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'Testimoni digitali': la Fede che corre sul web, quasi 30mila i siti religiosi

Lo dice la ricerca sul rapporto Chiesa-Internet, dell'Iit-Cnr nella sua rivista Focus.it, guidata da Luca Trombella. "Molti siti impropri o blasemi - spiega - ma c'è interesse per la rete, presente nell'85,7% delle parrocchie: 9 preti su 10 la usano".

» Costume Valentina Marsella - 23/04/2010

Il web come strumento per comunicare la Fede. Sono tanti i siti italiani legati alla religione cattolica: quasi 30mila, più di mezzo milione di pagine, circa duemila blog. E i navigatori, 'testimoni digitali' di un credo che si è adeguato alla vita moderna, dove social networks e blog sono all'ordine del giorno e rimandano spesso a link religiosi. Ma soprattutto, sono quasi l'86 per cento le parrocchie che dispongono di un computer per navigare, e 9 sacerdoti su 10 scaricano materiale per la propria attività almeno una volta a settimana. 

Insomma, la rete fa furore anche nel mondo ecclesiastico. A confermarlo è l'indagine condotta dai ricercatori dell'Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Iit-Cnr) sulle parole chiave legate al cattolicesimo nei contenuti del web a targa italiana. Lo studio è pubblicato sull'ultimo numero di Focus.it – newsletter del Registro.it: il periodico, edito dall'Iit-Cnr, è dedicato al rapporto tra Chiesa e Internet ed è pubblicato in accordo con l'Ufficio per le Comunicazioni sociali della Conferenza episcopale italiana, proprio in contemporanea al convegno 'Testimoni digitali', organizzato dalla stessa Cei dal 22 al 24 aprile a Roma. 

Numeri che, ci fa notare Luca Trombella, direttore responsabile di Focus.it, "dimostrano l'interesse con il quale la Chiesa guarda ai new media. Un interesse avanguardistico che sembrava essere sopito. Anche ottant'anni fa, quando papa Pio XI inaugurò con Guglielmo Marconi la Radio Vaticana, la scienza offrì un contributo determinante nello sviluppo dei moderni sistemi di comunicazione. Oggi che Internet è una realtà consolidata, il Cnr continua ad assolvere un ruolo chiave nello sviluppo della 'Rete che verrà', dal punto di vista tecnico-scientifico e culturale". 

In rete sono presenti ben 29mila 496 siti.it che dedicano un certo numero di pagine ad argomenti connessi alla religione cattolica: di questi una parte notevole (18mila 597) conta una presenza rilevante di pagine di argomento religioso. Esclusi dal conteggio, ovviamente, sia i siti palesemente blasfemi (1.366), sia quelli che si riferiscono alla religione in maniera impropria o non significativa (siti informativi, hotel, pubbliche amministrazioni). Ugualmente esclusi i siti con suffissi diversi (ad esempio .com o .org).

"La ricerca – ci spiega Trombella – è stata complicata, perché le parole chiave della religione sono trasversali. San Daniele ad esempio, è un termine religioso, ma è anche il nome di un prosciutto, e di esempi del genere ce ne sono a centinaia. I ricercatori hanno dovuto contestualizzare le parole. È nato un gruppo denominato 'falsi amici', che raggruppava tutto ciò che poteva sembrare religioso ma in realtà non lo era: amministrazioni pubbliche, feste, alberghi, tradizioni gastronomiche che iniziavano per San". Non sono mancate altre sorprese per i ricercatori che, all'interno di siti apparentemente sacri, hanno riscontrato parolacce o elementi contraddittori. "E così è stato creato il secondo gruppo che raggruppava siti in apparenza religiosi, contenenti in realtà espressioni volgari e blasfeme. I ricercatori sono andati per esclusione, per sottoinsiemi e alla fine, dopo diverse scremature, hanno isolato quelli realmente legati alla religione cattolica". 

Dall'indagine è emerso un fatto significativo: "Esiste un foltissimo gruppo di pagine web, centinaia di migliaia – ci fa notare ancora il direttore di Focus.it - che, pur trattando altri argomenti, riportano a link di siti cattolici. La gente su Internet parla di tutto, ma manifesta un interesse religioso linkando su siti che parlano dell'argomento, pur non affrontandoli direttamente. In Italia, del resto – e la ricerca lo conferma – la religione è un argomento trasversale". La Chiesa, dalla Radio Vaticana in poi, dedica molta attenzione al web per la diffusione della 'buona novella'.

"Un elemento importante di questa posizione avanguardista - aggiunge Trombella - è l'utilizzo di strumenti della rete nelle missioni. In Africa soprattutto, Internet serve a dare voce a chi, in contesti come questi, non ce l'ha. Il web è un modo per dire al mondo 'Io esisto, aiutatemi'. Eppure la rete in certe zone dell'Africa è un lusso: il traffico internet è circa il 2 per cento di quello mondiale. Paradossalmente, le zone della Terra nelle quali la connessione ad Internet sarebbe davvero utile, sono quelle che meno possono accedervi. Il solito cane che si morde la coda". 

Tornando alla ricerca, gli esperti del gruppo di matematica computazionale dell'Iit-Cnr (Claudio Felicioli, Filippo Geraci e Marco Pellegrini) hanno analizzato complessivamente 2 milioni 884mila siti partendo dai dati del Registro .it (l'organismo dell'Istituto che assegna e gestisce i domini .it): di questi, 1 milione 600mila (pari a quasi 32 milioni di pagine) contenevano il minimo di parole chiave legate al cattolicesimo tra quelle identificate da un gruppo di esperti e operatori del web 'cattolico'. 

Le pagine contenenti riferimenti al cattolicesimo sul web.it sono complessivamente 562mila 574, pari all'1,76 per cento del totale del campione analizzato. La percentuale, apparentemente modesta, è in realtà significativa considerando a titolo di paragone che le pagine del web.it con riferimenti alla politica, uno degli argomenti più caldi nella Rete italiana, sono circa 930mila (2,9 per cento), ospitate da circa 34mila 500 siti, sostanzialmente poco più dei 29mila 496 siti cattolici: la differenza di pagine si deve al fatto che i siti politici, di norma, ne hanno di più. Ulteriori spunti sono emersi dalla classificazione geografica presa in esame da Lorenzo Luconi Trombacchi (Unità sistemi e sviluppo del Registro.it), in base alla residenza di chi ha registrato i siti. In testa la Lombardia, che conta quasi il 17 per cento dei domini di matrice cattolica; seguono Lazio (13 per cento), Veneto (7,77 per cento), Campania (7,36 per cento), Toscana (7,22 per cento) e Sicilia (7,08 per cento).

Il risultato di Campania e Sicilia è sorprendente, poiché nella classifica sulla diffusione di Internet in Italia, elaborata dall’Iit-Cnr in base al numero dei domini.it registrati, le due regioni risultano rispettivamente al quindicesimo e terz'ultimo posto. Per quanto riguarda le province, è Roma a primeggiare (10,7 per cento del totale) davanti a Milano (7,8 per cento). "I numeri – osserva il direttore dell'Iit-Cnr, Domenico Laforenza – testimoniano l'interesse con il quale la Chiesa cattolica guarda ai nuovi media". Focus.it pubblica ulteriori dati sul rapporto tra Chiesa e Internet. Emerge (fonte Weca, l'Associazione dei webmaster cattolici) come l'85,7 per cento delle 26mila parrocchie italiane abbia già uno o più computer, e il 70 per cento sfrutti una connessione ad Internet; nelle parrocchie che hanno un sito web, il 93,7 per cento dei sacerdoti ricerca e scarica materiale per la propria attività. 

La ricerca internazionale Picture, condotta dal professor Lorenzo Cantoni, documenta l'interesse dei religiosi verso le nuove tecnologie: il 62,4 per cento dei sacerdoti nel mondo (il 49,5 per cento in Italia) usa la rete almeno una volta la settimana nell'attività pastorale; appena il 5,6 per cento (5,9 per cento a livello italiano) crede che i pericoli della tecnologia siano maggiori dei vantaggi che essa offre. La rivista riporta infine le testimonianze sull'utilizzo di Internet in ambito religioso di don Domenico Pompili, direttore dell'Ufficio per le Comunicazioni sociali della Cei, padre Giulio Albanese missionario e fondatore dell'agenzia di informazione Misna, don Paolo Padrini, il sacerdote-informatico che ha sviluppato applicazioni religiose per iPhone e per Facebook, e Andrea Tomasi, docente presso l'Università di Pisa e collaboratore del Servizio informatico della Cei.

LINK
- Istituto di informatica e telematica Cnr
- Registro.it