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Rifiuti hi-tech: dall'UE obiettivo riciclaggio all'85%

La Commissione Ambiente dell'Ue approva una proposta che obbliga gli Stati Membri a ridurre quantità di spazzatura elettrica ed elettronica e migliorare il trattamento. "Perdiamo ? dice Florenz - molte materie prime. Obiettivo impegnativo ma realistico".

» Inquinamento e Rifiuti Gianluca Colletta - 06/07/2010

Nuova stretta da parte dell'Unione Europea nella lotta contro i rifiuti elettrici ed elettronici. La Commissione Ambiente ha infatti approvato la proposta dell'eurodeputato tedesco, Karl-Heinz Florenz, con la quale si impongono limiti più stringenti all'attuale legislazione in materia di trattamento dei rifiuti elettrici ed elettronici. 

Entro il 2012 sarà obbligatorio per ogni Stato Membro raccogliere e riciclare un quantitativo di materiali pari a 4 kg per ogni cittadino. La soglia, già presente in alcune legislazioni, potrà poi essere implementata con apposite leggi nazionali e rappresenta un valore intermedio rispetto a programmi di più ampia durata temporale. Il traguardo finale è il 2016, dove si prevede che ciascuno dei 27 Paesi dell'Ue dovrà impegnarsi a recuperare in modo differenziato almeno l'85 per cento dei rifiuti elettronici prodotti internamente ai confini dell'Unione.

"Perdiamo molte materie prime – ha spiegato l'eurodeputato del PPE - perché i rifiuti elettronici vengono spediti illegalmente fuori dall'Europa. Per esempio, un milione di cellulari contiene 250 kg d'argento, 24 kg d'oro, 9 kg di palladio e 9 tonnellate di rame. Guardando le relazioni ufficiali, oggi solo il 33 per cento di questi rifiuti sono recuperati e riciclati. Abbiamo suggerito la raccolta dell'85 per cento. È un obiettivo impegnativo, ma realistico e importante".

La nuova legislazione riguarderà frigoriferi, lavatrici, ferri da stiro e ogni sorta di elettrodomestico, grande e piccolo che sia, ma anche telefonini, computer e tutto ciò che ha al suo interno parti elettriche o elettroniche, con l'unica eccezione di veicoli, materiale militare e installazioni industriali fisse. Anche i pannelli solari verranno interessati da queste norme, con l'industria del fotovoltaico che si era già impegnata volontariamente a raggiungere quota 85 per cento dei moduli dismessi, contro la proposta avanzata dall'Ue che era del 65 per cento.

"Un altro cambiamento importante – continua Florenz - sarà l'istituzione di uno standard europeo per la raccolta, il trattamento e il riciclaggio. Oggi la situazione mostra una discrepanza nella qualità di queste operazioni nei diversi Stati UE". Nella proposta è stato quindi suggerito di semplificare i sistemi di classificazione di questi rifiuti speciali, riducendo a 6 le categorie previste, contro le attuali 10. Il recupero dovrà riguardare tra il 70 e l'85 per cento dei rifiuti, mentre il riciclo dovrà raggiungere quota 50-75 per cento.

Inoltre, come prevede l'iniziativa approvata con 54 voti favorevoli, uno contrario e 3 astenuti, tutti gli obiettivi fissati dovranno essere sottoposti a revisione almeno ogni 5 anni, per assicurarne l'aggiornamento. La Commissione, infine, in una proposta che verrà votata dal Parlamento Europeo a settembre, ha suggerito l'adozione obbligatoria, entro il 2014, di nuovi piani di progettazione degli apparati elettrici ed elettronici più eco-compatibili, in grado di favorire il riuso e il riciclo dei componenti. La politica sembra quindi essere sulla giusta strada. Ora tocca ai cittadini dimostrare che questi obiettivi sono raggiungibili.