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Crisi: stress da lavoro, ne soffrono 10 milioni di italini, soprattutto le donne
Lo dice una ricerca Ispesl:il settore più critico, la sanità. Il 43% degli italiani non sta affatto bene in ufficio e ne risentono fisico e psiche. Si rilancia la proposta dello psicologo in azienda, sulla scia dell'effetto France Telecom.
Lo chiamano 'effetto France Telecom': le imprese francesi si rivolgono sempre più agli psicologi per combattere lo 'stress da lavoro' dei loro dipendenti e prevenire eventuali gesti estremi. A spingere le aziende d'Oltralpe è stata proprio l'ondata di suicidi che ha colpito in primis France Telecom, 32 negli ultimi due anni di cui 17 nel 2009, ma anche altre imprese come Renault, Edf, Sncf e Psa e alcune banche. E se prima erano i medici aziendali o i direttori delle risorse umane ad interessarsi al problema, ora sempre più spesso sono proprio i vertici.
Un effetto boomerang che si sta ripercuotendo sull’intero mercato del lavoro mondiale, anche quello italiano, superando i confini d'oltre Manica. Il 'mal d'ufficio' colpisce almeno 10 milioni di italiani, secondo i dati dell'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (Ispesl). E in particolare a Milano, grande metropoli industriale, dilaga, secondo gli esperti, una sorta di 'sindrome del precario': l'incertezza sul futuro che diventa chiodo fisso e poi malattia.
In occasione della Giornata dedicata alla promozione della salute sui luoghi di lavoro, che si è celebrata proprio in questi giorni, l'assessore comunale alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna ha rilanciato l'operazione 'psicologo in azienda', sulla scia dell'effetto France Telecom, annunciando un tavolo con Assolombarda e Unione del commercio per promuovere il progetto. In quell'occasione, sono stati presentati i risultati della ricerca Ispesl che ha rilevato come i disturbi psicologico-psichiatrici associabili all'attività lavorativa sono in progressiva crescita: "I disturbi depressivi, quelli ansiosi e dell'adattamento di tipo cronico - ha messo nero su bianco lo studio - sono quelli che più spesso compaiono in conseguenza di grave stress lavorativo".
Secondo i ricercatori, il 43% dei lavoratori italiani non sta affatto bene in ufficio, ed è soggetto a disturbi fisici e psicologici correlati con l'attività lavorativa. Soffrono di 'mal d'ufficio' almeno 10 milioni di persone per le quali il carico di lavoro (14%) e fenomeni di prepotenza e discriminazione (quasi il 5%) innescano un malessere più profondo. Tra questi, 2 milioni esprimono chiaramente una sfiducia verso il lavoro, che è diventato una minaccia alla propria salute. Lo stress si trasforma in malattia: disturbi gastrointestinali, depressione, insonnia.
Nel dettaglio, gli esperti spiegano che 8 milioni e 706mila italiani ritengono il lavoro un fattore di rischio per la salute fisica, e 4 milioni e 58mila di rischio per l'equilibrio psicologico. Oltre 2 milioni e 797mila dichiarano di avere problemi di salute causati dal lavoro. Le donne (54%) sono più esposte degli uomini (41%), la fascia di età tra i 35 e i 44 anni è quella che versa in peggiori condizioni. Stress fisico, ma specialmente psicologico. E, dice l'Ispesl, sono le persone che lavorano nella sanità a risentire maggiormente di problemi psico-sociali. Circa il 26% degli occupati nel settore lamenta forti rischi legati al proprio benessere mentale.
Anche in questo caso sarebbero le donne, impiegate nel settore sanitario e nella pubblica amministrazione, ad essere particolarmente esposte. È il carico di lavoro eccessivo, indicato dal 14,5 % degli occupati, la principale fonte di stress. Seguono le manifestazioni di prepotenza e discriminazione e le minacce o le violenza fisiche sul luogo di lavoro (circa l'1,6%). Infatti oltre un milione di lavoratori è soggetto a fenomeni di discriminazione, mentre circa 381 mila si dichiara esposto a minacce o violenze fisiche. E proprio nel settore delle molestie, un primato in negativo spetta alle donne che lavorano nella pubblica amministrazione, in particolare per le posizioni dirigenziali e quelle di operaie e collaboratrici.
Sono loro ad essere le principali protagoniste di fenomeni di prepotenza e discriminazioni. L'età media e il ruolo di 'collaboratore', derivante anche dalla debolezza della loro posizione, andrebbero ad aumentare questi rischi. Inoltre, ora c'è un altro fattore che crea stress: la crisi. "Questo è ormai il lato nascosto del lavoro - ha commentato l'assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna - sempre più competitivo e sempre meno a dimensione d’uomo. I dati dell'Istituto superiore non fanno che confermare, purtroppo, i numeri e le percentuali, su scala europea, fornite dall'Inail e che noi denunciamo da tempo: le vittime di questa tipologia di stress in Europa sarebbero circa 40 milioni, con un costo per la collettività davvero impressionante. I giorni di lavoro perduti ogni anno sono il 50per cento, pari a circa 20 miliardi di euro".
"Come se tutto ciò non bastasse – aggiunge l’assessore – sappiamo che a Milano è ormai diagnosticata anche una vera e propria sindrome da lavoro precario: rimuginare continuamente sul posto che non c’è, o che finirà insieme al contratto a scadenza; pensare notte e giorno alle incombenze da svolgere in ufficio, per apparire all’altezza del compito e scongiurare così il licenziamento. I sintomi sono sempre gli stessi: insonnia, mal di stomaco, depressione, disistima per se stessi. È un fenomeno molto vasto, dovuto evidentemente dal fatto che Milano, motore dell’economia nazionale, è una grande metropoli, che produce eccellenza nel campo intellettuale, produttivo e finanziario, con una conseguente forte intensità dell’impegno professionale. Nella nostra città sono 47mila i professionisti in difficoltà".
Landi ricorda la positiva esperienza dello psicologo di quartiere. Da qui si è deciso di aprire un tavolo con Assolombarda, Unione del Commercio, Ordine degli Psicologi e Manager Italia, per potenziare la presenza degli psicologi all'interno delle aziende. Questo tipo di servizio è infatti ancora troppo poco diffuso. "Nel periodo 2007-2008 solo il 14% delle aziende lombarde - fa notare l'assessore - si è avvalso di consulenze psicologiche. Credo che la crisi dovrebbe incoraggiare, e non penalizzare, la tutela della qualità dell'occupazione, compreso il benessere psico-fisico dei dipendenti che è un fattore determinante nel conseguimento degli obiettivi di risultato e della produttività".
DOCUMENTI
- Ispesl su mal d'ufficio
- Il mal d'ufficio nella sanità
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Crisi: suicidi, Francisco Mele "la delusione nelle vittime della new economy"
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