Cronaca » Mondo » Americhe

New York: caccia all'attentatore di Times Square, investigatori sulla buona strada

Il ministro della Giustizia: "Le indagini stanno facendo progressi significativi". A parcheggiare il Suv con l'ordigno, un 40enne ripreso da un video che ha fatto il giro del mondo. Strage sventata da un ambulante veterano del Vietnam.

» Americhe Redazione/V - 03/05/2010

Un Suv carico di esplosivo parcheggiato a Times Square, la piazza più frequentata di New York, fa ripiombare gli Usa nel terrore. L'ordigno artigianale, inesploso, poteva fare una strage. Ma oggi, il giorno dopo il tentato attacco terroristico, è caccia a un uomo bianco di circa 40 anni che, secondo le riprese delle telecamere di sorveglianza nella zona di Times Square, sarebbe l'attentatore. Avrebbe parcheggiato il Suv pronto a esplodere, dileguandosi tra la gente. Il ministro della Giustizia Eric Holder, mentre vengono eseguiti controlli al tappeto, sembra ottimista: "Le indagini stanno facendo progressi significativi - ha fatto notare - abbiamo alcune buone piste investigative".

E infatti, c'è un video che ha già fatto il giro delle tv e dei media mondiali, in cui si vede un uomo allontanarsi dalla zona. Il ministro della Giustizia ha aggiunto che di piste "ce ne sono anche altre", sulle quali però non ha voluto soffermarsi. L'eroe di Times Square, così è stato ribattezzato dal sindaco newyorkese Bloomberg, è Lance Orton, l'ambulante 59enne che si è accorto che fuoriusciva del fumo dal Suv. Reduce del Vietnam, Orton, che ha una bancarella di souvenir proprio nel cuore della Grande Mela, a pochi passi dall'area dell'attentato, ha dato in tempo l'allarme, salvando migliaia di turisti dalla strage pianificata per il sabato sera. Erano le 18.30 di sabato 1 maggio, infatti, l'ora di punta prima dell'inizio dei musical, quando Orton ricorda di essersi insospettito.

"Ehi, mi son detto, chi cavolo posteggia qui in zona vietata, proprio davanti alla mia bancarella? Coi lampeggianti, il motore acceso, e nessuno a bordo, in piena Times Square? Mi avvicino al finestrino - ha spiegato  Orton - e c'è una chiave nel cruscotto. Che dico, un grappolo di chiavi. Poi vedo fumo che esce dal finestrino di dietro e non perdo un istante, chiamo subito un poliziotto a cavallo". Si tratta dell'ufficiale Wayne Rhatigan, che chiama subito gli artificieri per quell'odore di polvere da sparo che proviene dal Suv. Ed ecco che la strage è sventata. Ora, l'America è di nuovo nel panico. Dopo mesi e mesi di silenzio, intanto è riapparso il leader talebano Hakimullah Mehsud, che era dato per morto dall'intelligence Usa e pakistana.

In due video, individuati da Site e IntelCenter, due gruppi specializzati nelle analisi delle rivendicazioni terroristiche, il leader talebano minaccia nuovi attacchi conto le città americane "nei giorni e mesi a venire". "È vicino il momento in cui i nostri 'fedayeen' (guerriglieri) attaccheranno gli Stati americani nelle maggiori città", dice Mehsud, Accanto a lui due uomini armati. Il video, che dura nove minuti e sarebbe stato registrato il 4 aprile scorso, è il primo che mostra Mehsud dopo gennaio, quando l'intelligence Usa annunciò la sua morte in un attacco in Waziristan. Non fa comunque alcun riferimento al fallito attentato a Times Square.

Minacce del genere, anche nell'audio messaggio contenuto nel secondo video, apparentemente registrato il 19 aprile, dove il volto di Mehsud è affiancato a una mappa degli Stati Uniti, segnata da una serie di esplosioni. Secondo gli specialisti di Intelcenter, i video sono attendibili. I guerriglieri talebani avevano sempre negato la morte di Mehsud, ma per non mettere a repentaglio la sua sicurezza si erano rifiutati di fornire prove della sua esistenza. 

Come nel film 'Eroe per caso' interpretato da Dustin Hoffman, l'ambulante si è dileguato. Aveva timore, ha poi spiegato, che la sua macchina piena di souvenir venisse danneggiata dalla bomba. Ma quando è tornato, giornalisti, fotografi e curiosi lo hanno circondato. Quando Lance Orton esausto, ha preso un taxi per andare a casa, al suo posto si è piazzato un quasi-sosia. Duane Jackson, un altro ambulante autorizzato, si è infilato in testa un berretto da baseball con su scritto Vietnam Veteran. Ha iniziato a  farsi fotografare, distribuendo interviste come se fosse lui l'eroe di Times Square. Perchè si sa, lo spettacolo deve continuare, in quella piazza dove il sogno americano vince su tutto.