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Violenza sulle donne: il persecutore è ancora in famiglia
Gli ultimi dati di Telefono Rosa confermano la tendenza degli anni passati: vessazioni e percosse sono messe a segno da fidanzati, mariti o ex. Diminuisce dell'1% la percentuale di violenze compiute da sconosciuti.
Fonte: immagine dal web
Il sopruso ai danni del femminile in Italia continua a consumarsi nel privato, avvolto, e in qualche caso alimentato, dall'intimità del rapporto di coppia. L'80 per cento degli atti violenti contro le donne sono infatti frutto di relazioni sentimentali, la maggior parte delle quali ancora in corso al momento della denuncia della vittima. Si riduce invece dell'1 per cento l'incidenza delle violenze compiute da sconosciuti.
Un quadro aggravato da percosse e vessazioni messe in atto da altri membri della famiglia o ad essa vicini: padri, amici, conoscenti. Definito 'preoccupante', da Telefono Rosa, il dato che vede un 12 per cento di vittime dichiarare di restare con il proprio persecutore per un "sentimento d'amore".
Gli ultimi dati di Telefono Rosa, contenuti nel Rapporto 'Le voci segrete della violenza 2009', ricerca sulla fenomenologia della violenza sommersa contro le donne italiane e straniere, riguardano un campione di vittime che si sono rivolte spontaneamente all'associazione pari a 1782 casi. Di questi, 1503 sono relativi a soggetti di nazionalità italiana, mentre 278 sono di nazionalità straniera. Il documento conferma tutti gli aspetti e le tendenze già registrate negli scorsi anni, con qualche piccola sfumatura nuova in più.
UOMINI VIOLENTI: COLTI E DISOCCUPATI. Uno degli aspetti emerso con forza in passato è quello che vede gli autori delle violenze in possesso di titoli di studio medio-alti e di età compresa tra i 35 e i 54 anni. A fare la differenza, oggi più di ieri, è la crisi lavorativa in atto: una frustrazione che fa aumentare la tendenza alla violenza e fa arrivare al 12 per cento il numero di persecutori disoccupati.
CARNEFICE AUTOREVOLE E LUCIDO. Scatena riflessioni il dato emerso dal Rapporto, che registra un 5 per cento delle vittime percosse da uomini appartenenti alle forze dell'ordine. Nel 62 per cento dei casi di violenza testimoniati dal campione, le vittime negano che gli autori facciano uso di alcolici o droghe. Nell'ambito della sopraffazione su cittadine straniere, tuttavia, sembra emergere una maggiore propensione all'abuso di alcolici da parte dei persecutori (31 per cento dei casi).
'AMORE' CRIMINALE. Il 12 per cento delle vittime che si sono spontaneamente rivolte a Telefono Rosa in cerca di soccorso, afferma di aver subito maltrattamenti già durante il periodo di fidanzamento. Nel 61 per cento dei casi, inoltre, i comportamenti violenti sembrano consumarsi solo all'interno delle mura domestiche. Al contrario, il 30 per cento delle donne straniere sostiene il verificarsi di atteggiamenti violenti anche in situazioni pubbliche. Passa dal 53 per cento al 42 per cento la quantità di donne che dichiara di aver subito violenza dai propri mariti. Aumentano, però, anche gli atti violenti subiti dagli 'ex', mariti, conviventi o fidanzati che siano.
IL PROFILO DELLA VITTIMA. Le vittime italiane sono donne adulte, mature. Per quelle straniere, invece, l'età in cui si verificano i maltrattamenti si abbassa. Secondo il documento di Telefono Rosa, nel caso delle italiane l'età è compresa tra i 35 e i 54 anni e un numero consistente anche nella fascia più adulta, mentre nel caso delle straniere, il 67 per cento delle violenze si è consumato su soggetti tra i 25 e i 44 anni. Come negli anni passati anche nel 2009, fa sapere Telefono Rosa, si conferma una grande presenza di vittime in possesso di titoli di studi medio-alti: si riduce infatti al 29 per cento la fascia di donne con basso livello di scolarizzazione. Nell'ultimo anno è in lieve aumento il numero di donne maltrattate in possesso della laurea.
I TIPI DI VIOLENZA. Il plagio e il terrore esercitato dal carnefice è soprattutto di tipo psicologico (31 per cento) seguito con una certa distanza dall'abuso fisico (23 per cento). In base all'indagine, prevale la violenza psicologica tra le italiane, quella fisica tra le straniere (lo conferma anche il fatto che sono soprattutto loro a ricorrere alle cure ospedaliere:14 per cento a fronte del 7 per cento delle italiane). Il 50 per cento delle violenze subite da vittime che si sono rivolte a Telefono Rosa rientra, di fatto, nei casi di reato di stalking, che generalmente si verifica in diversi modi: appostamenti (15 per cento), minacce (53 per cento), pedinamenti (14 per cento), telefonate continue (15 per cento), sms e lettere (15 per cento), insulti verbali (22 per cento), danni materiali (6 per cento).
PASSAPAROLA E WEB PER CHIEDERE AIUTO. La piaga della violenza casalinga sulle donne in Italia non conosce frontiere: il 14 per cento delle vittime di violenza che si sono rivolte al telefono Rosa risiede al Nord, seguito dal 10 per cento delle vittime che proviene dal Sud. Oltre al passaparola, anche internet è uno strumento molto usato per chiedere aiuto all'associazione. Sono sempre di più le donne che trovano la forza e il coraggio di lasciare i luoghi della violenza e allontanarsi dai loro carnefici. In questo cammino verso la liberazione, osserva Telefono Rosa, sembrano tuttavia faticare ancora molto le vittime straniere.
[Elaborazione da agenzia Adnkronos]
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