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Dall'arbitrato all'apprendistato: ecco le novità del disegno di legge sul lavoro

Approvato il documento che introduce novità importanti sul 'Collegato in materia di lavoro' dopo due anni di navetta fra Camera e Senato.

» Cronaca Lavoro Silvia D'Ambrosi - 15/03/2010

Arbitrato sui licenziamenti; conciliazione volontaria; apprendistato a 15 anni che vale come la scuola; limiti al riscatto dei periodi di congedo maternità, certezza delle procedure sull'impugnabilità dei licenziamenti, sanzioni più morbide per chi si pente di aver dato lavoro in nero e molto altro. Sono alcuni degli ingredienti delle ricetta 'collegato lavoro' alla Finanziaria, appena approvata in via definitiva al Senato (151 si, 83 no e 5 astenuti) dopo una navetta di due anni tra le due Camere.

Una serie di disposizioni che cambiano il volto del lavoro in Italia e che hanno immediatamente scatenato le reazioni dei sindacati (la 'controriforma' Sacconi), con toni diversi soprattutto dalla CISL, delle opposizioni, ma anche le reazioni  - positive - dell'Ordine dei consulenti del lavoro. La materia è complessa ed afferisce ad ambiti del lavoro anche molto diversi tra loro. 

CONTROVERSIE DI LAVORO. Non sarà più obbligatorio il tentativo di conciliazione nelle controversie individuali di lavoro. Le parti contrattuali possono scegliere di demandare la soluzione delle controversie ad un collegio arbitrale. Questa è la disposizione che ha suscitato maggiori critiche poiché - secondo l'ex-Ministro del Lavoro, oggi senatore del PD, Tiziano Treu - la nuova norma consente di "bypassare le norme inderogabili di legge e quindi diritti come l'articolo 18 o le retribuzioni o le ferie, ed è un accordo - ha concluso - che può essere stretto anche in corso di rapporto di lavoro. La possibilità di sostituire al giudice del lavoro il collegio arbitrale, che decide secondo equità, è - per Guglielmo Epifani -  un attacco ai diritti dei lavoratori ed un limite imposto all'azione della magistratura. Faremo ricorso se ci sono le condizioni di legittimità costituzionale". 
Bonanni si smarca della posizione di CGIL sostenendo che "l'arbitro è una possibilità in più per avere giustizia presto, le cause di lavoro hanno tempi lunghissimi”. Sulla stessa linea sono i consulenti del lavoro che parlano di "una giornata molto importante per il sistema giuridico italiano perché finalmente trova soluzione la quasi paralisi delle controversie in materia di lavoro". "Il lavoratore avrà una possibilità in più di ricorrere all'arbitrato - chiosa il ministro Maurizio Sacconi in difesa del provvedimento - e tutto sarà regolato dai contratti collettivi". 

LICENZIAMENTI. Non sarà più efficace l'impugnazione se il ricorso non viene - entro i successivi 180 giorni - depositato in tribunale o comunicato alla controparte il tentavo di conciliazione o di arbitrato. Contratti certificati. Viene rafforzato il carattere vincolante dell'accertamento effettuato in sede di certificazione dei contratti di lavoro.

CONTROLLI. Contrasto al lavoro sommerso. Viene maggiorata di 150 euro la sanzione amministrativa (che va da mille e 500 a 12mila euro per ciascun lavoratore irregolare) per ogni giornata di lavoro effettivo, tuttavia sarà possibile il ricorso al 'ravvedimento' del datore di lavoro. Se le ispezioni avranno una durata superiore ad un giorno, sarà obbligatorio consegnare il verbale di primo accesso ispettivo con contenuti inderogabili ed il verbale conclusivo sarà accorpato a quello di accertamento e di notifica. Ci sarà poi un casellario infortuni. In vista della costituzione di un 'Polo salute e sicurezza' il cui perno sarà l'INAIL, si prevederà anche una riorganizzazione del casellario centrale degli infortuni sui luoghi di lavoro.

AIUTI E PERMESSI. Indicatore della situazione economica (ISEE). Se variano le condizioni familiari si potrà presentare una dichiarazione sostitutiva unica per prestazioni e aiuti in base all'ISEE e l'INPS ricalcolerà l'indice ISEE. Handicap. Il familiare che assiste una persona con grave handicap potrà usufruire di tre giorni di permesso retribuito al mese, coperti da contribuzione figurativa, se si tratta dei genitori potranno usufruirne alternativamente. Ammortizzatori. Il governo avrà 24 mesi per varare i decreti di riforma per apprendistato, ammortizzatori sociali, servizi per l'impiego, incentivi all'occupazione e occupazione femminile. Congedi. Vengono stabiliti sei mesi di tempo per varare il riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi dei quali possono usufruire i dipendenti pubblici e privati, in base ad una ridefinizione dei presupposti e una semplificazione dei documenti da presentare.

PUBBLICO IMPIEGO. Aspettativa. Per un massimo di 12 mesi i dipendenti pubblici possono essere messi in aspettativa non retribuita e senza decorrenza legata all'anzianità di servizio in vista di poter anche avviare attività professionali ed imprenditoriali. Mobilità del personale della pubbliche amministrazioni (PA), le quali possono utilizzare in via temporanea personale di altre amministrazioni per un massimo di tre anni. Età pensionabile dei dirigenti medici. I dirigenti medici del Servizio sanitario nazionale potranno chiedere di andare in pensione al maturare del 40esimo anno di servizio effettivo, piuttosto che ai 65 anni di età. Specificità delle forze armate. Le legge riconoscerà una specificità delle Forze armate, delle Forze di polizia e dei Vigili del fuoco.

PREVIDENZA. Lavori usuranti. Entro tre mesi dall'entrata in vigore, viene data delega al Governo di varare una disciplina sul pensionamento anticipato nei confronti di coloro hanno svolto lavori usuranti. Contribuzione figurativa. Vengono modificati i criteri di calcolo per i periodi riconosciuti in modo figurativo – servizio militare, gravidanza, ecc… - ai fini previdenziali a partire da un'anzianità contributiva successiva al 31 dicembre 2004. Comunicazioni assicurative all'INPS. L'assicurazione in caso di danno subito a causa di terzi da un suo assicurato che ha diritto all'indennità di malattia dell'INPS deve dare comunicazione all'ente prima di effettuare il pagamento. 

APPRENDISTATTO A 15 ANNI. È stata abbassata l'età dell'obbligo scolastico da 16 a 15 anni (ottavo comma dell’art. 48), per cui i quindicenni potranno fare l'ultimo anno di scuola anche ne percorsi di apprendistato previa intesa tra Regioni, ministero del Lavoro, ministero dell'Istruzione e sentite le parti sociali.

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Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali