazione commerciale e non sai neanche quali prodotti puoi proporre o meno alla clientela".
IL RUOLO DI CHEFDEVILLE. Come detto, la circolare pubblicata in calce è a firma di Olivier Chefdeville, manager importante del settore retail, docente di master specialistici, uno che conosce tutti i segreti della grande distribuzione. E' lui che gestisce il traghettamento di Emmelunga dalle mani bucate di Mocali verso il disastroso abbraccio con Aiazzone. Il suo nome appare in seno al Gruppo Pam e le cronache capitoline si occupano di lui quando viene inaugurato l’ipermercato Panorama all’interno del centro commerciale Roma Est, ipermercato che lui dirige. Il problema – come è facile intuire leggendo i documenti qui sotto – è che Panmedia non ha Chefdeville nel suo board e non prevede nemmeno un amministratore delegato. E allora? La circolare contiene un falso? E' dunque non valida? Qual è la reale funzione di Chefdeville in Panmedia? Nannimagazine.it tornerà sull'argomento.
DOCUMENTI
- I dati di Panmedia Spa (visura camerale pdf)
- La circolare interna a firma di Olivier Chefdeville (jpg)
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io ho comprato da emmelunga di casoria una cucina, la parete attrezzata, il divano e la camera da letto con la consegna il 28 marzo 2011 ieri siamo andati al negozio per vedere se erano pronti e abbiamo trovato chiuso per inventario poi abbiamo chiamato alla signora che lavora li e ci ha detto che la ditta ha chiamato fallimento e noi ora ci ritroviamo con un finanziamento in corso che non sappiamo come bloccare senza i mobili e tra tre mesi ci dobbiamo sposare e non possiamo andare a vedere altri mobili perchè avendo il finanziamento in corso non possiamo avere altri finanziamenti come dobbiamo fare??? ma a noi consumatori chi ci deve tutelare ???? VI PREGO AIUTATECI!!!!!!
Carissimi, con questo mio messaggio voglio evidenziare la mia personale esperienza avuta con Panmedia Spa (Emmelunga). A settembre 2010 ho acquistato una cucina c/o il Centro Emmelunga di Paderno Dugnano (MI), il mio ordine fu fatto su carta intestata Panmedia (poiche' la ragione sociale era gia' cambiata da agosto). Come leggiamo ormai ampiamente su tanti forum, giornali ecc. la mia cucina non e' mai arrivata, mi hanno rimandato la consegna x ben 3 volte. A seguito di cio' il 04/01/2011 ho inviato Raccomandata con disdetta del mio contratto, e inoltre mio marito in data 17/01/2010 trovandosi a Torino si e' presentato c/o gli Uffici di Panmedia x ribadire cio' che avevamo scritto nella Raccomandata e cioe' la ns. ferma e decisa intenzione a disdire il contratto e riavere la ns. caparra precedentemente versata . Vi informo che in data 27/01/2011 la Panmedia ha provveduto ad effettuare il bonifico restituendomi tutto quanto mi dovevano, e si trattava di una somma piuttosto alta. Io desidero ringraziare il personale di Panmedia che x quanto mi riguarda, perche' e' stato professionale e di parola. Ritengo dunque la societa' Panmedia seria, e corretta in virtu' del fatto che stanno sicuramente gestendo una situazione davvero difficile creata da terzi ma nonostante tutto io ho visto volonta' e correttezza da parte di tutto il Personale. Spero davvero che altri come me e mio marito riescano ad avere una soluzione positiva proprio come e' successo a noi. Monica e Giuseppe
salve, rispondo a questo sig.se si puo chiamare tale: i dipendenti sono delle persone che si guadagnano onestamente il pane,lavorando in piena onestà e fidandosi del prossimo.purtroppo egregio signore noi come lei nella medesima maniera siami stati ampiamente truffati considerando che non percepiamo stipendio(non portiamo il pane a casa) da più mesi,se avessimo saputo minimamente ciò che stava accadendo ai piani alti di aiazzone e company molti di noi non avrebbero comprato ne i mobili ai propri figli,ne ad amici, quindi o siamo doppiamente stupidi o allora stiamo parlando di masochismo ....mi dica lei cosa devo fare io che non ho ricevuto ne i mobili , ne lo stipendio da mesi ovvero doppiamente truffato ......e poi i ladri sono i venditori???????????????????????????????????????????????????? ai posteri l'ardua sentenza,inoltre lei che si è permesso di definirci ladri porti S E M P L I C E M E N T E le prove facile no?????!!!!!
Leggendo i vostri commenti mi sono resa conto che a me poi non è andata così male...Ho acquistato a marzo di quest'anno una cucina e un tavolo.La cucina mi è stata consegnata i primi di giugno e il tavolo non è mai arrivato!quando mi hanno montato la cucina mi hanno chiuso tutte le prese,un'anta montata al contrario così come una mensola.Del tavolo ho chiesto un bonifico che per ora non è arrivato e per ovviare al problema prese mi tocca rompere piastrelle e muro,quindi farmi carico di una spesa importante. Ora io mi son promessa che se non mi risolveranno questo problema andrò direttamente al punto vendita e porterò via roba dello stesso valore delle spese che ho dovuto affrontare per rendere funzionante la mia cucina. Io scrivo a le iene e a striscia se lo fate anche voi o se conoscete altri casi magari qualcuno ci prende in considerazione!
Ho acquistato una camera da Aiazone -Catania-belpasso- Come tutti gli altri ho dato un cospicuo anticipo. Nessuna notizia fin d'ora sia al numero verde che direttamente dal venditore imbroglione. imbroglioni perchè gia sapevano, al momento dell'acquisto , chi i mobili non li avremmo mai visti. Chissa che qualcuno di questi non imiterà Emilio F. Colmo dei colmi, da voci sicure, uno di questi si sta vendendo i mobili in nero, trafugando dal mobilificio e dando ai clienti senza anticipo e consegnandoli direttamente a casa del cliente. Probabilmente cercano di rcuperare almeno lo stipendio. ma io sono stato offeso da questi ed ho intenzione di investigare e con qualche bella foto denunciarli. Occhio gente...........................
hai propio ragione anche noi siamo stati scemi!!!! ma non può finire così...... dove sono le leggi che tutelano i consumatori? spero di avere risposta
io sono una dipendente in MATERNITA che nn sta prendendo lo stipendio................
Vuoi un consiglio?? Devi renderlo pubblico, in televisione ancora meglio, chiama le Iene o striscia la notizia..
Buona Sera, io sono un cliente rimasto fregato da tutta questa storia acquistando mobili, pagandoli in anticipo e sottoscrivendo finanziamento a tasso "0". Come posso tutelarmi se non ricevo del tutto i mobili pagati e se non mi viene ristituito il denaro!!! Mi spiace per i lavoratori che oggi continuano a vendere a persone ignare da tutto questo, ma noi clienti rimasti fregati come facciamo???? Siamo arrivati ad un punto in cui, i montatori ci chiedono di pagare noi il montaggio prima di scaricare la merce dal camion, soldi che ho già pagato 5 mesi fa. Con che faccia i venditori stanno sempre li' a fregare e rigirare la gente con promesse assurde!!!! Ci devono essere dei controlli per queste Holding acchiappa scemi come me e mio marito!!!!!!!!! Luciana