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Social Networks: nelle aziende sono sempre più diffusi, ed è un rischio per le imprese
Cresce la diffusione del social networking in ambito business. La mancanza di politiche aziendali e architetture IT adeguate costringe le imprese a correre ai ripari.
Fonte: Immagine dal web
Cisco ha reso noti i risultati di uno studio globale che ha analizzato come e quanto le aziende utilizzano i social networks nati per il mondo dei consumatori. I risultati hanno evidenziato la necessità di adottare un maggior controllo dei processi aziendali e un maggiore coinvolgimento da parte dei reparti IT. Questo documento è il primo di una serie, composto da due diversi studi, che Cisco ha commissionato per valutare l'impatto del social networking nelle imprese.
Il nuovo studio si basa su interviste approfondite, effettuate con 105 rappresentanti di 97 aziende con sede in 20 diversi Paesi del mondo, inclusa l'Italia; la ricerca è stata condotta tra aprile e settembre 2009 da tre importanti business school negli USA ed in Europa: l'istituto spagnolo IESE Business School, la scuola americana E. Philip Saunders College of Business, presso il Rochester Institute of Technnology e la Henley Business School nel Regno Unito.
L'utilizzo di piattaforme di social networking, quali Facebook e Twitter, collega le aziende al mondo esterno in modi diversi. Le piattaforme permettono di coniugare in modo innovativo tecnologia e business, connettono fra loro persone e informazioni, aprono nuove potenziali vie d'accesso al mercato, rendono più stretta la relazione con il cliente.
Secondo i risultati dello studio, il mondo business sta ancora muovendo i primi passi in questo campo e inizia ad identificare alcune nuove problematiche - quali la necessità di migliorare la governance di tali strumenti e di coinvolgere maggiormente i reparti IT rispetto al loro utilizzo – che possono incidere sull'integrazione e sull'adozione di queste piattaforme e tecnologie.
"I risultati della ricerca evidenziano che il potere e l'influenza dei social network sul business è sottostimato - ha dichiarato Evgeny Kaganer, capo ricercatore e professore assistente presso IESE Business School - così come le trasformazioni che le aziende devono porre in essere non solo per proteggersi, ma anche per incoraggiare l’uso di questi strumenti e trarre vantaggio dalla collaborazione che essi abilitano. Ignorare la crescente diffusione ed del potere del social networking e dei tool Web 2.0 espone le aziende al rischio di un utilizzo errato di questi strumenti, che può potenzialmente portare a svelare informazioni riservate e danneggiare l’immagine aziendale".
Neil Hair, capo ricercatore e professore assistentere di marketing presso il E. Philip Saunders College of Business, del Rochester Institute of Technology, ha aggiunto: "Le aziende che si muovono con successo nel mondo 2.0 sono quelle che stanno connettendo fra loro i diversi strumenti, gestendo la questione della loro scalabilità, anticipando l'evoluzione continua delle piattaforme in uso e scegliendo i media preferiti dal proprio pubblico di riferimento. Queste aziende includono le iniziative di social networking nelle loro strategie più ampie, e riescono a creare connessioni significative con le comunità che li utilizzano".
"L'avvento del consumatore sempre connesso sta modificando sensibilmente lo scenario di mercato per le imprese - conclude Nick Earle, vice presidente senior della Cisco Services - creando nuove forme di business 'alimentate dalle persone', in cui il social networking e le tecnologie che permettono di collaborare incrementano la produttività in un modo senza precedenti, e cambiano in modo radicale i modelli di leadership. Le aziende che sapranno far proprio con successo l'incredibile potere del social networking saranno quelle che sapranno progettare una architettura IT basata sulla collaborazione, in grado di supportare l'utilizzo di tali tecnologie mitigandone, allo stesso tempo, i rischi".
[Elaborazione da comunicato stampa ufficiale]
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