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Usura: mutui e servizi salati, la scarsa fiducia degli italiani verso le banche

Il presidente di Federconsumatori Trefiletti: "I tassi bancari a volte sfiorano l'usura. Emblematici i casi delle carte revolving e della cessione del quinto, forme di indebitamento che sono una vera emergenza". Urgenti nuove norme a tutela del cittadino.

» Mutui e Credito Valentina Marsella - 25/05/2010

Servizi bancari tra i più cari al mondo, tassi sui mutui superiori di quasi un punto rispetto a quelli degli altri Paesi europei, conti correnti tra i più salati d'Europa. Il rapporto tra gli italiani e le banche, definito 'costoso' dall'ultima indagine Eurispes, 'Italia 2010', e anche all'interno di uno studio sull'usura dello stesso istituto, è davvero difficile. A confermarlo è il presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti, che ci spiega come "le stesse banche, a volte, hanno dei tassi che sfiorano quelli di usura, tanto che, in alcune circostanze, è subentrata l'Antitrust a mettere un freno al fenomeno". 

In particolare, Trefiletti cita l'esempio delle "carte revolving, un caso limite in cui gli interessi possono sfondare il tetto del 20 per cento. Di recente Bankitalia ha imposto la sospensione dell'emissione di carte di credito, in Italia, a Diners Club e ad American Express, riscontrando irregolarità anche sotto il profilo del riciclaggio". Nel caso di American Express si aggiungono anche i profili dell' usura e della trasparenza. Il riciclaggio di denaro con carte di credito è molto diffuso, soprattutto nel mondo della criminalità organizzata, ha fatto notare Ranieri Razzante, alla guida dell'Associazione italiana responsabili antiriciclaggio (Aira), nonché docente di Legislazione Antiriciclaggio presso l'Università di Reggio Calabria.

Le carte revolving, ma anche la cessione del quinto, "Sono forme di indebitamento – ci spiega Trefiletti - che rappresentano una vera e propria emergenza. Le carte revolving sono strumenti diabolici, che danno l'illusione al cittadino di avere a disposizione risorse da spendere, invogliandolo ad indebitarsi, per poi addebitargli rate ad interessi che superano il 20 per cento. Su tali questioni diverse Procure nel nostro Paese stanno indagando, al fine di comprendere se ci sono stati condizionamenti sui mezzi di comunicazione, tesi a banalizzare o a sottacere i gravissimi rischi cui è esposto il cittadino. Altro strumento allucinante di prestito è la cessione del quinto, al quale, nonostante sia ultragarantito da stipendi e pensioni, vengono applicate percentuali di interesse che, anche in questo caso, possono sfondare il tetto del 20 per cento". 

"Sono esempi concreti – ci dice Trefiletti – di tassi che sfiorano l'usura". L'indagine statistica rivela l'incapacità dell'attuale sistema bancario di farsi carico delle difficoltà delle famiglie: è emerso che le banche sono considerate dai cittadini come soggetti cui rivolgersi per far fronte a spese altrimenti insostenibili per il proprio reddito e risparmio, ma non in grado di farsi carico pienamente dei loro problemi o necessità. "Non c'è fiducia nel sistema bancario – rincara la dose il presidente di Federconsumatori – ed è bene che sia così: chi non ricorda la vendita di bond argentini o quelli Parmalat e Cirio, certamente investimenti non sani. E ancora la vendita, attraverso Patti Chiari, di obbligazioni e polizze della Lehman, che poi è fallita. Fanno bene i cittadini ad avere scarsa fiducia nell'universo bancario".

Del resto, fa notare ancora Trefiletti, "i nostri servizi bancari sono tra i più cari al mondo, i tassi applicati sui mutui sono sempre dello 0,7, o addirittura un punto in più rispetto ai tassi europei, e i costi dei conti correnti sono tra i più salati d'Europa. Costi elevati a fronte di un servizio non ottimale, risparmio tradito, carte revolving. Una situazione nera". Ecco perché, avverte il leader dell'Associazione a tutela del consumatore, occorre "lavorare, lavorare e lavorare ancora, per rendere più chiari e trasparenti i rapporti bancari, e avere un rapporto di maggiore correttezza tra cittadino e banca. Ora siamo di fronte ad una sudditanza. Si sente l'urgenza di nuove norme legislative, la Banca d'Italia deve muoversi su questo versante, con maggiore determinazione ed incisività rispetto al passato". 

Ma quali sono le motivazioni per le quali ci si rivolge alle banche? Le richieste più frequenti, ha rivelato Eurispes, sono per prestiti bancari diretti all'acquisto della casa (mutui ipotecari) o per saldare prestiti contratti con altre banche/finanziarie (rispettivamente 47,7 per cento e 33,2 per cento). Sotto la soglia del 20 per cento si attestano i prestiti bancari erogati per matrimoni o altre ricorrenze (17,7 per cento), per spese di carattere medico e vacanze (rispettivamente 10,6 per cento e 1 per cento). Nel Centro Italia, nel Sud e nelle Isole, la percentuale di quanti hanno richiesto negli ultimi tre anni un prestito bancario è superiore alla media, rispettivamente pari al 38,6, 35,2 e 35,3 per cento del totale. Nel Nord-Ovest e nel Nord-Est, viceversa, la frequenza è inferiore al dato medio nazionale (rispettivamente 34,7 per cento e 27,3 per cento) e questo in parte perché il contesto economico-sociale di riferimento è caratterizzato da un tenore di vita migliore e da un più alto livello di reddito e ricchezza finanziaria media delle famiglie.

La necessità di chiedere un prestito bancario cresce in funzione della classe di età di appartenenza, passando dal 27,7 per cento di chi ha tra 18 e 24 anni, al 38 per cento dei 45-64enni, per ridursi di oltre otto punti percentuali tra gli over65 (29,5 per cento). Le persone che vivono una condizioni di maggiore difficoltà economica, perché in cerca di nuova occupazione, sono quelle che si rivolgono più spesso alle banche (37,8 per cento) insieme a quanti sono invece già occupati (37,7 per cento), mentre le percentuali minori si riscontrano tra casalinghe/i, studenti e pensionati (rispettivamente 28,2 per cento, 27 per cento e 26,3 per cento). 

A soffrire maggiormente di questo rapporto con le banche sono i giovani precari senza regolare contratto di lavoro, le famiglie e le aziende in difficoltà economiche: "Per loro ottenere un mutuo è davvero un miracolo – sottolinea Trefiletti – se prima c'era qualche spiraglio, ora è davvero difficile. La crisi economica, l'aumento dei prezzi e del costo della vita, la pressione fiscale: questa miscela contribuisce alla spinta di migliaia di persone nelle mani degli usurai. Ecco che il credito lo si trova in canali non ufficiali".  Il passaggio dall'indebitamento all'usura può essere molto breve. "Facciamo l'esempio di un giovane precario che vuole accedere a un mutuo – spiega Trefiletti –, la banca non glielo concede, e allora o tenta la via della fideiussione, con la garanzia del padre e o del nonno, oppure può finire in mano a strutture finanziarie poco trasparenti".

L'indagine statistica fotografa a pieno questa situazione di disagio: quella che emerge è un'Italia scettica, quando non apertamente critica, sull'operato delle banche. Relativamente all'onerosità dei prestiti bancari, il giudizio degli italiani è decisamente negativo, dal momento che la maggioranza di coloro che ha avuto accesso al credito bancario negli ultimi tre anni ritiene che il tasso di interesse applicato sia alto (45,7 per cento). Uno su tre (32,2 per cento) ritiene che il tasso di interesse applicato al prestito bancario concesso sia adeguato, e poco più di uno su dieci (14,5 per cento) che sia contenuto. 

L'86,1 per cento crede che il sistema bancario italiano non sia in alcun modo, o poco, in grado di farsi carico dei problemi e delle necessità delle famiglie (rispettivamente il 46,6 per cento e il 39,5 per cento), mentre il 55,2 per cento degli intervistati è convinto che le banche diano credito solo a chi dimostra di possedere già dei beni, mentre il 33,6 per cento ne è abbastanza convinto. Uno su due, invece, condanna l'esosità degli istituti bancari, il fatto che questi raccolgano i risparmi dei piccoli e finanzino i grandi, e diano quindi credito ai potenti, indipendentemente dalle garanzie. Italiani scettici, infine, sull'idea che le banche sono importanti perché finanziano le imprese e la crescita dell'economia, e sul fatto che si mostrano sensibili nei confronti delle necessità delle famiglie. 


DISPOSIZIONI IN MATERIA DI USURA
Legge n.108 del 7 marzo 1996
- Legge n. 24 del 28 febbraio 2001
- Legge n. 44 del 23 febbraio 1999 Fondo di solidarietà vittime di usura

 DOCUMENTI 
Tassi d'interesse globali medi ai fini della Legge sull'usura fino a giugno 2010 (Banca Unicredit)
- Accordo Quadro prevenzione usura (Banca Italia)
- Comunicazione su contrasto all'usura (Banca d'Italia)

LINK
- Federconsumatori