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Cibi di strada: da Streetfood la proposta di un marchio Doc

Si chiameranno 'artigiani del gusto' gli ambulanti e i venditori itineranti, fino ad oggi poco considerati. Garanzia di qualità e rispetto delle norme sanitarie per tutelare consumatori ed esercenti. C'è anche il sostegno delle associazioni di categoria.

» Costume Redazione/GC - 10/06/2010

Italia, paese del sole, di storia e del buon cibo. Ed è proprio quest'ultimo a rappresentare una delle maggiori attrattive per turisti e non. Come spesso accade, però, le rigide classificazioni tendono ad escludere qualcuno. Primi fra tutti, i cosiddetti cibi di strada, per i quali ora l'Associazione Streetfood propone un marchio Doc.

Dagli arancini alla porchetta, il nuovo certificato sarà sinonimo di garanzia e qualità dei prodotti, a tutela dei consumatori, ma anche degli esercenti, che saranno riconosciuti animatori e promotori del territorio. Il punto di arrivo è riqualificare il settore, partendo da una semplificazione, anche a livello normativo, e garantire il rispetto delle norme sanitarie.

'Artigiani del gusto', così si chiamerà il marchio, ha subito trovato l'approvazione delle associazioni di categoria. Nel convegno, voluto dall'associazione e svoltosi a Marciano della Chiana, ad Arezzo, in occasione del primo StreetFood Market,  Cna, Confartigianato, Fipe-Confcommercio e Anva-Confesercenti si sono detti disponibili a lavorare al progetto, che riconoscerebbe tutti i produttori di cibi di strada, fino ad oggi non appartenenti ad una precisa categoria.

"Imprese, consumatori e prodotti sono le tre realtà attorno a cui si esplica il cibo di strada italiano - sostiene il presidente provinciale di Confartigianato Imprese dell'Alimentazione di Arezzo, Fabrizio Piervenanzi - ed è importante individuare le strade da seguire per l'interdipendenza e la collaborazione fra le realtà suddette. Tra le tre tipologie di imprese del settore vi sono i laboratori o botteghe di un tempo, gli ambulanti e itineranti come seconda tipologia e la terza è rappresentata da coloro che sottovalutano a priori l'adeguamento a norme sanitarie e di commercio".

Un modo anche per riflettere su "quali prospettive ci siano per il cibo di strada" e come rappresentino un elemento fondante per il turismo enogastronomico. Due aspetti della stessa medaglia, di cui ambulanti e ristoratori itineranti sono l'espressione più nota, che non si possono escludere l'un l'altro, ma che si devono integrare a vicenda. Lungo la penisola gli esempi sono tantissimi. Dai camioncini di panini, farciti in qualunque modo, ai chioschi di granite, dai  venditori di zucchero filato a quelli di arancini e prodotti tipici. Dovunque ci si trovi in Italia, con il marchio 'Artigiani del gusto' si saprà cosa si mangerà, per uno spuntino veloce o per placare i propri peccati di gola. Una garanzia per tutti, con la quale riscoprire la storia culinaria del nostro Paese.