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Imenoplastica: è a Parigi la 'fabbrica della verginità'

La clinica del dottor Abecassis spopola tra le giovani arabe che si sottopongono all'intervento per sfuggire alla morte. Ma su Internet la castità è a portata di click: dall'imene artificiale ai viaggi dai quali tornare immacolate a basso costo.

» Cronaca Medicina e Salute Valentina Marsella - 10/05/2010

Una donna russa è tornata vergine sei volte per soddisfare le fantasie sessuali del marito. Ma l'estate scorsa, dopo l'ultima imenoplastica, intervento chirurgico che ricostruisce l'imene, ha rischiato la vita. È un caso limite, ma rappresentativo di una nuova tendenza sempre più diffusa in una società in cui si ricorre a questa operazione per paura di fare brutta figura col partner, per accontentare il proprio uomo nei suoi 'capricci' o, addirittura, per evitare la morte. In quest'ultimo caso, sono soprattutto le donne arabe ad essere costrette a ricorrere a sotterfugi per non mettere in pericolo la propria vita. 

Molte hanno rapporti sessuali prima del matrimonio, ma la loro cultura lo vieta. Ed ecco che, pur di non essere bandite dalla comunità o essere condannate a morte, ricorrono alla ricostruzione chirurgica dell'imene. La chiamano 'l'industria della verginità', e di giorno in giorno si arricchisce di nuove clienti: non si trova a Dubai o in altri angoli del mondo arabo: il regno incontrastato dell'imenoplastica si trova a Parigi. Essere di nuovo vergini, anche se solo fisicamente, è possibile sborsando circa 2mila euro. La donna avrà una ricostruzione accurata della sottile membrana simbolo di castità. Come se niente fosse successo, l'anatomia del proprio organo genitale torna quella di una ragazzina illibata.

I rischi sono minimi e la riuscita pare sia davvero ottima. Così, un numero elevato di donne, soprattutto di cultura musulmana, si rivolge alla clinica del Dottor Marc Abecassis per salvarsi la vita o per tornare caste in vista del matrimonio. L'operazione sembra essere una necessità per sfuggire alle pressioni di una società che dà alla verginità un valore primario. È il caso di due testimonianze musulmane. Sonia, una ragazza araba che vuole rimanere anonima, nonostante sia nata a Parigi vive in una famiglia con una forte impostazione musulmana. 

Dopo la prima relazione e il primo rapporto sessuale, voleva suicidarsi per la vergogna di non essere più vergine. Guai a dirlo ai propri genitori, l'avrebbero ripudiata. Poi, pensandoci, ha trovato la soluzione: si è recata alla clinica di Abecassis e ha ritrovato la verginità. Stesso copione per Nada, una donna libanese di 40 anni. Anche lei aveva avuto una relazione di sette anni con un uomo, mai approvato dalla famiglia che infatti l'ha fatta sposare con un altro uomo. Nada era terrorizzata e, anche lei, aveva pensato al suicidio. 

Per chi non ha possibilità economiche e vuole aggirare l'ostacolo, esiste un rimedio meno invasivo di una operazione. Una finta ricostruzione dell'imene, subito reperibile su Internet. È possibile acquistare online un imene artificiale, ossia una membrana elastica nella quale è inserita una capsula con del sangue finto, che può essere introdotta nell'organo genitale femminile poco prima del rapporto sessuale. Prodotte in Cina e distribuite dall'emporio online di giochi per adulti Gigimo, si possono avere alla modica cifra di circa 15 dollari. 

La società spedisce via posta il particolare kit per riacquistare la verginità. Il prodotto, secondo la Gigimo, fa sì che le donne possano "avere indietro la prima notte in ogni momento". Una volta introdotto, l'imene artificiale 'restringe' l'organo interessato e rilascia una limitata quantità di simil-sangue, garantito ipoallergenico. Una trovata che ha scatenato polemiche nel mondo arabo. Tanto che la Bbc ha dato notizia della fatwa di un religioso egiziano, Abdul Mouti Bayoumi, che ha chiesto la pena di morte per chi decide di importare o usare il 'sex toy'. Secondo la guida spirituale, studioso della prestigiosa università al-Azhar, utilizzare questo prodotto equivale a diffondere "il vizio nella società". 

In altre parole, l'imene artificiale metterebbe a rischio ogni "deterrente morale alla fornicazione", che Bayoumi descrive come "un crimine e uno dei peccati capitali dell'Islam". L'oggetto in questione viene visto come un'alternativa semplice e a basso costo alla chirurgia per la ricostruzione dell'imene, che in Egitto è fuorilegge ma viene praticata dalle donne in gran segreto nel timore di essere punite - anche violentemente - per la propria condotta 'immorale'. A quanto pare è la Siria l'area araba in cui il kit per la verginità ha avuto il successo maggiore, tanto da aver interessato anche i servizi segreti. 

L'imene artificiale starebbe spopolando tra le giovani studentesse di Damasco. Ovviamente è un oggetto proibito, che si vende attraverso canali clandestini e costa l'equivalente di pochi euro. I servizi segreti, annusato lo spettro di una temuta rivoluzione sessuale, hanno dato ordine di braccare gli spacciatori del kit con inflessibile severità. E poiché Internet offre qualsiasi alternativa, in tutto il mondo esistono società che propongono online i cosiddetti 'viaggi della verginità', che hanno come destinazione il Sudamerica, Buenos Aires, Bogotà, tutti i luoghi in cui l'operazione è una prassi diffusa ad un prezzo nettamente inferiore al mercato occidentale, con somme che si aggirano sui 1.345 euro. 

L'ultima novità si chiama G-spot amplification, un'iniezione di collagene riassorbibile in grado di aumentare il volume del famoso punto G. Si tratta di una tecnica che permette di ampliarlo, elaborata negli Stati Uniti da David Matlock del Laser Vaginal Rejuvenation Institute di Los Angeles, e importata in Italia dal sessuologo Alessandro Littara e dal chirurgo plastico Gianfranco Bernabei. È un filler, riassorbibile nell'arco di sei mesi che, gonfiando il punto G, permette di sentire in maniera più intensa il piacere sessuale. In questo caso, a ricorrere all'intervento, sono soprattutto donne occidentali.