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Fumo: tutti i numeri del vizio

Gli uomini interrompono il trend negativo di crescita: i consumi diminuiscono di 5 punti percentuali. Le donne, invece, faticano a separarsi dalle 'bionde'.

Redazione - 29/09/2010

Si arresta l'aumento di consumo di sigarette nel nostro Paese, che aveva portato gli italiani al primo incremento dopo 5 anni di un trend in diminuzione. A riparare l'impennata dello scorso anno ci hanno pensato soprattutto gli uomini che, con una diminuzione di 5 punti percentuali, hanno riportato i consumi in discesa.

Di minore misura, invece, la perfomance femminile che non ha ancora recuperato l'aumento di 4 punti percentuali dello scorso anno, registrando nel 2010 una diminuzione di soli 2,5 punti percentuali. Sono i dati dell'indagine Doxa per quest'anno elaborati dall'Istituto superiore di sanità (Iss). Dal rapporto emerge che i fumatori in Italia sono 11,1 milioni (il 21,7 per cento della popolazione), 5,9 milioni di uomini (il 23,9 per cento) e 5,2 milioni di donne (19,7 per cento).

Secondo l'indagine, la fascia d'età 25-44 rappresenta la percentuale più alta di fumatori, pari al 26,6 per cento. Al secondo posto, con una percentuale di 25,7 per cento, troviamo la fascia d'età compresa tra i 45 e i 64 anni. I giovani fumatori, tra i 15 e i 24 anni, rappresentano il 21,9 per cento.
Proprio in quest'ultima fascia d'età l'indagine ha rilevato che il 34,5 per cento dei baby-fumatori inizia ad aspirare le 'bionde' prima dei 15 anni, e il 50,8 per cento tra i 15 e i 17 anni, in sostanza, l'85,3 per cento dei ragazzi inizia a fumare prima del 18° anno d’età, quando frequenta ancora la scuola. Secondo i dati, inoltre, il 73,4 per cento dei giovani fumatori prende il vizio sotto l'influenza degli amici: si fuma perché 'lo fanno tutti'.

Ma se cominciare sembra facile non lo è altrettanto smettere: il 27,1 per cento dei fumatori ha fatto almeno un tentativo per smettere ma con risultati deludenti visto che il 70 per cento ha ripreso a fumare dopo pochi mesi. Soltanto il 20 per cento ha resistito per uno o più anni. Sempre dal campione Doxa emerge che soltanto il 6,9 per cento dei medici di famiglia ha suggerito di smettere di fumare ai pazienti.

"Un aiuto fondamentale potrebbe giungere proprio dai medici di famiglia - commenta Piergiorgio Zuccaro, direttore dell'Osservatorio nazionale fumo alcol e droghe dell'Iss - se ogni medico riuscisse a convincere 10 pazienti a smettere, in un anno avremmo 500mila fumatori in meno". La lotta contro il fumo passa anche attraverso attività concrete e piani di dissuasione dedicati ai dipendenti dalle 'bionde'.

"Per far diminuire il numero dei fumatori bisogna anche attivare delle strategie che possano scoraggiare i consumatori - continua Zuccaro - come aumentare il prezzo minimo del pacchetto di sigarette a 5 euro, introdurre le terapie di disassuefazione nei livelli minimi di assistenza (LEA), rimborsare i farmaci di provata efficacia". 

"Dal punto di vista della conoscenza dei dati sul fumo - precisa l'esperto - è importante l'apertura di laboratori che analizzino le sigarette soprattutto tenendo conto che ormai nei canali illegali vengono vendute sigarette contraffatte di cui non conosciamo la composizione e la pericolosità. I circa 5mila controlli effettuati ogni anno dai Monopoli di Stato - conclude Zuccaro - sono una piccola cosa rispetto ai 50 miliardi di sigarette fumate in un anno in Italia".

Ma i fumatori hanno a loro disposizione validi aiuti nella lotta contro il fumo: il Telefono Verde Fumo: 800554088, per esempio, attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 16, offre informazioni sui centri Antifumo del SSN e sulla Lega italiana per la lotta contro i tumori (LILT) dove ci sono specialisti appositamente formati per aiutare a smettere di fumare. 


[Elaborazione da comunicato stampa ufficiale]