Economia e Lavoro » Economia » Crisi economica

Grecia: tutti contro le misure del pacchetto di Austherity del Governo

Riduzione dei salari, congelamento delle pensioni e nuove tasse per fronteggiare la crisi. Ma la gente scende in piazza, compatta contro i provvedimenti di Papandreou, che chiede l'aiuto dei Paesi dell'Eurozona.

» Crisi economica Valentina Marsella - 05/03/2010

Riduzione dei salari, congelamento delle pensioni e nuove tasse. Il pacchetto di Austherity del Governo greco, ha paralizzato la capitale Atene, contraria alle nuove misure per fronteggiare gli effetti della crisi economica. La Grecia è di nuovo paralizzata da uno sciopero generale e da manifestazioni in tutte le grandi città, mentre un sondaggio rivela che la stragrande maggioranza dei cittadini è contro il piano varato dal premier Giorgio Papandreou, che questo pomeriggio ha incontrato la cancelliera tedesca Angela Merkel a Berlino. 

Secondo il sondaggio di Public Issue diffuso dalla tv Skai mentre è in corso lo sciopero generale parziale contro la nuova stretta economica, il 90% dei dipendenti pubblici, il 76% di quelli privati e il 68% dei pensionati si oppongono al taglio della 13ma e 14ma mensilità. Il 67% dei dipendenti pubblici si oppongono al taglio delle indennità e il 79%% al congelamento delle pensioni contro il quale si esprimono anche l'81% dei privati e il 66% dei pensionati.I Greci nel loro insieme, senza distinzioni di tipo di impiego ed età, sono per il 72% contrari al taglio della 13ma e 14ma, per il 74% contro il congelamento delle pensioni e per il 78% contro le tasse sui carburanti, ma divisi sulla riduzione delle indennità salariali al settore pubblico, con il 50% a favore e il 41% contro. 

Il sondaggio sembra contraddire le affermazioni di Papandreou, fondate su precedenti inchieste di opinione, secondo cui la maggioranza dei Greci direbbe 'si' al pacchetto di austerità. E pare dare ragione al Partito comunista (Kke) secondo cui "la maggioranza della popolazione" si opporrebbe alla linea del governo. Anche la stragrande maggioranza degli imprenditori del settore privato, che secondo Bruxelles dovrebbe adottare gli stessi tagli imposti a quello pubblico, sono contrari alla riduzione di 13ma e 14ma, all'aumento dell'Iva e alla nuova tassa sui carburanti. 

Sono molti anche i cittadini favorevoli alle tasse sui beni di lusso (82%) e su alcolici e sigarette (65%). Il 78% dei Greci appaiono comunque rassegnati al fatto che malgrado le proteste, le misure saranno applicate, ma il 62% considera probabile disordini sociali entro il prossimo anno; il 67% condanna infine l'atteggiamento pesantemente critico dei media tedeschi giudicandolo 'ingiusto'.  

Ecco perchè migliaia di lavoratori, studenti e pensionati sono scesi in piazza, per manifestare davanti al parlamento in occasione dello sciopero nazionale di 24 ore dichiarato dal sindacato comunista Pame. Le due principali confederazioni, Adedy (dipendenti pubblici) e Gsee (settore privato) hanno deciso una sospensione del lavoro, preparandosi a nuovi scioperi per l'8 e il 9 marzo. Hanno incrociato le braccia anche i lavoratori dei trasporti urbani, medici, professori, giornalisti dei media di Stato. Ma la Grecia, che è uno degli investitori principali della regione Balcanica, per la prima volta dal 1993 ha registrato un caso di recessione: a cavallo tra il 2008 ed il 2009 l'effetto della crisi globale si è ripercosso fortemente sull'economia greca, palesandone una fragilità che ha preso le forme della disoccupazione e della corruzione. 

Sul finire del 2009 la disoccupazione era al 9,6%, e ora è salito al 10,6%, secondo la stima del Servizio nazionale di statistica (Nss). Sempre nel 2009, il debito pubblico era al 113,4% ma con una stima 2010 del 120,8%, che porterebbe la nazione ellenica a primeggiare in Europa in quanto a debito pubblico; la nazione ellenica risulta penultima tra i paesi dell'Unione Europea per indice della libertà economica, preceduta solamente dalla Polonia, e 81a nel mondo. Alla pari con altre nazioni europee che affrontano la crisi produttiva del 2009, in base ad uno studio della Euler Hermes la Grecia, prevede per il 2010 un incremento dei fallimenti delle aziende del 15%.Tanto che lo stesso presidente Papandreou a fine 2009 ha dichiarato il rischio di bancarotta. 

E proprio per evitare ciò, il governo ha varato le misure per sanare i conti pubblici, quali il blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici e una riforma del sistema. L'accoglienza della stampa tedesca per il premier greco, che deve incontrare la Merkel, è sarcastica. Papandreu aveva detto che attualmente "per ottenere un prestito di 5 miliardi di euro, la Grecia deve pagare, per gli interessi, 750 milioni di euro in più della Germania: nessun Paese dell'Ue potrebbe reggerebbe questo peso". Durissima la replica sulla Bild del segretario della Csu bavarese, Alexander Dobrindt, secondo il quale è "bello che il signor Papandreou venga in visita in Germania, ma i suoi debiti deve riportarseli a casa. Rimaniamo fermissimi: nemmeno un euro dei contribuenti tedeschi deve finire in Grecia". 

Papandreou, sulla strada per Berlino fa tappa a Lussemburgo per un colloquio con il presidente dell'Eurogruppo Jean Claude Juncker.Infine, domenica il premier greco sarà a Parigi per un vertice con il presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy per discutere il sistema di garanzie e di protezione che la Francia può garantire ad Atene per evitare nuove crisi di liquidità. Dalla soluzione della vicenda greca dipende buona parte del futuro di Eurolandia.