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Usura: viaggio nella Milano del racket delle case popolari in mano ai clan

Manzi, alla guida di un'associazione che combatte il fenomeno, ha stilato una mappa delle occupazioni abusive nei quartieri milanesi appannaggio della criminalità organizzata e del traffico di stupefacenti.

» Giustizia e criminalita' Valentina Marsella - 25/05/2010

A Quarto Oggiaro, nelle vie Pascarella e Lopez, c'è l'ombra dei clan Calabresi e Casertani, mentre via Luigi Monti (quartiere Niguarda), è in mano ai Siciliano. Sempre al Niguarda, i Pugliese, i Napoletani e i Calabresi si dividono l'appannaggio di altre strade. E via Ciriè, dove 590 alloggi sono in mano ai boss del crimine, è sotto scacco dei Pugliese. È questo il volto della Milano del racket delle occupazioni abusive di case popolari gestite dall'Azienda lombarda edilizia residenziale (Aler). Traffici radicati nelle varie zone del capoluogo lombardo, realtà poco conosciute, capovolgono il luogo comune che l'usura sia un problema solo del Sud Italia. 

A combattere la criminalità nel cuore del Nord, nella Milano dello shopping, della moda e dell'Expo, c'è l'Associazione Sos Racket e Usura, che il 20 maggio ha mobilitato cittadini e forze politiche, organizzando un presidio in via Padre Luigi Monti, per sensibilizzare e smuovere le istituzioni affinché affrontino in modo deciso la drammatica situazione che, qui ed in altre zone di Milano, denuncia da tempo. Da queste parti il tasso di occupazione abusiva è del 5 per cento, una percentuale inferiore a quella di altre città, comunque da non sottovalutare. Tanto che l'associazione ha stilato una vera e propria mappa delle organizzazioni criminali che gestiscono il racket delle case popolari milanesi, sostituendosi di fatto allo Stato. 

"Una mappa nata dalle centinaia di segnalazioni giunte a Sos racket e Usura negli ultimi mesi – ci fa notare Frediano Manzi, alla guida dell'Associazione -. Dietro compenso di denaro, che varia da 1.500 a 4mila euro, la criminalità organizzata 'vende' gli alloggi di proprietà del Comune e controlla nello stesso tempo lo spaccio di sostanze stupefacenti nella zona. A via Ciriè, ad esempio, si spaccia nel parco giochi dei bambini ogni pomeriggio alle tre. E tutti lo sanno. Vogliamo mettere in evidenza che la maggior parte delle richieste di aiuto sono giunte dalle persone anziane, le quali vivono nel terrore che la loro casa sia occupata. Molti, se devono ricoverarsi in ospedale o assentarsi da casa, anche per un breve periodo, sono costretti a far presidiare l'appartamento da un parente o un conoscente".

Manzi ci racconta che, su un totale di 75mila alloggi, "7mila sono vuoti e sigillati (chissà perché), e 4mila sono controllati e gestiti dalla criminalità che, in moltissimi casi, addirittura ne incassa i canoni di locazione. Tutto questo avviene da oltre vent'anni – spiega - nell'indifferenza della classe politica e degli amministratori. Per la prima volta l'Associazione Sos Racket e Usura ha dimostrato che la maggior parte degli abusivi si è rivolta alle organizzazioni criminali per ottenere un alloggio. Questo l'amministrazione milanese lo sa bene, in questi anni ha ricevuto migliaia di lettere, segnalazioni di protesta, denunce, rimaste a tutt'oggi inascoltate".

La Procura della Repubblica milanese, prosegue il presidente dell'associazione anti-racket, ha "avviato un'inchiesta, partita dalle nostre segnalazioni, che ha portato all'arresto di 3 persone e 12 indagati. Sarebbe opportuno, e siamo certi che la Procura lo farà, indagare a fondo sulle responsabilità di chi ha permesso e tollerato questa situazione scandalosa di degrado, facendo in mdo che organizzazioni criminali si appropriassero di interi quartieri, gestendone di fatto il territorio, garantendosi lucrosi guadagni derivanti anche dallo spaccio di droga. Migliaia di persone – aggiunge - sono state private del diritto alla casa ed di una vita dignitosa, costringendo tante famiglie a vivere in ostaggio della criminalità organizzata". 

L'Ultima storia nella quale l'associazione si è imbattuta è quella di una ragazza costretta a sborsare 2mila 800 euro ai clan per un alloggio: "Siamo riusciti a farla testimoniare – ci racconta ancora Manzi – ci ha riferito che era in lista per l'assegnazione di un alloggio che le spettava di diritto e senza pagare un euro, ma è stata costretta comunque a pagare perché aveva bisogno di quella casa". L'Aler, la società che gestisce l'assegnazione degli alloggi, fa notare il presidente dell'associazione, è subentrata da pochi mesi riempiendo un 'vuoto' durato 5 anni, durante il quale altre gestioni sono rimaste incontrollate. "Siamo arrivati al punto di dover controllare il controllore. Ma a breve - dice - si concluderà un'inchiesta che chiamerà in causa una società invischiata con la criminalità". Manzi sa bene cosa vuol dire finire nella morsa del racket: nel '93, racconta, è stato vittima di usura. 

Lui, imprenditore nel settore dei fiori, ha reagito al ricatto: "Allora c'era il cosiddetto racket dei fiori – spiega – e i clan avevano il monopolio del business, soprattutto davanti ai cimiteri. In quella occasione furono arrestati 29 vigili urbani e 8 funzionari di Palazzo Marino. Dopo sei mesi dagli arresti, trovai il coraggio di denunciare il mio caso, ma ero solo, soprattutto di fronte all'indifferenza delle istituzioni (che persiste)". Da questa solitudine è nata l'idea di fondare l'Associazione che opera fattivamente dal '97 e ha due scopi: evitare che gli imprenditori accedano ai fondi anti-usura, "per non essere strumentalizzati", dice Manzi, e soprattutto combattere il fenomeno in prima linea. 

"La nostra prima denuncia pubblica – continua l'imprenditore coraggioso – risale al '97, di fronte al monte di pietà, dove la Cariplo erogava fondi anti-usura, e dove passeggiavano a piede libero pluripregiudicati colpevoli di usura e ricettazione. Sono stato aggredito, ma non mi hanno fermato. Abbiamo denunciato la presenza di 4mila 500 finanziarie illegali, smascherato il riciclaggio di denaro nei casinò, come le infiltrazioni dei Catanesi e di Nitto Santapaola a Campione d'Italia. Dopo il video pubblicato sul nostro sito, il 28 agosto, nel quale denunciavamo il racket degli alloggi, abbiamo cominciato a ricevere segnalazioni da tutti i quartieri. A sorprenderci è stato il fatto che non esisteva alcuna denuncia ufficiale. Nessuno aveva mai raccontato nulla".  

L'omertà, addebitata da tutti alle regioni del Sud, esiste anche qui al Nord. "La politica non ci aiuta – rileva Manzi - perché vuole far apparire Milano come città della moda, dello shopping. Il sindaco Moratti si è rifiutato di istituire una commissione antimafia, e il vicesindaco continua a ripetere che qui la mafia non esiste.  E l'assessore alla protezione civile, come hanno rivelato le intercettazioni della Direzione investigativa antimafia, fa cene e affari con il clan di Buccinasco. I politici compaiono in copertina, manifestano con Libera contro le mafie, ma di fatto sono totalmente assenti". Una denuncia dura, quella di Sos Racket e Usura, che mette in evidenza come non sia solo il Sud l'area geografica degli omertosi.

"Se prima l'omertà era un fenomeno del Sud, ora c'è un ribaltamento – dice Manzi – o meglio, al Mezzogiorno continua ad esistere. Ma al Nord si evidenzia un atteggiamento più subdolo e pericoloso, non ci sono bombe piazzate davanti ai negozi, come avviene al Sud. Niente 'coppola e lupara', perché ormai la criminalità è perfettamente infiltrata nel tessuto sociale, dalle banche alle borse. Al Nord vengono riciclati soldi e grossi flussi di denaro. E lo dimostra un'operazione della Direzione investigativa antimafia (Dia) di Busto Arsizio, che ha smascherato 4 gruppi bancari complici di traffici del clan Rispoli". 

Le intercettazioni e le indagini degli investigatori, spiega il presidente dell'associazione anti-racket, dimostrano che gli imprenditori preferiscono fare affari con la mafia piuttosto che denunciarla. L'Expo, ad esempio, porterà a una devastazione, perché la criminalità ci metterà le mani". Il Nord è pieno di 'infiltrazioni'. Come riferisce Manzi, a Monza e in Brianza c'è l'ombra della 'ndrangheta, che pare radicarsi da Bologna in su. "Da Como ci sono arrivate segnalazioni – racconta – di richieste di Pizzo, e anche in qualche chiosco di Milano. Poi Asti, Venezia, Siena, dove le denunce sono aumentate nell'ultimo anno e mezzo. La criminalità ha messo le mani sulla nostra economia".

Il 20 maggio c'è stata l'ennesima manifestazione dell'associazione,in via Luigi Monti, nel cuore della Milano del racket degli alloggi: "È stata una giornata dura, mi hanno più volte minacciato davanti alla polizia che presidiava il sit-in – spiega ancora Manzi - ma la cosa più importante è stata la partecipazione dei cittadini. Per la prima volta la gente è venuta allo scoperto". L'associazione ha poi distribuito ai partecipanti e casa per casa un questionario per capire cosa accade nei quartieri in mano ai clan. Il questionario è stato girato anche ai sindaci di Roma, Bari e Napoli, affinchè lo distribuiscano a loro volta. Nella Capitale, ad esempio, il tasso di occupazione abusiva è del 40 per cento. 

Nello stesso giorno, a Quarto Oggiaro, conclude, "sono stati fatti degli arresti, tra cui due portinai di via Pascarella, un manovale che era dedito a sfondare le porte  degli alloggi abusivi da occupare, l'ispettore di una società che ha avuto in appalto alcuni stabili dell'Aler (avrebbe venduto circa 200 appartamenti in cambio di soldi e sesso, secondo l'accusa), e infine un pluripregiudicato legato ai boss della droga". Arresti che dimostrano, secondo Manzi, come il fenomeno sia ormai radicato nella capitale della moda.

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI USURA
Legge n.108 del 7 marzo 1996
- Legge n. 24 del 28 febbraio 2001
- Legge n. 44 del 23 febbraio 1999 Fondo di solidarietà vittime di usura

 DOCUMENTI 
Tassi d'interesse globali medi ai fini della Legge sull'usura fino a giugno 2010 (Banca Unicredit)
- Accordo Quadro prevenzione usura (Banca Italia)
- Comunicazione su contrasto all'usura (Banca d'Italia)

LINK
- Associazione Sos Racket e Usura
- Ministero dell'Interno (sezione usura)
- Polizia di Stato (sezione usura)