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Salute migrante: a Bologna la sanitą parla arabo

Lanciata dal policlinico Sant'Orsola la versione del sito web in lingua saudita. Nel 2009 ricoverati oltre 6mila immigrati, il 14% dal Marocco. Il responsabile della comunicazione Capelli assicura: ?Crescono internazionalizzazione e servizi di mediazione"

» Salute e Prevenzione Paola Simonetti - 24/02/2010

Il diritto inalienabile alla salute passa anche attraverso nuove strategie di comunicazione sanitarie. Traduzioni linguistiche che rappresentano lo snodo cruciale per la deprovincializzazione dei servizi di base, ma anche opportunità di divulgazione trasversale e profonda. Ne è convinta la dirigenza dell'ospedale Sant'Orsola-Malpighi di Bologna, che on line ha lanciato il suo sito web anche in lingua araba (quella in inglese era già on line da metà 2009).

Un passaggio obbligato verso l'internazionalizzazione di una risposta sanitaria non più rinviabile, nella città emiliana come nel resto d'Italia, in un contesto in cui, secondo le ultime stime, imperversa una generalizzata impreparazione all'accoglienza di pazienti non comunitari, che si traduce, nei fatti, in una strozzatura della garanzia del rispetto di un diritto umano fondamentale.  

L'eliminazione progressiva di ogni barriera linguistica, per il Sant'Orsola, è stata necessaria anche sull'onda del grande afflusso di immigrati registrato nell'ultimo anno: solo nel 2009 sono stati 6mila 030 gli stranieri ricoverati, provenienti soprattutto da Marocco (quasi il 14 per cento), Romania, Bangladesh, Albania, Moldavia e Cina. In particolare, l'8,1 per cento dei 559mila 154 accessi al sito è stato effettuato proprio da immigrati. Nelle pagine in arabo compaiono la descrizione dell'ospedale e della sua organizzazione, notizie pratiche su reparti e servizi sanitari e anche un modulo di contatto per chiedere ulteriori informazioni all'Ufficio relazioni con il pubblico (Urp).

"Il lancio del sito in lingua araba - ha spiegato Maurizio Capelli, responsabile dell'ufficio comunicazione del Policlinico - rientra in un più ampio processo di internazionalizzazione dei nostri servizi, che sul web è iniziato con l'inaugurazione della versione in inglese. Tra i cinque ceppi dell'arabo abbiamo scelto il saudita, perché è riconosciuto come lo standard internazionale per le popolazioni di lingua araba".

Iniziative dunque non nuove per il nosocomio bolognese, che nell'Ufficio relazioni con il pubblico vanta già la presenza di mediazione culturale. Attivo tutti i giorni, in determinate fasce orarie, il servizio garantisce la presenza di due mediatori che si occupano dei rapporti con l'utenza di diverse lingue, all'occorrenza dislocati nei reparti decentrati della città. "I mediatori stanno svolgendo un ruolo fondamentale – ha aggiunto Capelli - non solo nei rapporti con i pazienti, ma anche con i parenti e le famiglie". I servizi multilingue dell'ospedale sono attivi già da tempo, come ricorda lo stesso Capelli: "Da tre anni, ormai, i nostri quattro punti di pronto soccorso hanno un servizio di interpretariato telefonico attivo 24 ore su 24.

All'interno dei pronto soccorso, e più recentemente anche in alcuni reparti come quelli di cardiochirurgia e ostetricia, sono presenti speciali telefoni con otto tasti associati ad altrettante lingue, tra le quali, ad esempio, l'arabo e il moldavo. Questi telefoni sono dotati di due cuffie, e premendo uno dei tasti ci si può mettere in contatto con un'interprete della lingua prescelta, per semplificare l'interazione tra medico e paziente".


LINK
- Il Sant'Orsola in arabo